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La riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20, tenutasi in Sudafrica il 18 e 19 luglio, ha posto nuovamente al centro del dibattito internazionale alcune delle sfide più complesse e strategiche per il futuro del fisco globale. Tra queste, il completamento del secondo pilastro dell’imposta minima globale e la necessità di definire un sistema equo per la tassazione dell’economia digitale rappresentano i nodi cruciali da sciogliere nei prossimi mesi.
I Paesi del G20 – che rappresentano circa l’85% del PIL mondiale, oltre il 75% del commercio internazionale e due terzi della popolazione globale – hanno ribadito il loro impegno per una fiscalità internazionale più trasparente, inclusiva e sostenibile.
Sotto la Presidenza del Sudafrica, il G20 2025 ha rilanciato un’agenda incentrata sulla giustizia fiscale globale, con attenzione particolare ai Paesi in via di sviluppo, al potenziamento delle banche multilaterali di sviluppo e alla cooperazione tributaria multilaterale sotto l’egida dell’ONU.
Tra i temi prioritari:
-L’attuazione efficace del secondo pilastro dell’imposta minima globale, che punta a garantire una tassazione minima effettiva del 15% sui profitti delle multinazionali nei Paesi in cui operano;
-La creazione di un framework condiviso per tassare le attività dell’economia digitale, oggi ancora parzialmente sfuggente alle regole tradizionali;
-Il rafforzamento degli strumenti di trasparenza fiscale e scambio di informazioni, come evidenziato nel nuovo report Ocse presentato a Durban.
A margine della riunione del G20 di Durban, l’OCSE, in collaborazione con il Global Forum, ha presentato il report “Taking Stock of Progress on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes”, offrendo un quadro aggiornato dei progressi compiuti sul fronte della trasparenza fiscale a livello globale.
Il documento evidenzia come ben 172 giurisdizioni abbiano ormai aderito agli standard internazionali di scambio di informazioni, sia su richiesta (EOIR) che automatico (CRS). Solo nel 2024, le autorità fiscali hanno scambiato dati relativi a oltre 171 milioni di conti finanziari, portando alla luce quasi 13.000 miliardi di euro in attività detenute all’estero.
L’impatto di questa trasparenza si misura anche sul piano del recupero delle entrate: dal 2009 a oggi, il totale di imposte, interessi e sanzioni emerse grazie allo scambio di informazioni ammonta ad almeno 135 miliardi di euro.
Secondo l’OCSE, questo processo ha contribuito significativamente a ridurre l’evasione fiscale su scala globale, determinando dal 2019 un calo stimato di circa 410 miliardi di dollari nei depositi bancari offshore. Un vero e proprio punto di svolta nella lotta contro l’opacità finanziaria internazionale.
Il fisco G20 si avvia verso una fase decisiva. La spinta riformista emersa a Durban dimostra la volontà politica di portare a compimento un progetto ambizioso: un sistema fiscale globale più giusto, trasparente e inclusivo, che rispecchi le dinamiche economiche del XXI secolo.
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