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La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha dichiarato incompatibile con il diritto comunitario la normativa italiana che assoggettava a IRAP il 50% dei dividendi provenienti da controllate residenti in altri Stati membri. In questo modo, l’Italia superava il limite massimo del 5% fissato dall’articolo 4 della Direttiva Madre-Figlia (2011/96/UE), violando il principio di neutralità fiscale che dovrebbe regolare i rapporti intra-UE.
La vicenda trae origine dall’istanza di rimborso IRAP presentata da un istituto di credito italiano. La banca contestava l’imposizione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, dei dividendi percepiti da controllate comunitarie, già tassati ai fini IRES per la quota del 5% prevista dal TUIR.
L’amministrazione finanziaria aveva negato il rimborso sostenendo che la Direttiva Madre-Figlia si applica solo alle imposte sul reddito, escludendo l’IRAP dal proprio ambito oggettivo. Da qui il ricorso alla giustizia tributaria italiana, che ha deferito la questione in via pregiudiziale alla Corte di Lussemburgo.
La sentenza UE sull’IRAP ha respinto l’impostazione formalistica dell’Agenzia delle Entrate e ha chiarito alcuni punti fondamentali:
Portata generale del principio di esenzione: gli Stati membri che adottano il sistema dell’esenzione non possono tassare i dividendi provenienti da società figlie residenti in altri Paesi UE oltre la soglia del 5%, a prescindere dalla natura del tributo applicato.
Estensione anche a imposte non sul reddito: il fatto che l’IRAP non sia menzionata nell’allegato della Direttiva non la esclude dall’ambito di applicazione, se di fatto determina una tassazione sui dividendi.
Finalità teleologica della Direttiva: la norma europea mira a evitare la doppia imposizione economica. Pertanto, qualunque tributo che, direttamente o indirettamente, colpisca i dividendi distribuiti oltre il limite del 5% è contrario al diritto unionale.
La Corte ha così stabilito che la normativa italiana viola l’art. 4 della Direttiva 2011/96/UE e ha imposto un ripensamento del trattamento IRAP sui dividendi intra-UE.
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