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Holding · 6 min di lettura

Quanto costa costituire una holding: costi di apertura, di gestione e quando conviene

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Imposte fisse, capitale minimo, notaio, perizie e consulenza: le voci di costo per costituire una holding, quelle annuali per mantenerla e i criteri per capire quando conviene.

Quanto costa costituire una holding dipende da che cosa si costituisce: una società nuova con capitale in denaro, oppure una holding che riceve le partecipazioni già possedute dalla famiglia. In entrambi i casi alcune voci sono fisse e stabilite dalla legge, altre dipendono dal notaio, dai professionisti e dalla complessità del progetto. Questa guida le mette in fila, insieme ai costi di gestione annuali e ai criteri per capire se la holding conviene.

Da che cosa dipende il costo

Prima delle cifre conta la scelta della struttura. Una holding non è un modello unico: le variabili che spostano il costo sono soprattutto tre.

Come nasce
Una holding nuova, costituita con denaro, è l’operazione più semplice. Una holding che riceve le partecipazioni nelle società operative già possedute dai soci richiede perizie e verifiche fiscali in più.
La forma
S.r.l. o S.p.A. la S.r.l. è la scelta più frequente nelle realtà familiari per flessibilità e costi; la S.p.A. diventa preferibile con assetti proprietari complessi o prospettive di apertura del capitale.
Il ruolo
Una holding pura detiene e gestisce partecipazioni; una holding mista svolge anche attività verso le società del gruppo, con esigenze contabili e fiscali maggiori.

I costi di costituzione, voce per voce

VoceImportoNote
Imposta di registro sull’atto costitutivo200 euroMisura fissa
Imposta di bollo sull’atto costitutivo156 euroPer le società di capitali costituite con atto notarile
Diritti di segreteria e diritto annuale della Camera di commercioVariabiliImporti stabiliti dalle Camere di commercio
Onorario del notaioVariabileDipende dal notaio e dalla complessità dell’atto
Relazione giurata di stimaVariabileObbligatoria nella S.r.l. se si conferiscono beni in natura, comprese le partecipazioni (art. 2465 c.c.)
ConsulenzaVariabileStudio di fattibilità, statuto e patti fra i soci, verifiche fiscali

Gli importi variabili si conoscono prima di decidere, con un preventivo che distingua le attività professionali dai costi di terzi.

Il capitale sociale

Il capitale non è un costo, ma è una somma da prevedere. Per la S.p.A. il minimo è di 50.000 euro (art. 2327 c.c.). Per la S.r.l. il capitale ordinario è di almeno 10.000 euro; può essere più basso, fino a 1 euro, solo se i conferimenti sono in denaro e versati per intero agli amministratori (art. 2463 c.c.). Una holding che nasce conferendo partecipazioni, quindi beni in natura, segue la regola ordinaria.

Se si conferiscono le partecipazioni già possedute

Nella maggior parte dei casi chi ha già una o più società operative non deve venderle per creare la holding: le conferisce. Il conferimento richiede la relazione di stima del revisore e una verifica fiscale. Se ricorrono le condizioni, si applica il regime di realizzo controllato dell’articolo 177 del TUIR, che lega il valore fiscale del conferimento all’aumento del patrimonio netto della holding e può evitare di far emergere plusvalenze tassabili. Le condizioni vanno verificate partecipazione per partecipazione: è la parte del progetto che pesa di più sul risultato.

Quanto costa mantenere una holding

Dopo la costituzione, la holding ha costi ricorrenti come ogni società di capitali:

  • contabilità, redazione e deposito del bilancio;
  • diritto annuale alla Camera di commercio;
  • adempimenti telematici propri delle holding, a partire dalle comunicazioni all'Anagrafe tributaria e, quando dovute, da quelle CRS e FATCA;
  • organo di controllo o revisore, quando obbligatorio ai sensi dell’articolo 2477 del codice civile;
  • consulenza fiscale e societaria per le operazioni del gruppo.

Gli adempimenti telematici sono spesso la voce sottovalutata: hanno scadenze precise e sanzioni in caso di errori o ritardi. Possono essere affidati in outsourcing a un team dedicato, come il servizio di gestione degli adempimenti della holding dell'Associazione.

Quando conviene

Il costo di una holding va confrontato con quello che rende possibile. I benefici più citati sono fiscali: il regime dei dividendi che la holding riceve dalle società partecipate e quello delle plusvalenze sulle partecipazioni (la participation exemption). Ma una holding costruita solo per il risparmio d’imposta è fragile: la convenienza vera sta anche nella governance del gruppo, nella separazione fra patrimonio e rischio d’impresa e nella preparazione del passaggio generazionale.

Due verifiche da fare prima di decidere:

  • i requisiti delle partecipazioni per la participation exemption, aggiornati nel 2026: i nuovi requisiti PEX;
  • il rischio che una holding con pochi ricavi rispetto al valore delle partecipazioni sia considerata società di comodo: società di comodo e holding.

Per un quadro sulla tassazione dei dividendi nella holding: tassazione holding, l’equivoco più diffuso.

Quanto tempo serve

Per una holding semplice, dallo studio di fattibilità all’atto notarile passano in genere poche settimane. Conferimenti, scissioni e riorganizzazioni richiedono una pianificazione dedicata, con un calendario definito fin dall’inizio.

Come si procede con Assoholding

Il percorso parte da un incontro conoscitivo gratuito con uno specialista dell'Associazione, per capire se la holding ha senso, in quale forma e con quali verifiche. Si richiede dalla pagina del servizio di costituzione holding: l'Associazione richiama entro un giorno lavorativo. Se ha senso andare avanti, arriva una proposta scritta con il perimetro, i tempi e il preventivo per voci. Agli associati sono riservate tariffe convenzionate.

Domande frequenti

Quanto costa aprire una holding?

Le imposte sull’atto costitutivo sono fisse: 200 euro di registro e 156 euro di bollo. A queste si aggiungono i diritti camerali, l’onorario del notaio, la consulenza e, se si conferiscono partecipazioni in una S.r.l., la relazione giurata di stima. Le voci variabili dipendono dal progetto e si conoscono con un preventivo prima di decidere.

Serve un capitale minimo per costituire una holding?

Sì: 50.000 euro per la S.p.A. e 10.000 euro per la S.r.l. ordinaria. La S.r.l. può avere un capitale più basso, fino a 1 euro, solo con conferimenti in denaro versati per intero; se la holding riceve partecipazioni, si applica la regola ordinaria.

Posso conferire nella holding le quote che ho già?

Sì, è il caso più frequente. Il conferimento richiede la relazione di stima di un revisore e una verifica fiscale; se ricorrono le condizioni, il regime di realizzo controllato dell’articolo 177 del TUIR può evitare di far emergere plusvalenze tassabili al momento del conferimento.

Quanto costa mantenere una holding ogni anno?

Le voci ricorrenti sono contabilità e bilancio, diritto annuale, adempimenti telematici come le comunicazioni all'Anagrafe tributaria, consulenza e, quando obbligatorio, organo di controllo o revisore. L’importo dipende da quante partecipazioni e rapporti finanziari ha la holding.

Quanto tempo serve per costituire una holding?

Per una holding semplice, poche settimane dallo studio di fattibilità all’atto notarile. Con conferimenti o riorganizzazioni serve una pianificazione dedicata, con un calendario definito all’inizio.

Fonti

  • Codice civile, articoli 2327 (capitale minimo della S.p.A.), 2463 (costituzione della S.r.l. e capitale), 2465 (stima dei conferimenti di beni in natura) e 2477 (organo di controllo e revisione).
  • Testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986), articolo 177 (scambi di partecipazioni e realizzo controllato).
  • Imposta di registro in misura fissa sugli atti costitutivi e imposta di bollo sugli atti delle società di capitali: importi riportati dalle principali guide professionali, da confermare con il notaio al momento dell’atto.

A cura della redazione Assoholding. Aggiornato al 10 ottobre 2026.

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