logo
Assoholding sostiene l'ambiente

Questa schermata contribuisce al risparmio energetico quando ti allontani o resti inattivo.

Pubblicato il nuovo Decreto fiscale: modificata norma su dividendi e PEX

decreto fiscale

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026 del decreto-legge n. 38/2026, recante Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, il Governo ha varato un nuovo Decreto fiscale che interviene su numerosi ambiti della fiscalità d’impresa, dalla disciplina IVA ai crediti d’imposta, fino alla riscossione e all’imposta di bollo.

Il Decreto fiscale è entrato in vigore il 28 marzo 2026 e si colloca lungo una direttrice precisa: correggere alcune disposizioni della legge di Bilancio 2026 che, fin dalle prime settimane di applicazione, avevano evidenziato criticità tecniche, effetti distorsivi e rilevanti dubbi interpretativi.

Tra tutte le novità contenute nel Decreto fiscale, quella di maggiore impatto per società, holding e operatori economici è senz’altro la modifica introdotta dall’articolo 11, che ripristina il regime ordinario in materia di dividendi e participation exemption, con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

Decreto fiscale: le modifiche apportate

  • Operazioni permutative e decorrenza del nuovo regime IVA
    Il Decreto fiscale interviene sulla decorrenza della nuova disciplina IVA per le operazioni permutative, stabilendo che essa si applichi alle operazioni eseguite in forza di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026. Vengono inoltre fatti salvi i comportamenti pregressi e quelli adottati fino all’entrata in vigore del decreto, senza possibilità di rimborsi o rettifiche dell’imposta già liquidata.
  • Lavoratori impatriati
    Il Decreto fiscale aggiorna il quadro dei riferimenti normativi relativi al regime fiscale degli impatriati, con l’inclusione del richiamo al decreto legislativo n. 209/2023. La modifica si applica ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia a decorrere dal periodo d’imposta 2027.
  • Avviamento negativo nelle cessioni d’azienda
    Per i soggetti che redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali, il Decreto fiscale stabilisce che la differenza negativa tra corrispettivo e valore dei beni e rapporti giuridici trasferiti nelle operazioni di cessione d’azienda o di ramo d’azienda concorra alla formazione del reddito e del valore della produzione in quote costanti nell’esercizio e nei quattro successivi. La disposizione opera dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024.
  • Depositi garantiti, importazioni low value e ritenute sulle provvigioni
    Il Decreto fiscale prevede, fino al 31 dicembre 2028, l’esenzione dall’imposta sostitutiva per interessi e proventi di obbligazioni corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti. Sul fronte doganale, viene differita al 1° luglio 2026 l’applicazione del contributo sulle spedizioni di beni importati a basso valore. Viene inoltre spostata dal 1° marzo al 1° maggio 2026 l’efficacia delle nuove disposizioni sulla ritenuta sulle provvigioni.
  • Investimenti in beni strumentali e credito d’imposta per le imprese
    Sul piano degli investimenti, il Decreto fiscale sopprime il vincolo territoriale che limitava la maggiorazione dell’ammortamento ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo, estendendo quindi la misura agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 senza quel requisito di provenienza. Parallelamente, l’articolo 8 introduce per il 2026 un contributo sotto forma di credito d’imposta, pari al 35% dell’ammontare richiesto, nel limite di spesa di 537 milioni di euro, per le imprese che hanno già presentato le comunicazioni previste e ottenuto l’attestazione tecnica del GSE.
  • Premi agli atleti dilettanti, riscossione e imposta di bollo
    Il Decreto fiscale dispone che, fino al 31 dicembre 2026, non si applichi la ritenuta alla fonte sui premi erogati agli atleti dilettanti se l’ammontare complessivo attribuito dal medesimo sostituto d’imposta non supera 300 euro. Sul piano della riscossione vengono introdotti nuovi termini per la richiesta di riconsegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione in determinate fattispecie. Infine, per i conti correnti e i rendiconti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, l’imposta di bollo passa da 100 a 118 euro.

Decreto fiscale, dividendi e regime PEX

Il cuore politico e sistematico del Decreto fiscale è rappresentato dall’articolo 11, dedicato al ripristino del regime di esclusione dei dividendi e del regime PEX. La norma abroga espressamente i commi da 51 a 55 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025 e dispone che le nuove regole si applichino dal 1° gennaio 2026, cioè retroagendo all’inizio dell’esercizio in corso.

La scelta compiuta con il Decreto fiscale ha un significato preciso. La legge di Bilancio 2026 aveva introdotto, per i redditi da partecipazione conseguiti in regime d’impresa, un impianto più restrittivo, subordinando il beneficio fiscale su dividendi e plusvalenze al superamento di specifiche soglie di rilevanza: una partecipazione diretta almeno pari al 5% oppure un valore fiscale non inferiore a 500.000 euro. La stessa logica era stata estesa, con criteri analoghi, anche alla participation exemption sulle plusvalenze.

Con il Decreto fiscale, questo impianto viene sostanzialmente superato. Per i soggetti IRES torna il regime in base al quale gli utili distribuiti da società ed enti residenti non concorrono a formare il reddito imponibile per il 95% del loro ammontare. Sul versante delle plusvalenze, viene meno il requisito aggiuntivo introdotto dalla manovra di fine anno e si ritorna alla struttura ordinaria della PEX. Il Decreto fiscale ripristina inoltre la ritenuta dell’1,20% sugli utili corrisposti a società ed enti soggetti a imposta sul reddito delle società residenti in Stati membri UE o SEE inclusi nella white list.

Sul piano economico e fiscale, il correttivo introdotto dal Decreto fiscale assume una portata significativa. Il Governo ha infatti ritenuto opportuno rimuovere una disciplina che rischiava di incidere in modo severo sulle catene partecipative, sulle holding di famiglia, sui veicoli di investimento e, più in generale, sulla neutralità del sistema impositivo applicato alla circolazione dei redditi societari. La decorrenza dal 1° gennaio 2026 evita inoltre che il sistema resti esposto, anche solo per alcuni mesi, a un regime transitorio particolarmente oneroso e di complessa gestione operativa.

Il lavoro di Assoholding sulla misura e la circolare

Sul tema dei dividendi e delle partecipazioni, Assoholding ha svolto un ruolo di stimolo tecnico e istituzionale. Nella Circolare n. 1/2026, dedicata alla riforma della Dividend Exemption e della Participation Exemption introdotta dalla legge di Bilancio 2026, l’Associazione aveva qualificato la misura come una delle più rilevanti dell’intero intervento legislativo, proprio per i suoi effetti sul sistema delle imposte dirette e sulla tassazione dei dividendi e delle plusvalenze realizzati in regime d’impresa.

La circolare Assoholding evidenziava con particolare nettezza che il nuovo assetto avrebbe prodotto effetti critici soprattutto sotto la soglia di rilevanza prevista dalla norma, alimentando fenomeni di doppia imposizione lungo le catene partecipative e penalizzando in modo specifico holding e veicoli di investimento. Nello stesso documento, l’Associazione osservava che, “nonostante gli interventi correttivi effettuati dal Governo in seguito alle numerose istanze presentate, anche dalla Scrivente”, la disciplina continuava a porre problemi di neutralità fiscale, allocazione del capitale e competitività del Paese.

Non solo. Sul versante della PEX, Assoholding aveva segnalato ulteriori profili di incertezza applicativa, tra cui il rischio di disparità di trattamento nei casi di dismissione frazionata delle partecipazioni. In particolare, la circolare rilevava come una lettura meramente letterale della riforma potesse finire per premiare la modalità di cessione anziché la rilevanza sostanziale dell’investimento, auspicando quindi chiarimenti interpretativi e una lettura più coerente con la ratio del sistema.

Alla luce di questi elementi, il ripristino operato dal Decreto fiscale può essere letto anche come il punto di arrivo di un confronto nel quale Assoholding si è fatta promotrice, sul piano associativo e tecnico, di un ripensamento della misura. Il passo indietro del Governo su dividendi e partecipazioni non rappresenta soltanto una correzione normativa: restituisce maggiore coerenza al sistema e recepisce, almeno in parte, le criticità che l’Associazione aveva tempestivamente portato all’attenzione del legislatore e degli operatori.

In evidenza

Articoli correlati

Richiedi un appuntamento con i nostri professionisti

Prodotto aggiunto al carrello!