Premessa
Il presente Codice Etico e di Condotta nasce da una convinzione precisa: le holding italiane non sono semplici strutture di controllo societario. Sono architetture di senso — luoghi in cui famiglie, imprenditori e istituzioni depositano non soltanto il capitale, ma anche il progetto di ciò che intendono costruire nel tempo e di ciò che vogliono lasciare.
Chi governa una holding risponde a domande che vanno oltre il bilancio: risponde a chi gli ha affidato qualcosa, a chi dipende dalle sue decisioni, a chi erediterà ciò che oggi viene costruito o disfatto. Questa responsabilità non nasce da un contratto: nasce dalla struttura stessa dell'essere in relazione. Prima ancora di scegliere come comportarsi, chi esercita il governo del capitale è già responsabile nei confronti di tutto ciò che la sua esistenza tocca.
Assoholding adotta questo Codice con tale consapevolezza. Non come risposta a una prescrizione esterna — sebbene la conformità alla legge sia condizione necessaria e inderogabile — ma come atto fondativo di un'identità condivisa: un impegno collettivo a governare il capitale con integrità, a esercitare il controllo con cura, a trasmettere il patrimonio con responsabilità verso le generazioni che verranno.
L'homo oeconomicus — quella finzione di un soggetto razionale, autosufficiente e orientato esclusivamente al proprio interesse — ha esaurito la sua forza descrittiva. Al suo posto emerge una figura più autentica: un soggetto che trova significato non nell'accumulazione, ma nel legame; non nella massimizzazione individuale, ma nella cura di ciò che è condiviso. Le holding che aderiscono ad Assoholding riconoscono questa transizione e ne fanno la premessa del proprio agire.
Non esistiamo nonostante gli altri. Esistiamo attraverso gli altri.
Ogni decisione di governance è, prima di tutto, un atto etico.
Il Codice è articolato in dodici Capi. Ciascuno disciplina un ambito specifico. Tutti, però, sono tenuti insieme da un filo unico: la convinzione che reputazione, fiducia e legittimità non si costruiscano in assenza di regole etiche, né si conservino in presenza di comportamenti devianti. Il Capo II è strutturato attorno ai cinque pilastri valoriali del Framework delle Cattedrali — Vocatio, Cur, Opus, Visio, Hereditas — cinque dimensioni che non sono capitoli da sfogliare ma livelli di responsabilità da abitare.
Chi sottoscrive questo Codice non rinuncia a qualcosa. Riconosce di essere già impegnato.
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Ogni architettura ha fondamenta. Queste sono le nostre: le definizioni che rendono possibile il dialogo e i destinatari che rendono reale l'impegno.
Art. 1 — Definizioni
Ai fini del presente Codice si intendono per:
"Assoholding" o "Associazione": Assoholding — Associazione delle Holding Italiane, con sede in Piazza del Duomo.
"Associate": le holding iscritte all'Associazione ai sensi dello Statuto vigente.
"Destinatari": tutti i soggetti di cui all'art. 2.
"Stakeholder": tutti i soggetti, interni ed esterni, i cui interessi sono influenzati dall'attività dell'Associazione e delle Associate, inclusi soci, dipendenti, fornitori, creditori, partner istituzionali, comunità e autorità di vigilanza.
"Custode dell'Identità Valoriale" (di seguito anche "CIV"): l'organo di vigilanza etica di cui all'art. 37.
"Framework delle Cattedrali": il sistema valoriale di Assoholding articolato nei cinque pilastri Vocatio, Cur, Opus, Visio, Hereditas, di cui al Capo II.
"Conflitto di interessi": ogni situazione in cui un interesse personale, familiare o professionale del Destinatario possa influenzare, o sembrare che influenzi, la correttezza e l'indipendenza del suo agire per conto dell'Associazione.
"Informazioni riservate": qualsiasi informazione relativa all'Associazione, alle Associate o ai loro stakeholder non di dominio pubblico il cui trattamento non autorizzato possa recare pregiudizio.
Art. 2 — Destinatari
Il presente Codice si applica, senza eccezioni di rango o funzione, a:
i componenti degli organi sociali di Assoholding (Presidente, Vice Presidenti, Consiglieri, Revisori);
il personale dipendente dell'Associazione, con qualunque tipologia contrattuale;
i consulenti, collaboratori, professionisti e prestatori d'opera che agiscano in nome o per conto dell'Associazione;
le holding Associate e, tramite esse, i loro rappresentanti negli organi associativi;
i fornitori e partner che intrattengono relazioni continuative con l'Associazione, nei limiti specificati.
L'appartenenza ad Assoholding presuppone la conoscenza del presente Codice. Chi non lo conosce non può onorarlo; chi lo conosce e vi deroga risponde delle conseguenze previste.
Art. 3 — Valore e gerarchia delle fonti
Il Codice Etico è la forma scritta dell'identità di Assoholding. Non sostituisce la legge — con la quale deve essere letto in combinato disposto — ma la integra fissando standard che derivano dai valori dell'Associazione e non dal minimo normativo. In caso di contrasto con regolamenti interni di rango inferiore, prevale il Codice.
CAPO II
IL FRAMEWORK DELLE CATTEDRALI
Il Capo II non è un elenco di principi generici. È la mappa valoriale di Assoholding: cinque dimensioni che danno struttura all'identità dell'Associazione e dei suoi membri. Ogni pilastro genera condotte concrete, illustrate dagli articoli che lo seguono.
Pilastro I
VOCATIO
Quis sumus · Chi siamo
Art. 4 — Identità e missione
Assoholding esiste per servire chi governa strutture complesse nel tempo lungo. Non è un'associazione di interessi: è una comunità di intenti tra soggetti che hanno scelto la holding come forma di governo perché essa è, tra tutte le strutture disponibili, quella che meglio sa tenere insieme senza cancellare le differenze.
I Destinatari riconoscono questa missione come propria e agiscono in coerenza con essa: nelle relazioni interne, nelle scelte strategiche, nella comunicazione pubblica, nel rapporto con le istituzioni.
Art. 5 — Legittimità
L'autorità di Assoholding e delle sue Associate non deriva soltanto dalle partecipazioni azionarie o dai mandati formali. Deriva dal riconoscimento che gli stakeholder accordano in virtù della condotta nel tempo. Una holding che detiene il controllo ma ha perduto la fiducia è già, in senso sostanziale, delegittimata, indipendentemente dallo stato del bilancio.
L'autorità che non riconosce il proprio debito verso chi la legittima
è già in crisi, anche quando i conti sono in ordine.
Pilastro II
CUR
Propter quid existimus · Perché esistiamo
Art. 6 — Il fine dell'impresa
Assoholding aderisce a una concezione dell'impresa che antepone l'uomo alla macchina economica. Il rendimento è condizione necessaria della sostenibilità, ma non è il fine ultimo. Il fine ultimo è la creazione di condizioni di vita dignitosa per tutti i soggetti che l'impresa tocca: chi lavora, chi fornisce, chi abita il territorio, chi erediterà ciò che oggi viene costruito o disfatto.
I Destinatari incorporano questa visione nelle scelte operative. Non si può dichiarare la primazia della persona e poi trattare i lavoratori come variabili di costo. Non si può dichiarare attenzione al territorio e poi estrarne valore senza restituirne.
Art. 7 — Integrità e coerenza
L'integrità non è l'assenza di errori: è la coerenza strutturale tra ciò che si afferma e ciò che si fa. Un'organizzazione che professa valori e poi vi deroga non ha un problema di comunicazione: ha un problema di identità. Il presente Codice è lo strumento con cui Assoholding sceglie di colmare questa distanza, ogni giorno.
Sono incompatibili con l'identità di Assoholding:
dichiarazioni false o fuorvianti in qualsiasi sede, anche informale;
la manipolazione o la falsificazione di documenti, dati o registrazioni;
ogni condotta volta a occultare irregolarità o a impedire l'attività di vigilanza;
narrazioni di sostenibilità — ambientale, sociale o di governance — costruite per coprire pratiche incoerenti (greenwashing, social-washing, governance-washing).
Art. 8 — Legalità e conformità normativa
Il rispetto della legge è il pavimento, non il soffitto, dell'agire di Assoholding. I Destinatari rispettano integralmente la legge, i regolamenti applicabili e le disposizioni delle autorità di vigilanza. Nessun obiettivo, per quanto legittimo, giustifica il ricorso a condotte illecite.
L'Associazione non intrattiene relazioni con soggetti che operino in violazione dell'ordinamento o che perseguano finalità contrarie alla legge, anche qualora tali relazioni potessero risultare economicamente convenienti.
Pilastro III
OPUS
Quomodo agimus · Come operiamo
Art. 9 — Cura delle relazioni
Le relazioni con gli stakeholder non sono variabili da ottimizzare: sono legami da onorare. Chi esercita il governo del capitale si trova sempre, anche senza volerlo, nella posizione di chi decide per altri. Questa asimmetria genera responsabilità, non privilegio.
I Destinatari operano con correttezza, lealtà e rispetto verso tutti gli interlocutori, interni ed esterni. Pratiche che, pur formalmente lecite, ledano in modo sostanziale interessi legittimi altrui, si discostano dai valori dell'Associazione.
Art. 10 — Trasparenza
La trasparenza è la forma minima del rispetto verso chi dipende dalle nostre decisioni. Assoholding garantisce comunicazione tempestiva, completa e comprensibile dei fatti rilevanti; assenza di asimmetrie informative costruite a vantaggio di soggetti particolari; rendicontazione chiara e verificabile sull'utilizzo delle risorse associative.
Art. 11 — Dignità della persona
La dignità di ogni persona è intoccabile. Questa affermazione non ha eccezioni, non ammette bilanciamenti con interessi economici, non conosce gradi di intensità in funzione del rango del soggetto. Sono radicalmente incompatibili con i valori dell'Associazione:
qualsiasi forma di discriminazione basata su sesso, età, nazionalità, origine etnica, religione, disabilità, orientamento sessuale, opinioni politiche o condizioni personali;
comportamenti di molestia, intimidazione o abuso di posizione;
l'utilizzo di linguaggio o atteggiamenti lesivi della dignità individuale in qualsiasi contesto, inclusi i canali digitali e informali.
Art. 12 — Governo e radicamento
Il modello di governance che Assoholding promuove tra le proprie Associate si fonda su un principio semplice: chi governa non estrae per poi spostarsi; chi governa rimane e risponde. Abita il proprio ruolo con consapevolezza degli effetti nel tempo lungo, costruisce strutture che reggano nel tempo, coltiva le relazioni come condizione dell'esercizio del potere, non come strumento.
Questo si traduce in scelte concrete: orizzonti decisionali coerenti con la natura delle strutture gestite, processi di successione curati e non emergenziali, attenzione alla qualità delle relazioni interne agli organi di governo.
Pilastro IV
VISIO
Quo tendimus · Dove andiamo
Art. 13 — Responsabilità epistemica
Assoholding opera in un ecosistema informativo sotto pressione costante. Le holding, per la loro posizione di influenza, partecipano inevitabilmente alla costruzione della narrativa del capitalismo italiano. Con questa posizione viene una responsabilità epistemica: contribuire a un ecosistema informativo onesto, non alimentare narrazioni distorte per tornaconto reputazionale, dire la verità anche quando è scomoda.
Le comunicazioni istituzionali sono veritiere, chiare e non ingannevoli. Le posizioni portate davanti alle istituzioni sono pubblicamente dichiarate e coerenti con i valori del Codice. Il lobbying è legittimo; l'opacità non lo è.
Art. 14 — Innovazione come cura
Le holding associate si trovano in posizione privilegiata per governare la transizione tecnologica nelle imprese che controllano. Questa posizione è un'opportunità e una responsabilità: le scelte sull'adozione di tecnologie non sono neutre — implicano decisioni su chi beneficia dell'innovazione e chi ne è toccato negativamente.
L'adozione di tecnologie nelle partecipate è guidata da criteri di utilità umana oltre che di efficienza economica. I guadagni di produttività sono distribuiti in modo equo e trasparente. L'uso di dati e algoritmi rispetta la dignità delle persone le cui informazioni vengono trattate.
Pilastro V
HEREDITAS
Quid relinquimus · Cosa lasciamo
Art. 15 — Stewardship intergenerazionale
Non siamo proprietari assoluti di ciò che gestiamo. Ne siamo custodi temporanei. Ogni generazione riceve un'eredità che non ha scelto e lascia un'eredità che non vedrà: in questo spazio di responsabilità non reciproca si rivela l'etica nella sua forma più pura.
Le holding associate adottano strumenti — patti di famiglia, policy di governance intergenerazionale, processi di trasmissione della conoscenza — che rendono esplicito l'orizzonte di lungo periodo e lo proteggono dalle pressioni del breve.
Art. 16 — Responsabilità verso la comunità e l'ambiente
Una holding non esiste nel vuoto: esiste in un territorio, in una cultura, in una rete di relazioni sociali e istituzionali che l'hanno resa possibile. Restituire — non come beneficenza, ma come riconoscimento strutturale del debito verso il contesto — è parte della missione di ogni impresa che abbia radici.
I Destinatari si impegnano a: promuovere pratiche gestionali che incorporino gli impatti ambientali e sociali; contribuire allo sviluppo del capitalismo di territorio; partecipare al dibattito pubblico in modo costruttivo e fondato sui dati.
Ciò che costruiamo appartiene al futuro.
La differenza tra patrimonio e rendimento è la differenza tra una cattedrale e un hotel.
CAPO III
CONFLITTI DI INTERESSE
Il conflitto di interessi non è sempre evitabile. È sempre gestibile, se riconosciuto e dichiarato in tempo.
Art. 17 — Prevenzione e segnalazione
I Destinatari prevengono attivamente le situazioni di conflitto di interesse. Quando queste si verificano o si profilano — anche solo in apparenza — le segnalano tempestivamente al CIV prima di partecipare a qualsiasi attività decisionale, negoziale o istruttoria connessa.
Il conflitto apparente ha lo stesso peso del conflitto reale: la percezione di parzialità lede la fiducia quanto la parzialità effettiva. Il dubbio si risolve con la trasparenza, non con il silenzio.
Art. 18 — Situazioni tipiche
Costituiscono, a titolo esemplificativo, situazioni di potenziale conflitto:
interesse personale diretto o indiretto in trattative, contratti o delibere in cui si partecipa per conto dell'Associazione;
detenzione di partecipazioni, cariche o incarichi in soggetti concorrenti, fornitori, clienti o partner dell'Associazione;
rapporti di parentela o coniugio con soggetti che abbiano interessi nelle materie trattate;
vantaggio personale derivante da informazioni riservate acquisite nell'esercizio delle funzioni associative;
gestione di procedure di selezione o valutazione di soggetti con i quali si intrattengono relazioni personali rilevanti.
Art. 19 — Obblighi in caso di conflitto
Il Destinatario in conflitto, reale o potenziale, comunica per iscritto al CIV e all'organo associativo competente; si astiene da qualsiasi attività decisionale relativa alla materia; non esercita pressioni sui soggetti chiamati a decidere. Il CIV valuta la situazione e adotta le misure necessarie a salvaguardare l'integrità del processo.
CAPO IV
ANTICORRUZIONE E TRASPARENZA FINANZIARIA
La reputazione di Assoholding si costruisce anche attraverso ciò a cui rinuncia. Un vantaggio ottenuto in modo scorretto non è un vantaggio: è un debito verso chi ha rispettato le regole.
Art. 20 — Integrità nelle relazioni commerciali
I Destinatari non offrono, promettono, erogano o autorizzano, direttamente o tramite terzi, benefici di qualsiasi natura — denaro, beni, prestazioni, agevolazioni, favori — a pubblici funzionari, dipendenti di enti privati o qualsiasi altro soggetto, con l'intento di ottenere un vantaggio indebito. Questo impegno vale in qualsiasi Paese e in qualsiasi contesto. La prassi locale non costituisce mai una giustificazione.
Si discostano dai valori dell'Associazione la partecipazione a cartelli, accordi restrittivi della concorrenza o pratiche collusive, e l'uso di strutture intermediarie allo scopo di aggirare le previsioni del presente Codice o della legge.
Art. 21 — Doni, omaggi e ospitalità
Trovano spazio nei rapporti associativi esclusivamente:
omaggi di modico valore (non superiore a € 150), di uso commerciale corrente, recanti il marchio identificativo;
ospitalità istituzionale proporzionata e rivolta indistintamente ai partecipanti;
contributi a eventi culturali o formativi, documentati e approvati.
Qualsiasi dono al di fuori di questi limiti viene comunicato immediatamente al CIV. Doni in denaro o equivalenti — buoni acquisto, trasferimenti diretti — non trovano spazio in nessuna circostanza.
Art. 22 — Relazioni con la Pubblica Amministrazione
I rapporti con la Pubblica Amministrazione e le autorità di vigilanza sono gestiti esclusivamente dai soggetti autorizzati, nel rispetto della legge e con la massima trasparenza. Si discostano dai valori del Codice: tentare di influenzare funzionari pubblici con promesse di benefici personali; finanziare partiti, movimenti o candidati al di fuori di quanto previsto dalla legge; esercitare indebite pressioni su procedimenti amministrativi o giurisdizionali.
Art. 23 — Antiriciclaggio e trasparenza finanziaria
Le risorse finanziarie dell'Associazione hanno sempre origine lecita e trasparente. I pagamenti avvengono esclusivamente attraverso canali tracciabili verso soggetti identificati. Qualsiasi operazione inusuale o sospetta viene segnalata immediatamente agli organi competenti nel rispetto della normativa vigente in materia di antiriciclaggio.
CAPO V
RISERVATEZZA E PROTEZIONE DELLE INFORMAZIONI
Le informazioni riservate non sono un patrimonio da custodire per convenienza: sono un impegno di lealtà verso chi ce le ha affidate.
Art. 24 — Obbligo di riservatezza
I Destinatari custodiscono con cura le informazioni riservate di cui vengano a conoscenza nell'esercizio delle funzioni associative. L'impegno persiste dopo la cessazione del rapporto. La riservatezza comprende:
informazioni economiche e strategiche relative all'Associazione e alle Associate;
dati personali trattati dall'Associazione;
informazioni confidenziali ricevute nell'ambito di rapporti fiduciari;
deliberazioni non ancora rese pubbliche.
Art. 25 — Abuso di informazioni privilegiate
I Destinatari che abbiano accesso a informazioni privilegiate — nel senso attribuito dalla normativa sui mercati finanziari — si astengono da operazioni su strumenti finanziari cui tali informazioni si riferiscano e da qualsiasi comunicazione non autorizzata. Il presidio informativo è condizione di credibilità sistemica per l'intero ecosistema delle holding italiane.
Art. 26 — Protezione dei dati personali e strumenti associativi
L'Associazione tratta i dati personali nel pieno rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e della normativa nazionale applicabile. I Destinatari che trattano dati per conto dell'Associazione li usano esclusivamente per le finalità documentate; adottano misure di sicurezza adeguate; non li comunicano a terzi in assenza di base giuridica; segnalano tempestivamente qualsiasi violazione.
Gli strumenti e i sistemi messi a disposizione dall'Associazione sono usati per finalità istituzionali. Si discostano dai valori associativi l'uso per finalità personali, la trasmissione di contenuti illeciti o offensivi, l'accesso non autorizzato a sistemi di terzi e la diffusione di strumenti informatici dannosi.
CAPO VI
RAPPORTI CON GLI STAKEHOLDER
La qualità delle relazioni con i propri interlocutori è parte integrante del valore che Assoholding genera. Non si può affermare di tutelare il capitalismo di lungo periodo e poi trattare i propri stakeholder come variabili da ottimizzare.
Art. 27 — Rapporti con le Associate
Assoholding garantisce a ciascuna Associata parità di trattamento, accesso alle informazioni e ai servizi nel rispetto dello Statuto. Non esercita favoritismi. Gestisce con riservatezza le informazioni confidenziali ricevute nell'ambito dei rapporti fiduciari.
Art. 28 — Rapporti con il personale e i collaboratori
Il personale e i collaboratori portano alla relazione lavorativa non solo competenze, ma la propria persona intera — storia, bisogni, aspirazioni. L'Associazione garantisce ambienti di lavoro sicuri, sani e rispettosi della dignità; parità di trattamento e opportunità basate su competenza e merito; crescita professionale attraverso formazione e sviluppo; retribuzioni adeguate nel rispetto dei contratti collettivi. Qualsiasi forma di molestia, discriminazione o abuso di posizione si discosta radicalmente dall'identità di Assoholding.
Art. 29 — Rapporti con fornitori, partner e istituzioni
La selezione di fornitori e partner avviene secondo criteri oggettivi, attraverso procedure trasparenti. I contratti rilevanti, come definiti dalla Politica di Sostenibilità e dalle procedure attuative dell’Associazione, contengono clausole etiche coerenti con il presente Codice. Le relazioni istituzionali sono gestite con trasparenza; le posizioni portate davanti alle istituzioni sono pubblicamente dichiarate. L’Associazione collabora con le autorità di vigilanza in modo leale e costruttivo.
Art. 30 — Comunicazione esterna e responsabilità narrativa
La comunicazione esterna è affidata ai soggetti a ciò autorizzati. Le comunicazioni istituzionali sono veritiere, chiare, complete. Ogni narrativa costruita per coprire pratiche incoerenti — greenwashing, social-washing, governance-washing — si discosta in modo grave dal presente Codice, indipendentemente dall'impatto reputazionale immediato.
CAPO VII
AMBIENTE DI LAVORO, SICUREZZA E INCLUSIONE
Un'organizzazione che non sa prendersi cura di chi la compone non può aspirare a prendersi cura di nient'altro.
Art. 31 — Salute e sicurezza
Assoholding garantisce ambienti di lavoro conformi alle norme vigenti e promuove una cultura della prevenzione. Tutti i Destinatari rispettano le disposizioni applicabili e segnalano tempestivamente condizioni di rischio. La sicurezza non è un adempimento: è la forma minima del rispetto verso chi lavora.
Art. 32 — Parità di opportunità e valorizzazione della diversità
La diversità — di genere, età, provenienza, esperienza, prospettiva — non è un adempimento formale: è una condizione di qualità delle decisioni. Organizzazioni omogenee decidono peggio. Le politiche di selezione, gestione e sviluppo del personale si fondano esclusivamente su competenza, merito e adeguatezza al ruolo.
Art. 33 — Tutela della dignità personale
Assoholding riconosce come incompatibile con la propria identità qualsiasi forma di molestia — sessuale, morale o psicologica — e qualsiasi condotta che leda la dignità della persona. Chiunque sia vittima o testimone è incoraggiato a segnalare al CIV, con la massima tutela nei limiti consentiti dalla legge, dal contraddittorio e dalle procedure applicabili. Chi ricopre ruoli di responsabilità è chiamato a farsi carico delle situazioni di disagio nei propri ambiti, anche quando non direttamente interpellato.
CURA DELLA COMUNITÀ: SEGNALAZIONI E WHISTLEBLOWING
Segnalare una violazione non è un atto di delazione: è un atto di cura verso la comunità di cui si fa parte. Il silenzio di fronte a una violazione certa non è neutralità: è partecipazione passiva alla sua perpetuazione.
Art. 34 — Segnalare è un atto di cura
I Destinatari che vengano a conoscenza di comportamenti in contrasto con il presente Codice, con la legge o con le procedure interne sono incoraggiati a segnalarli attraverso i canali di cui all'art. 35. Per le violazioni che coinvolgono persone in posizione di vulnerabilità o che configurano condotte potenzialmente penalmente rilevanti, la segnalazione diviene espressione di una responsabilità morale condivisa.
La segnalazione in buona fede non costituisce illecito disciplinare e non determina alcuna forma di pregiudizio professionale o personale per il segnalante, indipendentemente dall'esito dell'istruttoria.
Art. 35 — Canali di segnalazione
Le segnalazioni al CIV sono trasmesse attraverso:
posta elettronica dedicata (accesso riservato al CIV), indicata nelle procedure operative dell'Associazione;
piattaforma digitale di whistleblowing con garanzia di anonimato, accessibile dal sito istituzionale;
comunicazione scritta riservata indirizzata al Presidente del CIV presso la sede dell'Associazione.
Il CIV accusa ricevuta entro sette giorni lavorativi e comunica l'avvio o il non avvio dell'istruttoria entro trenta giorni.
Art. 36 — Protezione del segnalante
Assoholding garantisce la massima tutela al segnalante in buona fede, in coerenza con i principi del D.Lgs. 24/2023 e successive modificazioni. Laddove Assoholding non rientri nel perimetro di applicazione obbligatoria della normativa, il presente sistema costituisce adozione volontaria delle relative garanzie come scelta di governo e non come obbligo ex lege. L’identità del segnalante è protetta e non può essere rivelata senza il suo consenso esplicito. Qualsiasi atto ritorsivo costituisce autonoma e grave violazione del Codice. Chi segnala in mala fede risponde delle conseguenze previste.
CAPO IX
IL CUSTODE DELL'IDENTITÀ VALORIALE (CIV)
Il Custode dell'Identità Valoriale non è un organo di compliance. È il presidio dell'anima del Codice: l'organo che garantisce che i valori dichiarati non restino parole sulla carta, che accompagna i Destinatari nelle zone grigie, che custodisce la coerenza tra identità affermata e condotta effettiva.
Art. 37 — Istituzione e composizione
Assoholding istituisce il Custode dell'Identità Valoriale quale organo autonomo e permanente, composto da tre membri:
un membro esterno con comprovata esperienza in etica d'impresa, compliance o diritto, che lo presiede;
un membro eletto dal Consiglio Direttivo tra i propri componenti non esecutivi;
un membro designato dal personale dell'Associazione.
I componenti durano in carica tre anni, rinnovabili per una sola volta, e non possono ricoprire cariche incompatibili con la loro indipendenza.
Art. 38 — Compiti e funzioni
Il CIV:
riceve, valuta e istruisce le segnalazioni di violazione del Codice;
esprime pareri interpretativi su richiesta dei Destinatari o degli organi associativi;
propone revisioni e aggiornamenti del Codice;
predispone la relazione annuale sull'attuazione del Codice;
sovrintende alla formazione dei Destinatari;
formula, all'esito dell'istruttoria in contraddittorio, proposta motivata al Consiglio Direttivo o all'organo associativo competente in merito ai percorsi di rientro e alle misure formali di cui agli artt. 41 e 42;
promuove la cultura etica dell'Associazione attraverso iniziative formative e di riflessione collettiva.
Il CIV istruisce e propone. La deliberazione delle misure formali spetta agli organi associativi competenti secondo statuto, legge e contratto applicabile. Questa distinzione tutela l'autonomia del CIV nella fase istruttoria e garantisce al Destinatario il pieno esercizio del diritto di difesa nelle sedi deliberanti.
Art. 39 — Indipendenza e risorse
Il CIV opera in piena autonomia e risponde direttamente all'Assemblea. È dotato delle risorse necessarie all'esercizio delle proprie funzioni. I Destinatari collaborano lealmente con il CIV e non ostacolano in alcun modo l'esercizio delle sue funzioni. Le richieste di parere preventivo al CIV, formulate in buona fede, sono circostanza valutata favorevolmente nel caso in cui la condotta risultasse successivamente non conforme.
CAPO X
CORREZIONE, RIPARAZIONE E CONSEGUENZE
L'errore fa parte dell'esperienza umana. Assoholding non costruisce questo Codice per eliminare gli errori — impresa impossibile — ma per creare le condizioni in cui un errore possa essere riconosciuto, riparato e superato. Questo Codice privilegia la correzione sulla stigmatizzazione, il rientro sull'esclusione. Le conseguenze formali esistono, ma sono l'ultima risorsa, non il tono dominante.
Art. 40 — Principi del percorso di correzione
Quando si verifica una condotta in contrasto con il Codice, il percorso che si apre ha un orientamento preciso: capire prima di giudicare, riparare prima di sanzionare, reintegrare prima di escludere. Ogni procedimento garantisce:
il diritto del Destinatario di essere ascoltato e di presentare la propria lettura dei fatti entro quindici giorni dalla contestazione;
la motivazione scritta di ogni decisione assunta;
il diritto di ricorso nelle forme previste dallo Statuto.
Il CIV conduce l'istruttoria, valuta la gravità dei fatti e la disponibilità del Destinatario a riconoscere l'accaduto, a riparare il danno causato e a partecipare a un percorso di riallineamento, e formula proposta motivata all'organo deliberante competente. La deliberazione finale spetta all'organo associativo competente secondo statuto e contratto applicabile. Chi manifesta genuinamente disponibilità alla correzione trova nel Codice non un tribunale, ma una comunità disposta ad accoglierlo di nuovo.
Art. 41 — Il percorso di rientro
Per la grande maggioranza delle situazioni — quelle in cui il danno non è grave e irreversibile e la disponibilità a correggere il corso è genuina — il CIV propone un percorso di rientro che può includere:
il riconoscimento formale della violazione e le scuse nei confronti dei soggetti lesi, nelle forme più adeguate al contesto;
la partecipazione a un percorso formativo specifico sull'area valoriale in cui si è verificata la violazione;
il risarcimento del danno causato, anche nella forma di contribuzione a progetti di interesse associativo;
un periodo di affiancamento e supervisione rafforzata da parte del CIV.
Art. 42 — Misure formali
Le misure formali sono deliberate dall'organo associativo competente — Consiglio Direttivo o Assemblea, secondo la natura del caso e quanto previsto dallo Statuto — su proposta motivata del CIV all'esito dell'istruttoria in contraddittorio. Il CIV non è organo deliberante in merito alle misure formali: è organo istruttore e propositivo. Questa distinzione è presidio di indipendenza dell'istruttoria e garanzia per il Destinatario.
Nei confronti del personale dipendente, su proposta del CIV e delibera del Consiglio Direttivo:
richiamo scritto e avvio di un percorso di riallineamento, per condotte minori;
sospensione temporanea, per situazioni significative o reiterate nonostante l'intervento del CIV;
risoluzione del rapporto, per situazioni gravi e incompatibili con la prosecuzione del rapporto fiduciario, nel rispetto del contratto collettivo applicabile e della legge.
Nei confronti di collaboratori, consulenti e professionisti, su proposta del CIV e delibera del Consiglio Direttivo:
risoluzione del contratto per inadempimento; esclusione dalle future collaborazioni.
Nei confronti delle Associate, su proposta del CIV:
segnalazione formale del Consiglio Direttivo e accompagnamento verso la correzione;
sospensione temporanea dai servizi associativi, deliberata dal Consiglio Direttivo nelle situazioni più gravi;
risoluzione del vincolo associativo, deliberata dall'Assemblea, come extrema ratio e solo quando ogni altra strada si sia rivelata impraticabile, ai sensi dello Statuto.
Nei confronti dei componenti degli organi associativi, su proposta del CIV:
segnalazione formale al Consiglio Direttivo o all'Assemblea, secondo la carica ricoperta;
proposta di revisione dell'incarico, deliberata dall'organo competente, nei casi in cui la prosecuzione risulti incompatibile con i valori del Codice.
Le misure previste dal presente Codice si applicano indipendentemente da eventuali azioni che autorità esterne possano intraprendere per i medesimi fatti.
CAPO XI
FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO
Un Codice non si applica semplicemente: si abita. La formazione non è trasmissione di regole — è coltivazione di una cultura.
Art. 43 — Formazione e cultura etica
Assoholding garantisce che tutti i Destinatari siano adeguatamente formati sul Codice e sulle procedure che ne costituiscono attuazione. La formazione è prevista per il personale all'atto dell'assunzione e periodicamente rinnovata; per i componenti degli organi all'atto della nomina; per le Associate attraverso programmi dedicati del CIV. È documentata e il relativo registro è conservato dall'Associazione.
La formazione non è trasmissione di regole: è coltivazione di una cultura. Il CIV dota i programmi formativi di contenuti che sviluppino la capacità di ragionamento etico autonomo, non solo la conoscenza degli standard attesi.
Art. 44 — Revisione periodica del Codice
Il Codice è soggetto a revisione almeno triennale, ovvero ogni qual volta intervengano significative modifiche normative o delle best practice. Le revisioni sono proposte dal CIV e approvate dal Consiglio Direttivo, previa consultazione degli Associati. La versione vigente è pubblicata sul sito istituzionale e notificata a tutti i Destinatari.
CAPO XII
DISPOSIZIONI FINALI
Ogni architettura ha una chiave di volta. Qui è la coerenza: tra ciò che questo Codice afferma e ciò che chi lo sottoscrive sceglie di fare ogni giorno.
Art. 45 — Entrata in vigore
Il presente Codice entra in vigore dalla data della sua approvazione da parte del Consiglio Direttivo e sostituisce ogni precedente documento di analoga natura adottato dall'Associazione.
Art. 46 — Dichiarazione di adesione e norma di chiusura
I componenti degli organi associativi, il personale dipendente e i principali collaboratori sottoscrivono la Dichiarazione di Adesione Personale (Allegato B) all'atto dell'inizio del rapporto e in occasione di ogni revisione sostanziale del Codice. La firma non è un adempimento: è il momento in cui l'impegno collettivo diventa scelta personale.
In caso di dubbio interpretativo, i Destinatari sono incoraggiati a richiedere un parere preventivo al CIV prima di adottare la condotta in questione. Il dubbio condiviso è già un atto di integrità. Per quanto non previsto si applicano le norme di legge e le disposizioni dello Statuto associativo vigente.
Ogni generazione riceve un'eredità che non ha scelto.
Ogni generazione lascia un'eredità che non vedrà.
In questo spazio di responsabilità non reciproca si rivela l'etica nella sua forma più pura.