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“Le sfide della digitalizzazione e della transizione sostenibile pongono l’Unione Europea davanti ad enormi sfide. Le criticità riscontrate dal Vecchio Continente nelle performance competitive con Stati Uniti e Cina nei settori ad alto valore aggiunto chiamano in causa la necessità di ripensare i meccanismi di politica fiscale europea secondo una nuova direttiva espansiva” ha sottolineato Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, alla luce delle dichiarazioni di Mario Draghi all’Ecofin di Gand. “Il gap d’investimenti stimabile in circa 500 miliardi di euro, riscontrabile in particolare nella sfera pubblica, interroga le istituzioni europee sul prossimo futuro del paradigma fiscale UE. Per tale ragione diventa cogente la pianificazione di strategie di fiscalità proattive che, in alternativa ad imposte europee ancora premature per riuscire ad intaccare la sovranità nazionale dei paesi membri, contemplino a carico degli Stati almeno forme di debito comune. Un inizio di conferimento di entrate alla Ue potrebbe essere rappresentato proprio dal maggiore gettito proveniente dall'adozione della Global Minimum Tax, che per molti paesi membri decorre dall'inizio di questo anno 2024.”
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