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Che cosa si intende per holding

diritto holding

Che cosa si intende per holding? Quando si sente parlare di holding, spesso si pensa a una struttura complessa, riservata ai grandi gruppi o alla finanza. In realtà, il concetto di base è molto più semplice: una holding è una società che possiede quote o azioni di altre società. Proprio perché detiene queste partecipazioni, può esercitare un ruolo di controllo, indirizzo o coordinamento sulle società partecipate.

Detto in modo ancora più chiaro, la holding è una sorta di cabina di regia: non necessariamente produce beni o vende servizi in prima persona, ma organizza, governa e coordina le società che fanno parte del gruppo. È per questo che, nella pratica, si parla spesso di struttura “a piramide”: in cima c’è la capogruppo, sotto ci sono le controllate o partecipate, ciascuna con una propria autonomia giuridica e operativa.

Che cosa si intende per holding in concreto

La parola “holding” deriva dall’inglese to hold, cioè “detenere”. Nel linguaggio economico e societario, quindi, indica una società che detiene partecipazioni in altre società. Non si tratta di una forma giuridica autonoma, come la Srl o la Spa: la holding è piuttosto una funzione che una società può svolgere all’interno di un gruppo.

Questo è un passaggio importante. Quando diciamo “fare una holding”, non stiamo parlando di creare un tipo speciale di società diverso dagli altri. Stiamo parlando di costituire o usare una società affinché essa diventi il centro di controllo di altre imprese. Per questo motivo una holding può essere, ad esempio, una Srl o una Spa, a seconda degli obiettivi, della dimensione del progetto e della struttura della governance.

Un esempio semplice per capire cos’è una holding

Immaginiamo un imprenditore che possiede tre attività: una società commerciale, una immobiliare e una società di servizi. Se tutte e tre restano possedute direttamente dalla persona fisica, la gestione delle partecipazioni, dei rapporti tra soci e delle scelte strategiche può diventare più frammentata. Se invece le quote di queste società vengono concentrate in una nuova società capogruppo, quella società diventa la holding. Da quel momento, la holding controlla le partecipazioni e coordina l’insieme.

In termini pratici, quindi, la holding serve a mettere ordine. Le società operative continuano a fare il loro lavoro quotidiano, mentre la capogruppo presidia il livello strategico: partecipazioni, assetto proprietario, governance, rapporti tra soci e, in molti casi, pianificazione di lungo periodo.

Quando una società controlla davvero le altre

Dal punto di vista giuridico, il controllo non è soltanto una nozione intuitiva. L’articolo 2359 del Codice civile considera controllate le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria, oppure di voti sufficienti a esercitare un’influenza dominante, oppure ancora di un’influenza dominante derivante da particolari vincoli contrattuali.

Questo significa che una holding non deve necessariamente possedere il 100% di una società per influenzarne le decisioni. In alcuni casi basta una partecipazione tale da garantire il controllo assembleare o comunque un’influenza dominante. È anche per questo che i gruppi societari possono assumere strutture articolate, con controlli diretti, indiretti e livelli intermedi come le subholding.

Holding pura e holding mista: la differenza spiegata bene

Non tutte le holding sono uguali. La distinzione più nota è tra holding pura e holding mista. La holding pura ha essenzialmente il compito di detenere e gestire partecipazioni, coordinando il gruppo. La holding mista, invece, oltre a svolgere questa funzione, esercita anche una propria attività operativa, industriale o commerciale. Treccani e Assoholding richiamano entrambe questa distinzione come uno dei criteri principali per comprendere il fenomeno.

In parole semplici, la holding pura “governa”, mentre la holding mista “governa e opera”. La differenza è importante perché cambia il modo in cui si leggono la struttura del gruppo, i flussi decisionali e gli obiettivi organizzativi della capogruppo.

A cosa serve una holding

La holding viene utilizzata soprattutto per rendere più ordinata la gestione di un gruppo di società. Tra gli obiettivi più ricorrenti ci sono lo sviluppo e la diversificazione del business, la tutela del patrimonio aziendale, la pianificazione del passaggio generazionale, le esigenze di ordine produttivo e commerciale, il coordinamento finanziario e l’ottimizzazione fiscale.

Il punto centrale, però, è che la holding non nasce solo per “pagare meno tasse”, come spesso si sente dire in modo semplificato. Nasce soprattutto per organizzare meglio proprietà, controllo e strategia. In molte realtà imprenditoriali, specialmente familiari, la vera utilità della holding è la possibilità di separare le attività operative dalla regia complessiva del gruppo e di rendere più leggibile la governance.

Holding e direzione e coordinamento

Quando la capogruppo non si limita a possedere partecipazioni, ma esercita una vera attività di direzione e coordinamento, entrano in gioco gli articoli 2497 e seguenti del Codice civile. In particolare, l’art. 2497 prevede responsabilità per la società o l’ente che esercita direzione e coordinamento in violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale, con tutela riconosciuta ai soci e ai creditori della società eterodiretta.

Tradotto in termini semplici: la holding può guidare il gruppo, ma non può farlo in modo arbitrario o dannoso. Il diritto italiano riconosce il fenomeno del gruppo societario, ma pretende che il potere di direzione sia esercitato in modo corretto e trasparente. Questo rende la holding uno strumento molto utile, ma anche da progettare e governare con attenzione.

Quindi, che cosa si intende per holding in parole semplici?

Possiamo riassumerlo così: una holding è una società che possiede le quote di altre società e ne coordina il controllo strategico. Non sempre lavora sul mercato in prima persona; spesso lavora “sopra” le altre società, organizzando il gruppo, la governance e la struttura proprietaria.

In sostanza, la holding è utile quando si vuole trasformare un insieme di partecipazioni o di società separate in un sistema più ordinato, coerente e governabile. È questo il motivo per cui la holding è oggi uno degli strumenti più usati per costruire gruppi societari, proteggere l’assetto proprietario e pianificare con maggiore chiarezza le scelte future.

FAQ 

La holding è una società normale o una forma speciale?

La holding non è una forma giuridica speciale autonoma: è una società che svolge la funzione di detenere partecipazioni e coordinare altre società del gruppo.

Una holding deve controllare per forza il 100% delle società?

No. Il controllo può esistere anche senza il 100% del capitale, quando ci sono i presupposti previsti dall’art. 2359 c.c., come la maggioranza dei voti o un’influenza dominante.

La holding serve solo per motivi fiscali?

No. Secondo Assoholding, tra le sue funzioni ci sono anche governance, tutela del patrimonio, coordinamento finanziario, sviluppo del business e passaggio generazionale.

In una frase, cos’è una holding?

È la società capogruppo che detiene partecipazioni in altre società e ne coordina il controllo strategico.

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