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Modulo 01 · Il quadro di sistema: obiettivi del DDL Capital…Lezione · 10:22

Collegare governance, continuità d'impresa e criterio di proporzionalità

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L'intervento espone le priorità dell'associazione sul disegno di legge: continuità delle aziende di famiglia, voto plurimo e proporzionalità delle regole di governance. Introduce inoltre il nodo della direzione e coordinamento nei gruppi.

Di cosa parla

Il presidente di Assoholding colloca il disegno di legge nel momento storico del cambio di passo sui criteri di sostenibilità e spiega perché l'associazione pone la G di governance al vertice del triangolo ESG: senza governance non è possibile perseguire gli altri criteri. Indica due priorità: la continuità aziendale, in particolare delle aziende di famiglia che sono la parte più numerosa del tessuto produttivo, e il criterio di proporzionalità. Sul voto plurimo ricorda la position paper già inviata, che chiede un'uniformazione europea su base discrezionale, osservando che la facoltà di esprimere un numero elevato di voti non sottrae nulla alla contendibilità delle aziende, per la quale esistono altri strumenti. Sulla proporzionalità nota che la governance dei rischi delle grandi quotate, affidata ai comitati endoconsiliari, non è replicabile nelle piccole e medie imprese per ragioni di costo: occorre poter coinvolgere di volta in volta professionisti esterni, dipendenti e banche, per una governance che generi valore e non solo profitto per gli shareholder. Chiede infine di cogliere l'occasione per rinnovare alcune norme del Codice civile e del TUF sulla governance dei gruppi, perché la direzione e coordinamento resta vaga e non tassonomicamente descritta, pur essendo l'attività aziendale propria della holding. Ricorda che con il decreto Internazionalizzazione della riforma del 2024 essa può influire sulla determinazione della sede della capogruppo, aspetto rilevante anche ai fini della Global Minimum Tax al 15%, gestita dalla capogruppo.

I punti chiave

  • Assoholding colloca la governance al vertice dei criteri di sostenibilità, come presupposto degli altri.
  • Le due priorità indicate sono la continuità delle aziende di famiglia e il criterio di proporzionalità.
  • Il voto plurimo dovrebbe essere uniformato in Europa su base discrezionale, senza incidere sulla contendibilità.
  • I presidi di controllo delle grandi quotate non sono replicabili nelle PMI per ragioni di costo: servono soluzioni proporzionate con stakeholder interni ed esterni.
  • La direzione e coordinamento va declinata meglio, anche perché incide sulla sede della capogruppo e sulla gestione della Global Minimum Tax.

Casi pratici

  • I comitati endoconsiliari delle grandi società quotate come modello non replicabile nelle piccole e medie imprese
  • La determinazione della sede della capogruppo attraverso l'attività di direzione e coordinamento dopo il decreto Internazionalizzazione

Riferimenti Codice civile, disciplina della direzione e coordinamentoTesto Unico della FinanzaDecreto Internazionalizzazione (riforma 2024)Global Minimum Tax (aliquota minima 15%)