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Le Società Benefit rappresentano un modello societario nel quale l’attività d’impresa integra agli obiettivi economici il perseguimento di una o più finalità di beneficio comune. Introdotte nell’ordinamento italiano dalla Legge 28 dicembre 2015, n. 208, consentono di inserire stabilmente all’interno della governance aziendale obiettivi di carattere sociale, ambientale e di sostenibilità.
Il modello registra una diffusione crescente. Secondo la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026, alla fine del 2025 risultavano 5.540 Società Benefit in Italia, con una crescita superiore al 20% rispetto all’anno precedente e circa 241 mila addetti.
La crescita evidenzia una maggiore attenzione delle imprese verso modelli capaci di coniugare creazione di valore economico, responsabilità verso gli stakeholder e sostenibilità nel lungo periodo.
La Società Benefit esercita un’attività economica con finalità di lucro e, contemporaneamente, persegue uno o più obiettivi di beneficio comune.
La legge definisce il beneficio comune come il perseguimento di effetti positivi, oppure la riduzione di effetti negativi, nei confronti di soggetti e ambiti quali persone, comunità, territori, ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti, associazioni e altri portatori di interesse.
Queste finalità devono essere indicate espressamente nell’oggetto sociale e diventano quindi parte integrante degli obiettivi della società. La gestione deve tenere conto dell’interesse dei soci, delle finalità di beneficio comune e degli interessi dei soggetti sui quali l’attività societaria produce effetti.
La Società Benefit costituisce quindi una qualifica giuridica applicabile alle forme societarie previste dal Codice civile, comprese società di persone, società di capitali e cooperative. Una S.r.l. o una S.p.A., ad esempio, mantiene la propria forma giuridica e può integrare nella denominazione le espressioni “Società Benefit” o “SB”.
Una società può nascere direttamente come Società Benefit oppure acquisire successivamente tale qualifica.
Per una società già esistente è necessario intervenire sull’atto costitutivo o sullo statuto, individuando con precisione le finalità specifiche di beneficio comune che l’impresa intende perseguire. La modifica segue le regole previste per la specifica forma societaria e viene successivamente depositata e iscritta presso il Registro delle Imprese.
La scelta delle finalità assume particolare importanza. Gli obiettivi devono essere coerenti con l’attività della società e sufficientemente definiti da poter essere tradotti in azioni concrete e successivamente valutati.
Una società può, ad esempio, assumere impegni relativi alla riduzione dell’impatto ambientale, al benessere dei lavoratori, allo sviluppo del territorio, alla diffusione di pratiche produttive sostenibili, alla formazione, all’innovazione sociale o al sostegno di determinate categorie di stakeholder.
La qualifica di Società Benefit incide anche sulla governance.
La legge prevede che la società individui uno o più soggetti responsabili delle funzioni e dei compiti connessi al perseguimento delle finalità di beneficio comune.
Gli amministratori sono quindi chiamati a considerare, nelle proprie decisioni, una pluralità di interessi coerenti con quanto previsto dallo statuto. Il beneficio comune assume così una dimensione organizzativa e gestionale, entrando nei processi decisionali della società.
Questo elemento consente di dare continuità agli obiettivi di sostenibilità dell’impresa, collegandoli alla struttura societaria e alle responsabilità degli organi amministrativi.
Uno degli elementi centrali della disciplina riguarda la misurazione dei risultati.
Ogni anno la Società Benefit deve predisporre una relazione relativa al perseguimento del beneficio comune, da allegare al bilancio.
La relazione deve indicare:
La relazione deve inoltre essere pubblicata sul sito internet della società, quando esistente.
La misurazione dell’impatto rappresenta quindi una componente essenziale del modello Benefit e favorisce una maggiore trasparenza nei confronti di soci, investitori, lavoratori, clienti e altri stakeholder.
La scelta di adottare il modello Benefit può produrre benefici su diversi livelli.
L’inserimento delle finalità di beneficio comune nello statuto rafforza la credibilità degli impegni assunti dall’impresa in materia sociale e ambientale. La sostenibilità entra formalmente nella struttura societaria e viene accompagnata da obblighi di governance, misurazione e rendicontazione.
L’attenzione ai criteri ESG e agli impatti dell’attività economica ha acquisito un peso crescente nelle decisioni di investitori, istituti finanziari, grandi gruppi e partner commerciali.
La qualifica di Società Benefit può contribuire a rendere più riconoscibile il posizionamento dell’impresa verso interlocutori che attribuiscono valore a governance, sostenibilità e trasparenza.
La presenza di obiettivi sociali e ambientali formalizzati può rafforzare l’identità aziendale e la capacità dell’impresa di coinvolgere persone che condividono determinati valori e obiettivi.
L’inserimento del beneficio comune nello statuto consente di rendere tali finalità parte della strategia di lungo periodo della società, offrendo un riferimento stabile anche in presenza di cambiamenti nella compagine sociale o negli organi amministrativi.
La relazione annuale impone alla società di individuare obiettivi, risultati e indicatori. Questo processo può favorire una maggiore consapevolezza degli effetti dell’attività aziendale e supportare l’evoluzione delle strategie ESG.
La qualifica di Società Benefit lascia invece invariato il regime fiscale ordinariamente applicabile alla società. L’adozione del modello Benefit, quindi, trova la propria principale ragione nella governance, nel posizionamento strategico e nella capacità di integrare obiettivi di impatto all’interno dell’attività d’impresa.
Il modello presenta profili interessanti anche nell’ambito delle holding e dei gruppi societari.
Una holding costituita in una delle forme societarie ammesse dalla legge può assumere la qualifica di Società Benefit, definendo nel proprio statuto specifiche finalità di beneficio comune coerenti con la propria attività.
Nel caso di una holding, tali finalità possono trovare applicazione, ad esempio, nelle politiche di investimento, nei criteri utilizzati per l’esercizio dei diritti societari, nelle strategie di sostenibilità del gruppo, nelle politiche rivolte alle persone o nei rapporti con il territorio e gli stakeholder.
La posizione della holding all’interno della catena di controllo può attribuire particolare rilevanza a questa scelta. La capogruppo rappresenta infatti uno dei principali centri nei quali vengono definite strategie, assetti di governance e criteri di allocazione delle risorse.
Gli obiettivi statutari della holding devono essere tradotti in modalità operative coerenti con l’autonomia delle singole società partecipate e con gli assetti di governance del gruppo.
In questa prospettiva, la qualifica di Società Benefit può diventare uno strumento attraverso il quale integrare creazione di valore, sostenibilità e governance di lungo periodo all’interno della struttura societaria.
A dieci anni dall’introduzione della disciplina, le Società Benefit rappresentano una componente sempre più significativa del tessuto imprenditoriale italiano.
Il loro sviluppo riflette una progressiva evoluzione del concetto di impresa, nella quale agli indicatori economici si affiancano la valutazione degli impatti prodotti e la capacità di creare valore nel lungo periodo per una pluralità di stakeholder.
Per imprese e gruppi societari, l’adozione della qualifica Benefit richiede quindi una valutazione che coinvolge statuto, governance, strategia e sistemi di misurazione dell’impatto. La scelta assume particolare significato quando le finalità di beneficio comune risultano strettamente integrate con il modello di business e con gli obiettivi strategici della società.
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