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“Il tema dell’uniformità della base imponibile rappresenta, oggi più che mai, un passaggio cruciale per l’attuazione di un sistema fiscale internazionale realmente equo, sostenibile ed efficace. L’accordo raggiunto al G7 di Kananaskis riaccende il dibattito sul bilanciamento tra armonizzazione fiscale e sovranità degli Stati. Ma, al tempo stesso, evidenzia una questione tecnica che ha risvolti molto concreti per le imprese: quella della definizione dell’imponibile” ha spiegato Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, alla luce dell’attuale dibattito sull’implementazione della GMT. “Il confronto tra il calcolo su base globale (global blending) riconosciuto agli Stati Uniti e quello su base nazionale (jurisdictional blending) adottato dall’Unione europea, ci pone di fronte a un’evidenza: senza un’impostazione armonizzata e comparabile dei criteri di calcolo della base imponibile, il rischio è quello di generare asimmetrie normative che aumentano la complessità e i costi di compliance per le imprese, soprattutto quelle europee. Siamo favorevoli – conclude De Vito- come Assoholding ad una tassazione minima che riduca le pratiche elusive e garantisca una concorrenza fiscale più trasparente. Tuttavia, per essere applicabile in modo equo ed efficace, la Global Minimum Tax deve poggiare su criteri chiari, condivisi e soprattutto confrontabili”
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