Modulo 01 · Il perimetro degli obblighi CRS e FATCA per le …
Classificare rapporti, proventi e soggetti rilevanti e verificare la prevalenza
SalvaLa lezione ricostruisce le categorie di rapporti e di proventi oggetto di comunicazione e i dati anagrafici da raccogliere. Spiega poi come si misura la prevalenza che qualifica la holding come entità di investimento ai fini CRS.
Di cosa parla
Stefanucci ricorda che sia FATCA sia CRS individuano tre tipologie principali di rapporto: depository account, cioè i depositi di liquidità, custodial account, cioè i rapporti di investimento, e financial account, categoria residuale nella quale rientrano le partecipazioni tipiche delle holding. Accanto ai rapporti rilevano i proventi pagati nell'anno: dividendi, interessi, altri proventi e corrispettivi lordi per vendite, riscatti e rimborsi, come nel caso della holding che cede una partecipazione. La comunicazione è cumulativa per anno e segue il principio di cassa: le somme soltanto maturate non si comunicano. Sul fronte anagrafico rilevano il titolare del conto e, in presenza di un'entità passive, il beneficiario effettivo; il dato più delicato è il codice fiscale estero, il NIF per il CRS e il TIN per il FATCA, la cui struttura può essere verificata sulle liste per Stato pubblicate dall'OCSE. Poiché un soggetto può avere più residenze fiscali, l'Agenzia delle Entrate trasmetterà le informazioni a tutte le giurisdizioni dichiarate: da qui l'importanza dell'autocertificazione raccolta all'apertura del rapporto. Il relatore ricorda che questa disciplina si innesta sugli obblighi di adeguata verifica, pur essendo le holding uscite dal vecchio elenco. Chiusa questa parte, illustra la verifica di prevalenza: venuto meno l'albo, è la holding stessa a doverla effettuare, anche sulla base del progetto di bilancio se il bilancio non è ancora approvato. La prevalenza si misura come media del triennio sul reddito passivo, nozione di matrice anglosassone che comprende dividendi, interessi, royalties, canoni d'affitto, plusvalenze e importi da contratti di assicurazione con valore capitalizzato.
I punti chiave
- Le partecipazioni delle holding rientrano nella categoria residuale dei financial account.
- I proventi si comunicano in forma cumulativa per anno e secondo il principio di cassa, escludendo i redditi solo maturati.
- In presenza di entità passive occorre identificare il beneficiario effettivo, non solo il titolare del conto.
- Il NIF non è verificabile come il codice fiscale italiano, ma le liste OCSE per Stato permettono di controllarne la struttura.
- Venuto meno l'albo, la holding deve effettuare da sé la verifica di prevalenza, anche sul progetto di bilancio.
- La prevalenza è una media del triennio calcolata sul reddito passivo, mentre per le holding neocostituite il triennio non opera.
Casi pratici
- Holding che cede una partecipazione e incassa un corrispettivo di vendita: rileva la codifica dei corrispettivi lordi.
- Holding con prevalenza dell'80%, poi del 40% e poi del 70%: la media del triennio conferma la prevalenza.
- Holding finanziaria pura che per statuto non può svolgere altra attività: nasce già obbligata e la verifica è superflua.
Riferimenti D.M. 28 dicembre 2015 (CRS)D.M. 6 agosto 2015 (FATCA)Articolo 6 del D.M. 6 agosto 2015Elenco ex articolo 113 TUB