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La holding industriale è uno strumento sempre più utilizzato per organizzare partecipazioni, attività operative e rapporti tra società dello stesso gruppo.
Dal punto di vista fiscale, però, non conta soltanto come la società si definisce. La qualifica dipende dall’attività svolta e dalla composizione dell’attivo risultante dall’ultimo bilancio approvato. Quando partecipazioni e rapporti patrimoniali con le partecipate assumono un peso prevalente, scattano specifici adempimenti in materia di IRAP, interessi passivi e comunicazioni all’Anagrafe Tributaria.
Indice dei contenuti
Ai fini fiscali, la holding industriale è una società che esercita in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari.
L’aggettivo “industriale” non significa necessariamente che la capogruppo svolga direttamente un’attività produttiva. La società può detenere partecipazioni in imprese commerciali, immobiliari, tecnologiche o attive nei servizi.
La qualifica non dipende dalla denominazione adottata né esclusivamente dall’oggetto sociale. Anche una società originariamente operativa può diventare fiscalmente una holding industriale, per esempio in seguito all’acquisto di partecipazioni rilevanti, al conferimento dell’attività operativa in una controllata o alla concessione di finanziamenti alle società del gruppo.
Quando l’assunzione di partecipazioni non costituisce l’attività esclusiva della società, è necessario effettuare il cosiddetto test di prevalenza, o asset test.
Il calcolo mette a confronto il valore contabile delle partecipazioni e degli altri elementi patrimoniali intercorrenti con le società partecipate con il totale dell’attivo patrimoniale:
La società assume la qualifica di holding industriale quando il risultato è superiore al 50%.
La verifica deve essere effettuata utilizzando i dati dell’ultimo bilancio approvato. Non si considerano quindi i valori di mercato delle partecipazioni né, in via ordinaria, situazioni contabili provvisorie predisposte nel corso dell’esercizio.
Nel numeratore rientrano innanzitutto le partecipazioni detenute in società non finanziarie. Possono inoltre assumere rilevanza i finanziamenti concessi alle partecipate e gli altri elementi patrimoniali direttamente collegati a esse.
Non tutti i crediti infragruppo devono però essere inclusi automaticamente. I crediti derivanti dalla vendita di beni o dalla prestazione di servizi conservano, in linea generale, natura commerciale e devono essere distinti dai rapporti di finanziamento.
Per questa ragione il test non può essere effettuato limitandosi a sommare alcune voci del bilancio. È necessario analizzare anche i contratti e la natura effettiva dei rapporti intercorrenti con le partecipate.
La verifica deve essere ripetuta ogni anno, poiché la composizione dell’attivo può cambiare in seguito ad acquisizioni, cessioni, rimborsi di finanziamenti o modifiche dell’attività operativa.
La holding industriale continua a rispettare gli obblighi ordinari previsti per le società di capitali, come la redazione del bilancio, la presentazione delle dichiarazioni fiscali e il versamento delle imposte.
La qualificazione prevista dall’articolo 162-bis determina tuttavia alcuni effetti specifici. In particolare, la società deve applicare le regole previste per la determinazione dell’IRAP delle società di partecipazione non finanziaria, monitorare la deducibilità degli interessi passivi e verificare gli obblighi verso l’Archivio dei rapporti finanziari.
Diventa inoltre essenziale formalizzare correttamente i rapporti infragruppo. Finanziamenti, garanzie, servizi amministrativi, concessione di beni e rapporti di tesoreria accentrata devono essere regolati da accordi coerenti con le operazioni effettivamente svolte.
Un contratto di finanziamento dovrebbe indicare almeno l’importo, la durata, il tasso applicato e le modalità di rimborso. Allo stesso modo, un contratto di servizi dovrebbe descrivere le attività svolte dalla holding e i criteri utilizzati per determinare il corrispettivo.
Questa documentazione permette di distinguere i rapporti finanziari da quelli commerciali, applicare correttamente il test di prevalenza e sostenere le condizioni adottate nei rapporti tra le società del gruppo.
Le holding industriali applicano una disciplina IRAP specifica. Alla base imponibile determinata secondo le regole previste per le società di capitali viene aggiunta la differenza tra interessi attivi e proventi assimilati e interessi passivi e oneri assimilati. Questi ultimi assumono rilevanza nella misura del 96%.
La componente finanziaria incide quindi sul valore della produzione della holding. L’aliquota di riferimento per le società di partecipazione non finanziaria è pari al 4,65%, ferme restando le eventuali variazioni previste dalla Regione competente.
Uno degli errori più frequenti consiste nel continuare a calcolare l’IRAP come se la società fosse ancora un’impresa operativa ordinaria, senza considerare gli effetti derivanti dal superamento del test.
Ai fini IRES, le holding industriali sono generalmente soggette alla disciplina ordinaria dell’articolo 96 del TUIR.
Gli interessi passivi sono deducibili fino a concorrenza degli interessi attivi. L’eventuale eccedenza può essere dedotta nei limiti del 30% del risultato operativo lordo fiscale, secondo le condizioni previste dalla norma.
La disciplina assume particolare importanza quando la holding contrae finanziamenti per acquistare partecipazioni o sostenere le società controllate. In queste strutture gli oneri finanziari possono essere elevati, mentre il ROL disponibile può risultare limitato.
La società deve quindi monitorare annualmente gli interessi attivi e passivi, il ROL fiscale e le eventuali eccedenze riportabili nei periodi successivi.
La qualifica di società di partecipazione non finanziaria comporta anche la necessità di verificare gli obblighi verso l’Archivio dei rapporti finanziari dell’Anagrafe Tributaria.
Tra i rapporti potenzialmente rilevanti rientrano le partecipazioni, i finanziamenti ricevuti dai soci, i finanziamenti concessi alle partecipate, i prestiti obbligazionari, il cash pooling e determinate garanzie.
Le comunicazioni sono effettuate attraverso flussi mensili e annuali trasmessi tramite il Sistema di Interscambio Dati, o SID.
La verifica dell’obbligo dovrebbe essere effettuata subito dopo l’approvazione del bilancio dal quale emerge il superamento del test, senza attendere la prima scadenza operativa.
Le modalità di accreditamento, i rapporti da censire e le procedure di trasmissione devono essere approfonditi nella guida dedicata alle comunicazioni delle holding all’Anagrafe Tributaria, evitando di replicare in questa sede tutti gli aspetti tecnici dell’adempimento.
La qualifica di holding industriale non è permanente. Se, sulla base di un bilancio successivo, il valore delle partecipazioni e degli altri elementi rilevanti non supera più il 50% dell’attivo, la società può uscire dalla categoria delle società di partecipazione non finanziaria.
La perdita del requisito deve essere documentata attraverso un nuovo prospetto di calcolo. Occorre inoltre verificare la decorrenza del cambiamento, il regime IRAP applicabile e gli obblighi ancora pendenti verso l’Anagrafe Tributaria.
Non è quindi sufficiente interrompere automaticamente gli adempimenti precedentemente attivati. Tra gli errori più frequenti rientrano:
Una verifica annuale documentata permette di individuare tempestivamente l’ingresso o l’uscita dal perimetro e di aggiornare correttamente le procedure fiscali e amministrative.
No. La denominazione sociale non è determinante. La qualifica dipende dall’attività effettivamente esercitata e, per le società miste, dal risultato del test di prevalenza.
Il valore delle partecipazioni e degli altri elementi patrimoniali rilevanti deve essere superiore al 50% del totale dell’attivo patrimoniale.
No. La verifica viene effettuata utilizzando i valori contabili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.
I crediti di natura finanziaria verso le partecipate possono rientrare tra gli elementi rilevanti. Devono invece essere distinti dai normali crediti commerciali.
Sì. La composizione dell’attivo può cambiare e determinare l’acquisizione o la perdita della qualifica di holding industriale.
L’aliquota di riferimento è pari al 4,65%, salvo le variazioni eventualmente previste dalla Regione competente.
La qualifica di società di partecipazione non finanziaria comporta la necessità di verificare gli obblighi di comunicazione dei rapporti finanziari all’Anagrafe Tributaria tramite SID.
La corretta gestione degli adempimenti delle holding industriali parte quindi dal test di prevalenza. Solo dopo aver definito l’inquadramento della società è possibile applicare correttamente il regime IRAP, monitorare gli interessi passivi e organizzare le comunicazioni richieste.
Per una panoramica generale degli obblighi dichiarativi, fiscali e societari è possibile consultare la guida dedicata agli adempimenti delle holding.
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