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Fiscalità 2 dicembre 2025 · 5 min di lettura

Le scadenze fiscali di dicembre 2025 per imprese e Holding: cosa monitorare e come pianificare

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Poiché il 30 novembre 2025 cade di domenica , numerose scadenze sono slittate automaticamente a lunedì 1° dicembre , creando un vero e proprio “super lunedì” per studi professionali e amministrazioni aziendali.

Le principali scadenze fiscali di dicembre 2025 ruotano intorno a tre blocchi chiave:

  • il “super lunedì” del 1° dicembre,
  • il 16 dicembre (IMU, ritenute e contributi),
  • la parte finale del mese, con acconto IVA e adempimenti di chiusura anno.

Per gruppi societari, holding e veicoli partecipativi, si tratta di un passaggio che impatta direttamente sulla liquidità di fine esercizio e sulla capacità di rispettare in modo ordinato gli obblighi fiscali, evitando sanzioni e tensioni di cassa.

Dicembre è tradizionalmente un mese denso per imprese, holding e gruppi societari, perché concentra:

  • acconti d’imposta (secondo o unico acconto su imposte sui redditi e IRAP per i soggetti ancora tenuti);
  • saldo IMU sugli immobili;
  • versamenti IVA (periodici e acconto di fine anno);
  • una serie di adempimenti dichiarativi e contabili che chiudono il 2025 e preparano il terreno al 2026.

Per le holding che gestiscono partecipazioni, patrimoni immobiliari e flussi infragruppo, la corretta pianificazione di questi pagamenti è strategica per:

  • allineare i fabbisogni di cassa delle singole società;
  • coordinare eventuali cash pooling o finanziamenti infragruppo;
  • evitare ritardi e sanzioni, soprattutto in presenza di rateizzazioni, definizioni agevolate e operazioni straordinarie in corso.

Il “super lunedì” fiscale

Poiché il 30 novembre 2025 cade di domenica, numerose scadenze sono slittate automaticamente a lunedì 1° dicembre, creando un vero e proprio “super lunedì” per studi professionali e amministrazioni aziendali.

Tra gli adempimenti più rilevanti, segnaliamo:

  1. Secondo (o unico) acconto imposte

Entro il 1° dicembre vanno versati:

  • il secondo o unico acconto delle imposte sui redditi (IRPEF e IRES) per i soggetti tenuti;
  • l’acconto IRAP per i soggetti ancora obbligati (società di capitali, società di persone, enti, ecc.), non più per gli imprenditori individuali e professionisti persone fisiche;
  • gli eventuali acconti su imposte sostitutive (regimi agevolati), cedolare secca, contributi INPS collegati.

Il calcolo può avvenire secondo il metodo storico o previsionale. Per le holding e i gruppi, la scelta del metodo previsionale andrebbe sempre accompagnata da una verifica puntuale dei risultati attesi, per evitare carenze di versamento e relativi interessi/sanzioni.

Comunicazioni IVA e altri adempimenti periodici

Sempre il 1° dicembre sono attesi anche:

  • la comunicazione delle liquidazioni IVA periodiche (LIPE) del terzo trimestre 2025;
  • il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del trimestre, ove dovuta;
  • le rate in scadenza di eventuali definizioni agevolate o piani di pagamento concordati con l’Amministrazione finanziaria.

Per le holding che gestiscono veicoli immobiliari, sub-holding o società di servizio, il 1° dicembre è il momento ideale per:

  • verificare la coerenza tra acconti versati, business plan e cash flow consolidato;
  • effettuare un check di gruppo su eventuali esposizioni pregresse, piani di rientro e potenziali fabbisogni finanziari delle controllate.

16 dicembre 2025: IMU, IVA e ritenute

Il 16 dicembre 2025 rappresenta il secondo snodo cruciale del mese, concentrando un insieme di scadenze che coinvolgono sia imprese che soggetti privati.

Saldo IMU 2025

Entro questa data è dovuto:

  • il saldo IMU 2025 (seconda rata) per proprietari di immobili, titolari di diritti reali e possessori di aree edificabili;
  • il calcolo avviene a saldo, sulla base delle aliquote deliberate dai Comuni per il 2025, con conguaglio rispetto all’acconto versato a giugno.

Per le holding immobiliari o per i gruppi con società che detengono fabbricati e terreni, è essenziale:

  • ricostruire in modo ordinato la mappatura degli immobili e dei relativi Comuni;
  • verificare l’aggiornamento delle aliquote e delle eventuali agevolazioni;
  • coordinare i versamenti, anche in ottica di pianificazione dei flussi di cassa.

Versamenti periodici di IVA, ritenute e contributi

Il 16 dicembre scadono inoltre:

  • il versamento IVA mensile di novembre per i contribuenti con liquidazione mensile;
  • il versamento delle ritenute operate a novembre su:
    • lavoro dipendente e assimilato;
    • lavoro autonomo;
    • provvigioni e altri redditi soggetti a ritenuta;
  • il versamento dei contributi previdenziali relativi al personale dipendente e ai collaboratori, incluse le posizioni in gestione separata.

Per holding e gruppi, questa scadenza richiede un coordinamento puntuale tra:

  • società operative che generano i flussi IVA e le ritenute;
  • società immobiliari che gestiscono patrimoni e locazioni;
  • veicoli di investimento che possono avere personale, amministratori o consulenti propri.

L’obiettivo è evitare disallineamenti tra la posizione fiscale delle singole società e la pianificazione finanziaria del gruppo, valutando tempestivamente l’utilizzo di strumenti come il ravvedimento operoso in caso di errori o ritardi circoscritti.

Fine mese: acconto IVA e adempimenti di chiusura anno

Nell’ultima parte di dicembre l’attenzione si sposta sull’acconto IVA di fine anno e su una serie di adempimenti di “pulizia” amministrativo-contabile.

  1. Acconto IVA 2025: scadenza 29 dicembre

Per il 2025, l’acconto IVA deve essere versato entro lunedì 29 dicembre, poiché il 27 dicembre cade di sabato.

Sono tenuti al versamento:

  • i titolari di partita IVA con liquidazione mensile;
  • i contribuenti con liquidazione trimestrale, sia per opzione che per regime naturale.

L’acconto può essere calcolato con tre metodi:

storico
(percentuale sull’imposta dovuta per il periodo di riferimento dell’anno precedente); .
previsionale
(stima dell’imposta dovuta per l’ultima liquidazione dell’anno in corso); .
analitico
(calcolo sulla base delle operazioni effettuate fino a una certa data).

Per gruppi e holding, l’acconto IVA è spesso una delle voci più impattanti sulla cassa di fine anno: per questo è consigliabile confrontare i diversi metodi di calcolo, soprattutto quando si prevedono variazioni significative di volumi rispetto al 2024.

31 dicembre: gli adempimenti di fine esercizio

Il 31 dicembre 2025 segna il termine naturale dell’esercizio per la maggior parte delle società e rappresenta anche un momento chiave per:

  • completare i ravvedimenti operosi ancora aperti su tributi periodici, valutando le singole situazioni alla luce del nuovo quadro sanzionatorio;
  • curare la registrazione dei contratti di locazione stipulati o rinnovati nel mese, con relativo versamento dell’imposta di registro;
  • aggiornare gli obblighi di trasmissione dei corrispettivi, ad esempio per distributori di carburante e altri soggetti tenuti;
  • verificare la correttezza e completezza delle scritture contabili e del Libro Unico del Lavoro, in vista della chiusura e successiva redazione del bilancio 2025.

Per una holding, questi appuntamenti sono anche l’occasione per:

  • riallineare i dati fiscali con i bilanci infrannuali e con il budget 2026;
  • anticipare eventuali scelte di pianificazione fiscale e societaria (operazioni straordinarie, riorganizzazioni infragruppo, rivalutazioni, opzioni di regime).

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