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Guida · Fiscalità · 8 min di lettura

PEX (participation exemption): come funziona, requisiti, miti e rischi

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La PEX dell'art. 87 TUIR esclude dal reddito il 95% delle plusvalenze su partecipazioni delle società di capitali, se ricorrono quattro requisiti. Come funziona, i miti più diffusi sulle holding e quando si rischia l'abuso del diritto.

La PEX, o participation exemption, è il regime che esclude dal reddito imponibile il 95% delle plusvalenze realizzate da una società di capitali quando cede una partecipazione con determinati requisiti. È disciplinata dall’articolo 87 del TUIR ed è uno dei motivi per cui si parla spesso di holding: ma non è automatica, non vale per tutti e non si applica a qualunque partecipazione. Questa guida la spiega dal punto di vista di chi guida un’impresa.

Che cos’è la PEX (art. 87 TUIR)

Quando una società di capitali vende una partecipazione e realizza una plusvalenza, quel guadagno è in linea di principio reddito d’impresa. L’articolo 87 del TUIR stabilisce però che, se la partecipazione ha i requisiti previsti, la plusvalenza non concorre alla formazione del reddito imponibile per il 95% del suo ammontare.

La logica è evitare una doppia tassazione: gli utili della società partecipata sono già stati tassati in capo a lei, e il valore della partecipazione li riflette. La stessa logica ispira l’esclusione del 95% dei dividendi ricevuti da una società di capitali (articolo 89 del TUIR).

In pratica: su una plusvalenza di 1.000.000 di euro, 950.000 euro sono esclusi e 50.000 euro sono imponibili. Con l'IRES al 24% l’imposta è di 12.000 euro, cioè l'1,2% della plusvalenza.

I quattro requisiti, spiegati per un imprenditore

La PEX si applica solo se ricorrono tutti e quattro i requisiti dell’articolo 87, comma 1.

1. Periodo di possesso. La partecipazione deve essere posseduta ininterrottamente dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello della cessione. Se nel tempo sono state acquistate quote in momenti diversi, si considerano vendute per prime quelle acquistate più di recente.

2. Immobilizzazione finanziaria. La partecipazione deve essere stata classificata tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso. Una partecipazione iscritta nell’attivo circolante, cioè destinata alla negoziazione, non rientra.

3. Residenza della partecipata. La società partecipata non deve risiedere in uno Stato o territorio a regime fiscale privilegiato, salvo la dimostrazione prevista dalla legge.

4. Commercialità della partecipata. La società partecipata deve esercitare un’impresa commerciale. Si presume che non lo faccia, salvo prova contraria, la società il cui patrimonio è costituito prevalentemente da immobili non utilizzati direttamente nell’attività d’impresa: è il caso tipico delle immobiliari «di gestione». Il requisito non si applica alle società quotate.

Gli ultimi due requisiti devono sussistere ininterrottamente almeno dall’inizio del terzo periodo d’imposta anteriore alla cessione.

E se la partecipata è a sua volta una holding? In questo caso residenza e commercialità si verificano guardando alle società partecipate indirettamente, quelle che rappresentano la maggior parte del valore del patrimonio della holding (articolo 87, comma 5).

Il rovescio della medaglia: le minusvalenze

Il regime è simmetrico. Se una partecipazione con i requisiti della PEX viene venduta in perdita, la minusvalenza non è deducibile dal reddito (articolo 101 del TUIR). Chi valuta una holding guardando solo alle plusvalenze dimentica questo lato.

PEX e dividendi: due regole diverse

La PEX riguarda le plusvalenze da cessione. I dividendi che una società di capitali riceve dalle sue partecipate seguono un’altra norma, l’articolo 89 del TUIR, che li esclude dal reddito per il 95%. Il carico effettivo è lo stesso, l'1,2%, ma le condizioni sono diverse. Il tema è approfondito in tassazione holding 1,2%: l’equivoco più diffuso.

I miti più diffusi

«La holding non paga tasse sui dividendi.» Falso. Paga l'IRES sul 5% del dividendo, quindi l'1,2%. E quando la holding distribuisce gli utili ai soci persone fisiche, quegli utili sono tassati di nuovo in capo ai soci.

«Con la PEX la plusvalenza è esente al 100%.» No: l’esclusione è del 95%. Il 5% resta imponibile.

«Basta costituire una holding prima di vendere.» No. La holding deve possedere la partecipazione da almeno dodici mesi e averla iscritta tra le immobilizzazioni finanziarie. E un’operazione costruita solo per ottenere il vantaggio fiscale può essere contestata come abuso del diritto (vedi sotto).

«Vale anche per le persone fisiche.» No. La PEX dell’articolo 87 riguarda le società soggette a IRES. Le persone fisiche che vendono partecipazioni fuori dall’attività d’impresa pagano un’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza. Per imprenditori individuali e società di persone vale una regola diversa, con un’esenzione solo parziale (articolo 58 del TUIR).

«Una holding immobiliare vende sempre in PEX.» No. Se la società venduta è un’immobiliare di gestione, il requisito della commercialità di norma manca, salvo prova contraria.

«Le minusvalenze si deducono comunque.» No: per le partecipazioni con i requisiti della PEX non sono deducibili.

Il rischio di abuso del diritto e le holding di comodo

L’articolo 10-bis dello Statuto del contribuente (legge 212/2000) considera abusive le operazioni prive di sostanza economica che, pur rispettando formalmente le norme, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Non sono abusive le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale.

Per le holding questo significa una cosa precisa: una holding che nasce per governare un gruppo, separare il patrimonio dal rischio d’impresa o preparare il passaggio generazionale ha ragioni proprie. Una holding interposta all’ultimo momento solo per vendere una partecipazione pagando l'1,2% invece del 26% è il caso che l'Amministrazione finanziaria guarda con più attenzione. La sequenza di conferimento delle partecipazioni e cessione ravvicinata va quindi analizzata caso per caso, anche alla luce delle risposte dell'Agenzia delle Entrate agli interpelli.

C’è poi un secondo rischio: una holding con pochi ricavi rispetto al valore delle partecipazioni può essere considerata una società di comodo. Il test e le esclusioni sono spiegati in società di comodo e holding.

Per verificare se una cessione può rientrare nella PEX e se la struttura del gruppo regge, può parlarne con uno specialista dell'Associazione in una call gratuita: costituzione e organizzazione della holding.

Casi pratici

Caso 1: vendita dopo tre anni. Una holding possiede da tre anni il 100% di una società operativa, iscritta tra le immobilizzazioni finanziarie, e la vende con una plusvalenza di 1.000.000 di euro. I requisiti ci sono: imponibile 50.000 euro, IRES 12.000 euro.

Caso 2: vendita dopo otto mesi. La stessa partecipazione viene venduta dopo otto mesi dall’acquisto. Manca il periodo minimo di possesso: la plusvalenza è tassata per intero.

Caso 3: partecipata immobiliare. La holding vende una società il cui patrimonio è fatto in prevalenza di immobili dati in affitto. Il requisito della commercialità si presume assente: senza prova contraria, niente PEX.

Caso 4: conferimento e vendita ravvicinati. Un imprenditore conferisce le quote della sua società in una holding appena costituita e, pochi mesi dopo, la holding vende la società. Servono un’analisi del periodo di possesso in capo alla holding e una valutazione del rischio di abuso del diritto prima di procedere.

Le novità dell’anno

2026. La Legge di Bilancio 2026 aveva legato la PEX e l’esclusione dei dividendi a nuove soglie: una partecipazione di almeno il 5% del capitale oppure con un valore fiscale di almeno 500.000 euro. Il decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 (articolo 11) le ha abrogate con effetto dal 1° gennaio 2026: valgono di nuovo i requisiti ordinari descritti in questa guida. La cronaca è nell’articolo sul decreto fiscale: dividendi e PEX.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire PEX?

PEX sta per participation exemption: è il regime dell’articolo 87 del TUIR che esclude dal reddito imponibile il 95% delle plusvalenze realizzate da una società di capitali sulla cessione di partecipazioni con determinati requisiti.

Quali sono i requisiti della PEX?

Quattro: possesso ininterrotto dal primo giorno del dodicesimo mese precedente la cessione, iscrizione tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio del periodo di possesso, residenza della partecipata in uno Stato non a regime fiscale privilegiato, esercizio di un’impresa commerciale da parte della partecipata. Gli ultimi due devono sussistere dall’inizio del terzo periodo d’imposta precedente.

Quanto si paga su una plusvalenza in PEX?

Il 95% è escluso dal reddito e il 5% è tassato con l'IRES al 24%: il carico effettivo è l'1,2% della plusvalenza.

La PEX vale per le persone fisiche?

No. Riguarda le società soggette a IRES. Le persone fisiche che vendono partecipazioni fuori dall’attività d’impresa pagano un’imposta sostitutiva del 26%.

Le minusvalenze su partecipazioni in PEX sono deducibili?

No. Se la partecipazione ha i requisiti della PEX, la minusvalenza non è deducibile (articolo 101 del TUIR).

La PEX si applica alle holding immobiliari?

Se la società ceduta ha un patrimonio fatto in prevalenza di immobili non utilizzati nell’attività d’impresa, la commercialità si presume assente e la PEX di norma non si applica, salvo prova contraria.

Cosa è cambiato nel 2026?

Le soglie introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sono state abrogate dal decreto-legge 38/2026 con effetto dal 1° gennaio 2026: si applicano di nuovo i requisiti ordinari.

Fonti

  • Testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986): articoli 58, 87, 89 e 101.
  • Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), articolo 10-bis.
  • Legge 23 dicembre 1994, n. 724, articolo 30 (società non operative).
  • Decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, articolo 11, convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88.

A cura della redazione Assoholding. Aggiornato al 10 ottobre 2026.

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Guida a cura della redazione Assoholding · ultimo aggiornamento 11 Ottobre 2026. Il contenuto ha finalità informative e non sostituisce un parere professionale sul caso concreto.
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