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I decreti che dovranno mettere in pratica il Ddl Capitali avranno un peso rilevantissimo e "daranno la misura della semplificazione e dell'abbattimento dei costi aggiuntivi di compliance" che ci sono in Italia. Così Gaetano De Vito, presidente di Assoholding, nel corso della tavola rotonda organizzata dall'associazione sul Ddl capitali in via di approvazione in Parlamento. De Vito aggiunge di non essere particolarmente ottimista sugli effettivi progressi che potrà fare il mercato italiano dei capitali considerando "la grande differenza tra la compliance italiana e quella di altri paesi". De Vito fa l'esempio della quotazione di bond da parte delle imprese. "Se andiamo a Vienna - afferma - quotiamo un bond con 7-8mila euro e in due settimane". Non è un caso secondo il presidente di Assoholding che "circa il 38% dei bond quotati nella capitale austriaca siano italiani" e questo significa, a giudizio di De Vito, che ci sarà molta strada da fare per rimuovere le distorsioni che rendono meno attraente il mercato italiano rispetto a quelli di molti altri paesi partner dell'eurozona
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