Questa schermata contribuisce al risparmio energetico quando ti allontani o resti inattivo.
“L’intesa raggiunta al G7 che esclude le multinazionali statunitensi dalla minimum tax, sommata al mancato impegno della Cina, svuota di fatto l’ambizione di una fiscalità globale equa e condivisa”. Così Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, sottolinea l’urgenza di rilanciare il confronto internazionale per non lasciare l’Europa isolata.
Occorre sollecitare una convergenza concreta tra le normative europee e il sistema Usa, oggi sbilanciato a favore delle big tech e privo di un recepimento formale delle regole Ocse. L’Ocse deve garantire un aggiornamento continuo delle specifiche, anche per preparare il terreno a una futura digital tax.
Strumenti centrali per mantenere vivo il coordinamento multilaterale sono i National Contact Point, che andrebbero rafforzati come canali di divulgazione tecnica e scambio operativo tra i Paesi aderenti. “Senza una regia stabile – conclude De Vito – il rischio è un ritorno alla competizione fiscale tra Stati, a danno di chi ha scelto di stare alle regole”
L’addebito diretto entra nel lessico della nuova politica fiscale italiana come una delle leve operative per semplificare il pagamento delle…
Giugno è uno dei mesi tra i più rilevanti del calendario tributario. Le scadenze fiscali si concentrano infatti in poche…
In questo articolo: Il trust ha bisogno di una propria identità fiscale Quando serve anche la partita IVA La registrazione…