“L’articolo 18 del disegno di legge di Bilancio 2026 introduce una modifica che, se approvata, rischia di alterare profondamente l’assetto della fiscalità d’impresa italiana. La scelta di subordinare il regime di esclusione dei dividendi dalla base imponibile alla detenzione di una partecipazione minima del 10% rappresenta una rottura rispetto ai principi su cui si fonda la nostra architettura tributaria” ho sottolineato Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, alla luce del disegno di legge di Bilancio 2026. “Si tratta di un intervento che, pur apparendo tecnico, avrebbe conseguenze strutturali sull’intero sistema economico. Limitare il regime della dividend exemption penalizzerebbe migliaia di realtà imprenditoriali — in particolare le holding di investimento, le società veicolo e le PMI organizzate in gruppi — riducendo la capacità di reinvestire utili, di consolidare la crescita e di sostenere la competitività sui mercati internazionali. Assoholding condivide la necessità di un sistema fiscale più semplice e coerente, ma ritiene imprescindibile preservare i pilastri che hanno garantito equilibrio negli ultimi vent’anni. Per questo — conclude De Vito — chiediamo al legislatore di rivalutare l’impianto dell’articolo 18 e di mantenere la dividend exemption nella sua formulazione attuale, per non compromettere la capacità delle imprese italiane di innovare, investire e generare valore nel lungo periodo” Leggi la nota completa
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