logo
Assoholding sostiene l'ambiente

Questa schermata contribuisce al risparmio energetico quando ti allontani o resti inattivo.

Quanto costa fare una valutazione d’azienda?

quanto costa fare valutazione d'azienda

Una delle domande più frequenti sul tema è molto diretta: quanto costa fare una valutazione d’azienda?
È una domanda legittima, ma la risposta corretta non può essere un numero unico valido per tutti. Una valutazione aziendale seria non è un prodotto standard: il costo dipende dalla quantità e qualità delle informazioni da analizzare, dalla complessità dell’impresa, dal livello di approfondimento richiesto, dal metodo da applicare e dalla finalità concreta dell’incarico. I documenti professionali del CNDCEC ricordano infatti che il processo valutativo si costruisce a partire dalla base informativa, dall’analisi fondamentale, dalla scelta della metodologia e dall’apprezzamento dei fattori di rischio; inoltre, nei contesti più critici, la stima del valore diventa ancora più complessa e delicata.

Proprio per questo, chi cerca un prezzo “medio” spesso rischia di confrontare attività molto diverse tra loro. Una cosa è una stima preliminare e orientativa; altra cosa è una relazione tecnica strutturata, destinata magari a una vendita, a un contenzioso, a un conferimento o a un’operazione straordinaria

1) Perché non esiste un prezzo unico

Il primo punto da chiarire è che non esiste un costo standard valido per ogni valutazione d’azienda. Nella pratica professionale, il tempo e il lavoro richiesti cambiano molto da caso a caso, perché cambiano i documenti disponibili, il grado di attendibilità delle informazioni, il settore, la struttura societaria, la presenza di immobili o asset immateriali, la necessità di esaminare business plan e l’eventuale tensione finanziaria dell’impresa. I materiali del CNDCEC insistono proprio sulla centralità della base informativa e sulla necessità di ampliare e affinare il lavoro del valutatore quando aumentano gli elementi qualitativi e i rischi da considerare; inoltre il documento sulle aziende in crisi evidenzia che, in questi contesti, la valutazione è tra i campi di maggiore difficoltà per chi svolge l’incarico.

Da questo discende una conseguenza molto pratica: il preventivo non remunera solo un “numero finale”, ma il processo tecnico necessario per arrivarci. Più il caso è complesso, più il costo tende ad aumentare. Questa non è una formula commerciale, ma una conseguenza logica del fatto che il lavoro valutativo richiede più verifiche, più analisi e maggiore responsabilità professionale quando crescono incertezza e rischio.

2) Cosa incide davvero sul costo della valutazione

Quando si chiede un preventivo per una valutazione d’azienda, i principali fattori che incidono sul prezzo sono quasi sempre gli stessi.

Incide innanzitutto la finalità dell’incarico. Una valutazione utilizzata solo a fini interni, per orientare una decisione dell’imprenditore, è diversa da una relazione che dovrà essere usata in una trattativa di cessione, in un passaggio generazionale, in una riorganizzazione societaria o in un contenzioso. In tutti questi casi, il livello di formalizzazione e di robustezza richiesto cresce.

Incide poi la complessità dell’azienda. Una piccola impresa con una struttura lineare, contabilità ordinata e pochi asset da analizzare richiede normalmente un lavoro diverso rispetto a una società con più linee di business, rapporti infragruppo, debiti rilevanti, immobili, marchi, partecipazioni o flussi prospettici difficili da stimare. Il CNDCEC sottolinea che il valutatore deve costruire un “ponte informativo” adeguato per applicare correttamente le pratiche valutative, e questo implica un lavoro tanto più articolato quanto più l’impresa presenta elementi complessi o incompleti.

Un altro elemento che pesa molto è la qualità della documentazione disponibile. Se i bilanci, i dati gestionali, i business plan e le informazioni sul mercato sono ordinati, coerenti e aggiornati, il lavoro può procedere in modo più lineare. Se invece i dati sono incompleti, disallineati o poco leggibili, il professionista dovrà dedicare più tempo alla ricostruzione della base informativa e alla verifica di ragionevolezza delle ipotesi. Anche questo profilo emerge con chiarezza dai documenti professionali consultati

3) Differenza tra stima orientativa, valutazione completa e perizia

Un altro motivo per cui si crea confusione sui costi è che spesso si usano come sinonimi parole che sinonimi non sono. Nella pratica, bisogna distinguere almeno tre livelli.

Il primo è la stima orientativa, cioè una valutazione preliminare, utile per avere un primo ordine di grandezza del valore. Il secondo è una valutazione completa, costruita con un’analisi più estesa, un metodo motivato e una relazione formalizzata. Il terzo livello è quello della perizia, che può assumere anche una veste asseverata o giurata quando deve essere utilizzata con particolari formalità nei rapporti tra privati o con la Pubblica Amministrazione. Gli uffici giudiziari chiariscono infatti che l’asseverazione della perizia consiste nel giuramento reso dal professionista che l’ha redatta, e che alla perizia si applicano specifiche marche da bollo.

Questo significa che, quando si parla di costo, è fondamentale capire che cosa si sta acquistando davvero. Un conto è un parere preliminare; un altro è una relazione tecnica destinata a produrre effetti concreti in un’operazione societaria o in una pratica formale.

4) Quanto costa una perizia semplice e cosa cambia con una perizia asseverata

Molti utenti non cercano solo il costo della valutazione d’azienda, ma anche domande come quanto costa una perizia, quanto costa una perizia semplice o quanto costa un geometra per una perizia. Anche qui la risposta corretta è che il prezzo cambia in base all’oggetto della perizia, alla documentazione da esaminare, all’eventuale necessità di sopralluoghi, alla finalità dell’elaborato e alle formalità richieste. Non sarebbe serio indicare una cifra standard senza conoscere il caso concreto. Questa prudenza è coerente con la natura tecnica dell’incarico e con il fatto che le fonti autorevoli consultate descrivono soprattutto il procedimento e gli oneri formali, non un tariffario unico generale per tutti i casi.

Quando però la perizia deve essere asseverata, esistono almeno alcuni costi procedurali certi. Il Tribunale di Roma indica che sulla perizia va applicata una marca da bollo da 16 euro ogni 100 righe, comprese le righe del verbale di giuramento; inoltre, se nella perizia sono presenti foto o immagini, ciascuna immagine viene conteggiata come 25 righe aggiuntive. Questo è un dato importante, perché spiega che il costo finale di una perizia asseverata non dipende solo dal compenso professionale, ma anche dagli oneri formali legati all’asseverazione.

5) Cosa chiedere davvero in un preventivo

Quando si riceve un preventivo, la domanda più utile non è soltanto “quanto costa?”, ma piuttosto che cosa comprende?. In un incarico serio, il valore del preventivo dipende anche dal perimetro dell’attività inclusa.

Può comprendere, ad esempio, la raccolta e l’analisi dei documenti, l’esame dei bilanci, la normalizzazione dei dati, la lettura dei rischi, il confronto con il mercato, l’analisi dei flussi futuri, la redazione della relazione, eventuali riunioni con il cliente e, se necessario, l’assistenza successiva. Tutti questi elementi sono coerenti con il processo descritto dai materiali del CNDCEC, che non riducono la valutazione a un mero esercizio di calcolo, ma la collocano dentro un percorso più ampio di costruzione e verifica della base informativa e di scelta metodologica.

Per questo, due preventivi possono essere molto diversi non solo nel prezzo, ma anche nel contenuto reale. Un costo apparentemente più basso potrebbe riferirsi a un lavoro molto più limitato. Al contrario, un preventivo più alto può includere attività che rendono la valutazione molto più utile e difendibile.

6) Dopo la perizia cosa succede

Un’altra domanda molto ricercata è: dopo la perizia cosa succede? La risposta dipende dallo scopo per cui la perizia è stata richiesta.

Se parliamo di una perizia usata in ambito immobiliare o bancario, la Banca d’Italia ricorda che il valore di perizia dell’immobile incide sull’importo del mutuo, ma non è l’unico elemento considerato dalla banca: l’intermediario valuta anche la capacità di rimborso, l’età del richiedente, l’eventuale presenza di coobbligati o garanti e altri profili di merito creditizio. Inoltre, la Banca d’Italia spiega che il TAEG incorpora anche le spese di perizia tra i costi complessivi del mutuo.

Se invece la perizia riguarda un contesto societario o tecnico-professionale, dopo la sua redazione può aprirsi una trattativa, una fase di confronto con controparti, l’utilizzo del documento in una pratica amministrativa o la sua produzione in un percorso più formalizzato. In caso di asseverazione, il documento assume un particolare rilievo nei rapporti tra privati e con la Pubblica Amministrazione, proprio perché è stato formalmente giurato dal professionista che lo ha redatto

7) Come leggere correttamente il rapporto tra costo e qualità

Nel campo delle valutazioni e delle perizie, il costo non dovrebbe mai essere letto in modo isolato. Una valutazione fatta male, troppo veloce o costruita su basi informative deboli può diventare inutilizzabile proprio quando serve di più: in una trattativa, in un’operazione straordinaria o in un confronto con terzi.

Le fonti professionali consultate insistono tutte, in modo diverso, sul fatto che la qualità del lavoro dipende dalla qualità delle informazioni e dalla capacità del valutatore di interpretare correttamente metodo e rischio. Da qui nasce un principio molto semplice: non bisogna cercare solo il prezzo più basso, ma il miglior equilibrio tra costo, profondità dell’analisi e utilità concreta del documento finale.

In altri termini, una valutazione può costare di più perché contiene più lavoro vero, più verifiche, più responsabilità e più utilità pratica. E, in molti casi, è proprio questo che evita errori ben più costosi in una fase successiva.

In conclusione

Quindi, quanto costa fare una valutazione d’azienda?
La risposta è: dipende dal tipo di incarico, dalla complessità dell’impresa, dalla documentazione disponibile, dalla finalità dell’analisi e dal livello di formalizzazione richiesto. Non esiste un prezzo unico valido per tutti, perché non esiste una valutazione uguale a un’altra. I riferimenti professionali più autorevoli mostrano che il valore del lavoro nasce dal processo tecnico che lo sostiene, mentre le fonti giudiziarie chiariscono che, nel caso delle perizie asseverate, esistono anche costi formali specifici come le marche da bollo.

Per questo, prima di confrontare i preventivi, conviene sempre chiarire l’obiettivo, il livello di approfondimento richiesto e il contenuto effettivo dell’incarico. Solo così il costo può essere letto in modo corretto.

La valutazione d’azienda e la redazione di una perizia sono attività più complesse di quanto possa sembrare da una semplice ricerca online. Proprio per questo possiamo assisterla nell’analisi preliminare del caso e offrirle una call conoscitiva con i nostri esperti, così da individuare il percorso più adatto, più chiaro e più utile per le sue esigenze

Non esiste un prezzo fisso valido per ogni caso: il costo cambia in funzione di complessità, documenti, finalità e profondità dell’analisi. Questa è una conclusione coerente con il fatto che i documenti professionali descrivono un processo valutativo costruito su base informativa, metodo e rischio, non su un modello standard uguale per tutti.

Oltre al compenso professionale, bisogna considerare gli oneri formali. Il Tribunale di Roma indica una marca da bollo da 16 euro ogni 100 righe della perizia, comprese le righe del verbale di giuramento.

Dipende dallo scopo. In ambito mutuo, la banca considera il valore di perizia insieme ad altri fattori; in altri ambiti, la perizia può essere usata in trattative, pratiche amministrative o percorsi formali.

Assoholding Servizi nasce per offrire consulenza specialistica e gestione  in outsourcing degli adempimenti telematici obbligatori per le holding:

  • Anagrafe Tributaria - Gestione annuale dell’Archivio dei Rapporti Finanziari (ARF) e invii mensili.
  • OCSE, CRS/FATCA - Gestione e invio comunicazione annuale negativa e/o positiva, ai fini OCSE/CRS.
  • Indagini finanziarie – Monitoraggio Pec e lavorazione richieste Agenzia delle Entrate.
  • Direct Reporting per Banca d'Italia
  • DAC6

Grazie a tecnici esperti con know-how operativo di alto livello e allo spirito no profit dell'associazione, Assoholding Servizi è in grado riservare solo ed esclusivamente agli Associati tariffe convenzionate molto vantaggiose.

A differenza delle varie software house, che rilasciano programmi macchinosi e complessi, Assoholding Servizi può occuparsi direttamente degli adempimenti, senza che gli Associati debbano più acquistare o gestire programmi. Per maggiori informazioni su come associarsi clicca qui.

LA GUIDA PRATICA PER IMPRENDITORI
E PROFESSIONISTI

Scopri come costituire
una Holding

In evidenza

Articoli correlati

Richiedi un appuntamento con i nostri professionisti

Prodotto aggiunto al carrello!