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Focus dedicato al perchè di una holding, da strumento chiave per il passaggio generazionale alla fiscalità di vantaggio.
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Nel momento di una successione, la mancanza di pianificazione può portare addirittura alla paralisi dell’attività aziendale.
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La costituzione di una holding è un passaggio che incide sulla struttura di governo, sulla protezione degli asset, sulla gestione dei flussi infragruppo e sulla pianificazione di medio-lungo periodo. Per questa ragione, l’approccio corretto non consiste nel “costituire una società in più”, ma nel progettare un’architettura coerente con obiettivi, rischi e sviluppo del gruppo.
Questa guida FAQ risponde in modo organico alle domande più ricorrenti su: come costituire una holding, vantaggi, costi, conferimento di partecipazioni, holding di famiglia e possibilità di aprire una holding online.
Una holding è una società che detiene partecipazioni in una o più società. Quando le partecipazioni consentono un’influenza significativa o il controllo, la holding opera come livello di regia: definisce indirizzo strategico, regole di governance e, se previsto, può svolgere funzioni di coordinamento finanziario e organizzativo.
Il modello tipico è “capogruppo + controllate”: la holding al vertice, le società operative al livello sottostante, ciascuna con la propria autonomia giuridica e responsabilità.
La costituzione holding risulta generalmente appropriata quando esistono esigenze reali di ordine societario e governance, quali:
presenza, attuale o programmata, di più società operative o partecipazioni;
necessità di disciplinare ruoli e poteri tra soci, anche in contesti familiari;
progetti di crescita per acquisizioni, dismissioni o ingresso di investitori;
gestione coordinata di asset (partecipazioni, immobili, liquidità) con regole di lungo periodo;
pianificazione della continuità (successione, passaggi generazionali, stabilità del controllo).
In strutture semplici e stabili (un’unica operativa, assetto proprietario lineare, assenza di piani di sviluppo), l’introduzione di una holding può produrre costi e adempimenti non proporzionati ai benefici.
I vantaggi della costituzione holding non sono esclusivamente fiscali. In un’impostazione corretta, i benefici principali si articolano in quattro aree.
concentrazione della governance in un unico livello societario;
processi decisionali più ordinati (deleghe, quorum, regole di voto);
gestione delle dinamiche tra soci senza interferire direttamente sull’operatività delle controllate.
struttura funzionale a M&A, riorganizzazioni e diversificazione;
maggiore leggibilità del gruppo (business unit separate, regia unitaria).
organizzazione dei flussi (dividendi, reinvestimenti, finanziamenti infragruppo) con maggiore disciplina e tracciabilità;
eventuale razionalizzazione della liquidità a livello di gruppo, ove coerente e formalizzata.
La holding può consentire l’utilizzo di strumenti e regimi previsti dall’ordinamento, ma il beneficio fiscale non è un automatismo: richiede requisiti, sostanza economica e corretta impostazione documentale.
mappa di società, partecipazioni, asset e finalità;
identificazione dei flussi attesi (dividendi, finanziamenti, servizi infragruppo, investimenti);
definizione di rischi e presidi (governance, conflitti tra soci, separazione di asset).
holding pura/finanziaria: focalizzata su partecipazioni e governance;
holding mista/operativa: affianca attività propria (es. servizi infragruppo, gestione immobiliare), con maggiore necessità di disciplina contrattuale.
Qui la qualità della struttura si gioca su:
statuto (poteri, deleghe, quorum, diritti particolari, trasferimento quote);
eventuali patti tra soci, soprattutto in contesti familiari o multi-socio;
coerenza tra organi societari e funzione effettiva della holding.
costituzione ex novo e successiva organizzazione delle partecipazioni;
costituzione con conferimento partecipazioni;
riorganizzazioni straordinarie quando necessarie (per disegno più ampio).
La holding SRL è frequentemente adottata nei gruppi imprenditoriali di dimensione PMI per ragioni di flessibilità statutaria e adattabilità della governance. Ciò non implica una scelta standard: la forma va sempre valutata rispetto a obiettivi, assetto proprietario e prospettive di crescita.
La costituzione holding con conferimento partecipazioni è una modalità utilizzata quando le società operative esistono già.
In termini funzionali:
i soci trasferiscono (conferiscono) nella holding le partecipazioni detenute nelle operative;
la holding diventa capogruppo e centralizza la governance del gruppo.
È una soluzione efficace, ma richiede un presidio rigoroso, perché coinvolge equilibri proprietari, valori, documentazione e coerenza tra obiettivi e architettura societaria.
Per impostare correttamente la costituzione holding con conferimento partecipazioni, è opportuno predisporre almeno:
elenco società partecipate e percentuali di detenzione (dirette/indirette);
bilanci e informazioni essenziali delle società coinvolte;
obiettivi dell’operazione (governance, passaggio generazionale, investimenti, M&A);
bozza di governance: poteri, quorum, clausole di circolazione quote, regole di stabilità;
mappa dei flussi attesi (dividendi, finanziamenti, eventuali servizi infragruppo);
delibere e documentazione coerente con la struttura finale.
La qualità documentale non è un dettaglio: è un fattore di riduzione del rischio e di stabilità della struttura nel tempo.
La costituzione holding di famiglia è indicata quando l’obiettivo prioritario è garantire continuità, stabilità decisionale e prevenzione dei conflitti.
regole di governo chiare tra rami familiari;
separazione tra proprietà e gestione (non tutti i soci devono avere ruoli gestori);
protezione della continuità del gruppo (anche in caso di successione).
statuto orientato alla stabilità (prelazioni, gradimenti, quorum adeguati);
regole di ingresso/uscita e meccanismi per evitare stalli decisionali;
eventuali accordi tra soci per disciplinare materie sensibili (nomine, deleghe, policy).
In modo istituzionalmente corretto, i costi si suddividono in:
costi di avvio (atto, statuto, pratiche, impostazione iniziale);
costi di strutturazione (progetto di gruppo, governance, eventuali conferimenti o riorganizzazioni);
costi ricorrenti (contabilità, bilancio, adempimenti, governance).
La variabile principale non è la “forma” in astratto, ma la complessità dell’operazione e il livello di presidio richiesto.
Una stima affidabile richiede sempre: numero di società coinvolte, asset, obiettivi e modalità di costruzione.
Bisogna ragionare per scenari:
holding ex novo “semplice” (bassa complessità);
holding con conferimento partecipazioni (complessità maggiore);
holding inserita in un riassetto più ampio (complessità elevata).
I costi ricorrenti dipendono dal livello di attività e di governance, ma tipicamente includono:
tenuta contabile e adempimenti fiscali;
predisposizione e deposito del bilancio;
gestione societaria (assemblee, verbali, libri sociali, delibere);
gestione dei flussi infragruppo (contratti, tracciabilità, coerenza).
L’analisi di convenienza deve considerare i costi ricorrenti come componente stabile del progetto, non come variabile marginale.
Per evitare una holding formalmente esistente ma strutturalmente inefficiente, segnaliamo gli errori più frequenti:
holding senza funzione (assenza di governance effettiva e di sostanza organizzativa);
statuto standard in contesti complessi (famiglia, multi-soci, prospettive di M&A);
rapporti infragruppo non disciplinati (finanziamenti e servizi senza regole e tracciabilità);
stima incompleta dei costi ricorrenti e degli adempimenti conseguenti;
obiettivi non esplicitati, con conseguente incoerenza tra struttura, flussi e governance.
La costituzione holding merita un approfondimento strutturato quando ricorrono almeno alcuni di questi elementi:
due o più società, oppure piano credibile di gruppo;
esigenza di regole tra soci (famiglia, rami, investitori);
piani di acquisizione/cessione partecipazioni;
gestione di patrimoni e investimenti con logica unitaria;
necessità di stabilizzare la governance in prospettiva di successione.
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