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Via libera definitivo al Decreto Fiscale: novità, impatti e prospettive per holding e PMI italiane

decreto fiscale

Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, il Decreto Fiscale è legge. Il provvedimento – che si inserisce nel più ampio disegno di riforma del sistema tributario italiano – introduce misure significative per contribuenti, imprese, professionisti e operatori economici internazionali.

  1. Ravvedimento speciale e CPB: una finestra di opportunità per le PMI

Tra le novità più rilevanti, vi è la riapertura del ravvedimento speciale collegato al Concordato Preventivo Biennale (CPB). Le imprese che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) potranno regolarizzare le annualità dal 2019 al 2023 attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva, calcolata in base ai voti di affidabilità ottenuti, purché aderiscano al CPB per il biennio 2025-2026.

Questa misura rappresenta un passaggio chiave per rafforzare la leale collaborazione tra contribuente e amministrazione finanziaria e può trasformarsi in uno strumento strategico per la pianificazione fiscale, soprattutto per le PMI in fase di riorganizzazione o consolidamento post-pandemico.

Scadenze principali:

  • Adesione al CPB: entro il 30 settembre 2025
  • Versamento imposta sostitutiva: entro il 15 marzo 2026
  1. Maggiori garanzie nei controlli fiscali: tutela della libertà economica

Il Decreto prevede nuove tutele in materia di accessi, ispezioni e verifiche della Guardia di Finanza, sia nei confronti delle imprese che dei professionisti. Ogni accesso dovrà ora essere espressamente motivato, con indicazione precisa delle circostanze che lo giustificano. Un cambio di paradigma che rafforza la certezza del diritto e favorisce un contesto economico più equilibrato e trasparente, in particolare nelle filiere produttive a elevata intensità normativa.

  1. Semplificazioni per autonomi e imprese: tracciabilità, plusvalenze, CFC

Il Decreto interviene anche su temi centrali della fiscalità d’impresa e del lavoro autonomo:

  • Le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute all’estero saranno deducibili anche se effettuate con mezzi non tracciabili (solo per autonomi), mentre le spese di rappresentanza restano deducibili solo se sostenute con pagamenti tracciabili.
  • Si chiarisce che:
    • le plusvalenze da cessione di partecipazioni in STP o associazioni professionali sono redditi diversi;
    • gli interessi percepiti da professionisti sono redditi di capitale, non di lavoro autonomo.
  • Vengono semplificate:
    • le regole di riporto delle perdite;
    • il meccanismo “chi più assume, meno paga” per la deduzione del costo del lavoro;
    • le condizioni per l’applicazione del regime CFC, anche in ottica Pillar 2.
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