"Oggi il family office è inquadrato soprattutto come una struttura al servizio della famiglia e dei suoi investimenti. Come Assoholding, partendo dalla conoscenza diretta del mercato in cui operiamo ogni giorno, chiediamo il riconoscimento fiscale e normativo della holding family office, realtà che svolgono attività di investimento e gestiscono l'allocazione del capitale dell'intero gruppo e a beneficio della holding stessa e non direttamente quello della famiglia, peraltro vietato dalle norme sulla sollecitazione di pubblico risparmio". Lo dichiara Gaetano De Vito, presidente di Assoholding.
"La holding family office vive di luce propria. Ha un proprio consiglio e alloca il capitale del gruppo, laddove la famiglia ne trae beneficio esclusivamente attraverso il consolidamento del gruppo e in modo discrezionale attraverso i dividendi futuri che provengono da una allocazione di capitale che possa rendere la scelta di acquisire dividendi non rischiosa sotto il profilo dei rischi connessi al drenaggio di utili provenienti dall'attività di investimento del family office. È una distinzione sostanziale, anche perché il TUF inibisce ai family office non autorizzati la gestione del portafoglio dei soci. Per chi sceglie questo modello riconoscere le holding single family office (HSFO) significa quindi dare a queste realtà economiche certezza sia sul piano fiscale sia su quello della governance".