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Modulo 01 · Il quadro europeo: CSRD, doppia materialità, ta…Lezione · 10:11

Riconoscere gli obblighi informativi e il calendario della CSRD

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La lezione ricostruisce contenuti, soglie dimensionali e tempistiche della Corporate Sustainability Reporting Directive. Mostra perché la direttiva può essere letta come guida al cambiamento organizzativo e non solo come costo di compliance.

Di cosa parla

La CSRD entra in vigore dal 1° gennaio 2024 a valle del recepimento nazionale e riguarderà a regime anche le PMI che superano 40 milioni di ricavi, 250 dipendenti o 20 milioni di attivo patrimoniale. Il relatore sottolinea che anche per chi non è ancora obbligato la direttiva è già oggi una guida per adeguare modelli di business e gestione dei rischi, oltre che una necessità per rispondere alle richieste della catena di fornitura delle imprese obbligate. Insiste sulla lettura della sostenibilità non come puro costo di compliance ma come occasione di change management e di riformulazione della strategia. Richiama il principio di proporzionalità, poi ripreso anche da Banca d'Italia: l'adeguamento va dimensionato al business e alla struttura di gestione dei rischi. Passa poi ai contenuti dell'informativa: descrizione del business model e della strategia, gestione dei rischi e delle opportunità, piani e investimenti per la compatibilità con l'Accordo di Parigi e la legge europea sul clima, interessi degli stakeholder. Aggiunge la descrizione degli obiettivi ESG e dei progressi, del ruolo di CdA, management e organi di controllo, delle politiche e dei sistemi di incentivazione, delle procedure di due diligence, dei principali rischi e dei relativi KPI. Ricorda il mandato all'EFRAG per la standardizzazione, accanto agli standard GRI e all'Integrated Reporting, e l'attenzione agli asset intangibili. Chiude con le date di approvazione parlamentare e del Consiglio nel novembre 2022 e con la progressione degli ambiti di applicazione fino al 2028.

I punti chiave

  • La CSRD coinvolgerà progressivamente grandi imprese, imprese non quotate sopra soglia, PMI quotate e imprese di paesi terzi.
  • Le soglie a regime per le PMI sono 40 milioni di ricavi, 250 dipendenti o 20 milioni di attivo patrimoniale.
  • L'informativa richiede business model, strategia, obiettivi ESG, ruolo degli organi, politiche, due diligence, rischi e KPI.
  • La direttiva impone la gestione della relazione tra impatti finanziari e non finanziari attraverso la doppia materialità.
  • Gli standard di rendicontazione sono in via di definizione da parte dell'EFRAG, accanto ai GRI e all'Integrated Reporting.
  • Il principio di proporzionalità evita che l'adeguamento diventi un costo insostenibile per l'organizzazione.

Casi pratici

  • Le imprese non obbligate che devono adeguarsi perché appartengono alla catena di fornitura di imprese già soggette alla direttiva.

Riferimenti Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)Direttiva NFRD 95/2014 e D.Lgs. 254/2017Accordo di ParigiLegge europea sul climaStandard GRI – Global Reporting InitiativeMandato EFRAG per gli standard di rendicontazione di sostenibilità