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Il CPB 2026-2027, ossia il nuovo biennio del concordato preventivo biennale, entra in una fase decisiva. Il Senato ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026 ed entrato in vigore il 28 marzo 2026. Il provvedimento passa ora alla Camera per il voto definitivo di conversione.
Il punto più rilevante per imprese, professionisti e contribuenti soggetti agli ISA riguarda proprio il concordato preventivo biennale 2026-2027: il termine di adesione viene prorogato al 31 ottobre 2026, mentre vengono introdotte nuove soglie di incremento per i contribuenti con punteggi ISA più bassi. La modifica punta a rendere il meccanismo più sostenibile anche per i soggetti con minore affidabilità fiscale, evitando proposte eccessivamente distanti dal reddito dichiarato.
Una delle principali novità riguarda il calendario. Il termine per aderire al CPB 2026-2027 viene allineato alla scadenza ordinaria di presentazione della dichiarazione dei redditi, fissata al 31 ottobre. Si supera così la precedente impostazione che prevedeva una finestra più breve per la valutazione e l’accettazione della proposta.
La proroga rappresenta un elemento operativo significativo: professionisti e imprese avranno più tempo per analizzare la convenienza del concordato, verificare i dati ISA, simulare gli effetti fiscali e valutare l’impatto della proposta sul reddito d’impresa, sul reddito di lavoro autonomo e sul valore della produzione netta ai fini IRAP.
In parallelo, viene differito dal 15 aprile al 15 maggio il termine per il rilascio del software applicativo relativo al 2026, così da coordinare meglio la disponibilità degli strumenti di calcolo con la gestione della campagna dichiarativa.
Il secondo intervento rilevante riguarda le soglie massime di incremento della proposta di reddito concordato. La disciplina vigente già prevedeva limiti per i contribuenti con punteggi ISA elevati. In particolare, la proposta non poteva superare il reddito dichiarato, rettificato secondo le regole previste dal D.Lgs. n. 13/2024, oltre determinate percentuali:
Con il DL Fiscale, il meccanismo viene esteso anche ai soggetti con punteggi ISA inferiori. Per il CPB 2026-2027, gli incrementi massimi vengono infatti contenuti entro:
Queste soglie dovrebbero rendere più prevedibile la proposta dell’Agenzia delle Entrate anche per i contribuenti meno affidabili sotto il profilo ISA, riducendo il rischio di scostamenti troppo ampi rispetto alla base reddituale di partenza.
La modifica ha una portata pratica rilevante. Il concordato preventivo biennale si fonda su una proposta elaborata dall’Amministrazione finanziaria sulla base di dati dichiarativi, indicatori ISA, andamento economico settoriale, redditività individuale e di comparto, nonché scenari macroeconomici. Per il biennio 2026-2027, la metodologia è stata aggiornata dal MEF con decreto dell’11 maggio 2026.
In questo contesto, introdurre tetti anche per i punteggi ISA più bassi significa rendere il CPB più leggibile e meno penalizzante. Il contribuente può valutare l’adesione conoscendo un limite massimo all’incremento potenziale della proposta, pur restando fermo che l’accettazione richiede un’analisi caso per caso.
La convenienza non dipenderà solo dalla percentuale di incremento, ma anche dalla stabilità attesa dei ricavi, dalla marginalità effettiva, dalla presenza di componenti straordinarie, dalla pianificazione degli investimenti e dal rapporto tra reddito concordato e reddito prospettico reale.
Un ulteriore aspetto riguarda la determinazione del reddito d’impresa. Le modifiche intervengono anche sul trattamento della maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria riconducibili all’iper-ammortamento.
La maggiorazione viene considerata tra gli elementi da rettificare sia nella fase di compilazione del modello CPB, sia nella fase di determinazione del reddito rettificato durante i periodi in cui il concordato produce effetti. Secondo quanto riportato nella ricostruzione tecnica delle novità, poiché l’iper-ammortamento riguarda investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, gli effetti si manifesteranno a partire dal periodo d’imposta 2026, con riflessi nella dichiarazione Redditi 2027.
Le novità sul CPB 2026-2027 interessano in particolare imprese e professionisti che applicano gli ISA e che intendono valutare l’adesione alla proposta di concordato. L’Agenzia delle Entrate definisce il CPB come uno strumento volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi, previsto dal D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13.
Per i contribuenti, l’adesione può rappresentare un’opportunità di programmazione fiscale, ma non deve essere valutata in modo automatico. Occorre infatti confrontare il reddito concordato con le prospettive economiche effettive del biennio, considerando anche eventuali rischi di riduzione dei margini, variazioni del mercato, investimenti programmati e possibili eventi straordinari.
Alla luce delle novità, il percorso operativo dovrebbe concentrarsi su alcuni passaggi essenziali:
La proroga consente una valutazione più ordinata, ma non elimina la necessità di un’analisi tecnica. Il CPB non è semplicemente una scadenza dichiarativa: è una scelta fiscale che incide sulla programmazione del biennio.
Il testo approvato dal Senato non chiude ancora l’iter. Il decreto-legge deve essere convertito definitivamente in legge dalla Camera entro i termini costituzionali. Il portale del Parlamento indica che il D.L. 38/2026, dopo l’approvazione al Senato del 14 maggio 2026, è passato alla Camera come C.2935.
Fino all’approvazione definitiva e alla pubblicazione della legge di conversione, le novità devono quindi essere considerate come parte del testo in conversione. Tuttavia, l’approvazione al Senato rappresenta un passaggio politico e normativo rilevante, soprattutto perché le modifiche sul CPB sono destinate a incidere già sul biennio 2026-2027.
Il CPB 2026-2027 è il concordato preventivo biennale relativo ai periodi d’imposta 2026 e 2027. Consente ai contribuenti interessati di valutare una proposta dell’Agenzia delle Entrate per definire in anticipo il reddito rilevante ai fini fiscali per il biennio.
La nuova scadenza prevista dal testo di conversione del DL Fiscale è il 31 ottobre 2026, in coincidenza con il termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Per i contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 6 e inferiore a 8, l’incremento massimo della proposta è fissato al 30%. Per i contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 1 e inferiore a 6, il limite è pari al 35%.
Non ancora. Il Senato ha approvato il testo di conversione del DL Fiscale, ma il provvedimento deve completare l’iter alla Camera. Le novità diventeranno definitive con l’approvazione finale e la pubblicazione della legge di conversione.
La proroga offre più tempo a imprese, professionisti e consulenti per analizzare la proposta, verificare i dati ISA, simulare gli effetti fiscali e decidere se aderire al CPB 2026-2027.
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