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“La competitività dell’Europa deve passare anche da un fisco più semplice, più coerente e capace di dialogare con le trasformazioni dell’economia globale. Questa è la direzione del nuovo Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026. La dimensione fiscale non è un elemento accessorio, ma una leva strategica per sostenere il modello europeo e garantirne l’autonomia in uno scenario geopolitico sempre più complesso” ha spiegato Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, alla luce dell’agenda fisco della Commissione europea contenuta nel nuovo Programma di lavoro 2026. “Tuttavia, la globalizzazione fiscale non si ferma alla soglia dell’Unione, e oggi il vero banco di prova è il coordinamento tra la tassazione minima globale (GMT) introdotta dall’Ocse e la tassa minima statunitense, la GILTI. Se Europa e Stati Uniti non allineano le rispettive architetture fiscali, rischiamo un doppio effetto distorsivo: da un lato una competizione internazionale non equilibrata, dall’altro il pericolo che le imprese multinazionali si trovino schiacciate da obblighi sovrapposti, complessi e penalizzanti”
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