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Modulo 01 · Il quadro normativo europeo della sostenibilitàLezione · 14:58

Ricostruire il passaggio dai principi di soft law agli obblighi di rendicontazione

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La lezione ripercorre la linea del tempo che va dalle dichiarazioni internazionali non vincolanti alla regolamentazione cogente dell'Unione Europea. Spiega il passaggio dalla direttiva sulla rendicontazione non finanziaria alla CSRD e alla futura direttiva sulla due diligence di filiera.

Di cosa parla

Il relatore invita ad avvicinarsi alla sostenibilità con la lente della strategia d'impresa e non con un approccio meramente adempitivo alla compliance. Ricorda che non si tratta più di dichiarazioni di intenti: il sistema imprenditoriale e prima ancora quello finanziario sono permeati da principi regolamentari e da criteri tecnici che li applicano, e che allinearsi richiede interventi strutturati, fino alla modifica della governance in chiave di Sustainable Corporate Governance. La slide condivisa distingue nella parte superiore i principi di soft law, che affondano nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e proseguono con gli SDGs del 2015 e l'Accordo di Parigi, e nella parte inferiore la timeline regolamentare dell'Unione, oggi cogente. Viene sottolineato che questi principi innescano policy con un profilo economico e finanziario, perché nell'Unione la leva degli investimenti e della spesa è parte strutturale dell'ecosistema. Il pilastro normativo di partenza è la direttiva del 2014 sulla rendicontazione non finanziaria, oggi apparsa vetusta rispetto all'accelerazione dei criteri di misurazione. La consultazione avviata fra il 2018 e il 2019 si è chiusa con la direttiva sulla Corporate Sustainability Reporting, che ha ricevuto l'approvazione definitiva del Consiglio il 28 novembre. Con la CSRD si passa da un elemento puramente rendicontativo all'obbligo di prendere posizione: tracciare la strategia di sostenibilità, indicare gli strumenti, la loro applicazione e la governance. L'ultimo tassello è la direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence, che estenderà l'obbligo di due diligence all'intera filiera produttiva.

I punti chiave

  • I principi di soft law nascono dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e culminano negli SDGs e nell'Accordo di Parigi.
  • Nell'Unione Europea la leva finanziaria e le politiche di investimento sono parte strutturale dell'ecosistema della sostenibilità.
  • La direttiva del 2014 sulla rendicontazione non finanziaria è il pilastro di partenza ma è ormai inadeguata rispetto ai criteri di misurazione attuali.
  • La CSRD, approvata dal Consiglio il 28 novembre, obbliga a prendere posizione su strategia, strumenti e governance della sostenibilità.
  • La direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence estenderà gli obblighi all'intera filiera, coinvolgendo i fornitori delle grandi imprese.
  • Allinearsi alla normativa richiede interventi strutturati e passaggi formali, fino alla revisione della governance societaria.

Casi pratici

  • Soggetti direttamente obbligati dalla direttiva sulla due diligence: grandi imprese, banche, assicurazioni, gruppi di grandi dimensioni, società quotate e PMI quotate.

Riferimenti Dichiarazione universale dei diritti umani (1948)Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs, 2015)Accordo di Parigi (2015)Direttiva 2014/95/UE (Non Financial Reporting Directive)Direttiva sulla Corporate Sustainability Reporting (CSRD)Proposta di direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence