Dal 2026 la Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, è destinata a raddoppiare secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio: ecco le novità e un riepilogo della misura.
La Legge di Bilancio dovrebbe essere approvata entro il 31 dicembre, con entrata in vigore dal 1° gennaio 2026.
Tra le modifiche più recenti inserite dal Governo tramite emendamento figura proprio la Tobin Tax, la tassa applicata alle transazioni finanziarie.
Che cos’è la Tobin Tax
Con “Tobin Tax” ci si riferisce comunemente all’imposta sulle transazioni finanziarie introdotta in Italia nel 2013, pensata per applicarsi a specifiche operazioni su strumenti finanziari, con l’obiettivo di contribuire al gettito e, nelle intenzioni, di disincentivare forme di operatività eccessivamente speculative
In concreto, quando si parla di Tobin Tax in Italia si parla soprattutto di un’imposta che interessa alcune transazioni su azioni e, con regole proprie, alcune componenti legate a operazioni ad alta frequenza.
Come funziona oggi
Oggi la Tobin Tax è conosciuta soprattutto per la sua applicazione alle azioni di società italiane di maggiore dimensione. Nelle ricostruzioni più ricorrenti dell’attuale disciplina, l’aliquota è pari allo 0,2% sul valore della transazione, ma scende allo 0,1% se l’operazione avviene su mercati regolamentati.
Accanto a questa, esiste un tassello meno “visibile” ma molto tecnico: l’imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza. La disciplina richiamata nei materiali della Camera indica che l’imposta è dovuta dal soggetto per conto del quale sono eseguiti gli ordini e si applica con aliquota 0,02% sul controvalore degli ordini annullati o modificati che, in una giornata di borsa, superino una soglia numerica fissata con decreto; soglia che non può essere inferiore al 60% degli ordini trasmessi.
Infine, per capire “chi paga davvero”, bisogna guardare alle esclusioni. Tra le più rilevanti, il MEF pubblica annualmente l’elenco delle società il cui trasferimento di azioni è esentato dall’imposta, collegando l’esenzione alla capitalizzazione (con riferimento alla soglia dei 500 milioni e ai criteri previsti).
Questo punto è decisivo perché spiega perché l’imposta, nella pratica, tende a concentrarsi sulle società di maggiore capitalizzazione.
Come potrebbe diventare con la Legge di Bilancio
Nella legge di bilancio sarebbe previsto un raddoppio della Tobin Tax dal 2026. In particolare, l’aliquota passerebbe dallo 0,2% allo 0,4%, mentre quella ridotta per i mercati regolamentati passerebbe dallo 0,1% allo 0,2%.
Per la componente legata all’alta frequenza, l' incremento coerente con la logica del raddoppio, portando l’aliquota dallo 0,02% allo 0,04%.
Se il raddoppio fosse confermato, aumenterebbe il costo fiscale implicito delle transazioni rientranti nel perimetro dell’imposta, soprattutto per chi opera con frequenza su titoli soggetti a Tobin Tax, fermo restando che esenzioni e liste MEF resterebbero l’elemento che determina l’effetto reale caso per caso.
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