“Il credito d’imposta per le ipo resta uno strumento per il rafforzamento del mercato dei capitali. Occorre tuttavia interrogarsi sull’efficienza del suo attuale disegno, a partire dal massimale. Con una dotazione ridotta a 3 milioni e ripartita fra le domande, la soglia dei 500 mila euro rimane un riferimento puramente teorico e l’esatto importo si conosce soltanto a distanza di mesi dalla quotazione”. Così Gaetano De Vito, presidente di Assoholding, illustra la proposta presentata dall’associazione alla Sala stampa della Camera, che riconduce l’incentivo alla quotazione entro un disegno più ampio di crescita e di passaggio generazionale. “Proponiamo un credito strutturale e certo, riconosciuto per legge, svincolato da plafond e riparti, con un massimale calibrato sulla dimensione delle pmi e un onere allineato alla dotazione già prevista in bilancio”, prosegue De Vito. “Sostenere l’intero percorso dell’impresa, dalle aggregazioni ai patti di famiglia fino all’apertura del capitale, consente di raggiungere una platea più vasta, di formare una pipeline di aziende pronte alla borsa e di favorirne una presenza stabile sui listini”.
Radiocor · Il Sole 24 Ore
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Imprese, De Vito (Assoholding): ripensare credito d’imposta per quotazione PMI
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