Convegni

La nuova frontiera del finanziamento all’impresa (i “mini bond”) – ROMA – INVITO

Programma Mini Bond ROMA

Roma, 10 giugno 2014
Aula Magna
Università Niccolò Cusano
Via Don Carlo Gnocchi, 3

Oggi il reperimento delle risorse economiche e finanziarie per favorire l'indispensabile sviluppo dell’impresa è diventato estremamente difficile dal momento che le banche hanno ristretto fortemente il credito. D’altra parte le imprese italiane storicamente hanno preferito accedere al capitale di debito, piuttosto che al capitale di rischio e tale comportamento delle banche ha destabilizzato questo sistema di finanziamento. E però indispensabile per lo sviluppo poter cogliere le opportunità che il mondo oggi presenta e sfuggire ai rischi della decrescita, disponendo di  risorse economiche adeguate alla realizzazione di progetti innovativi e di introduzione nei mercati certamente non più soltanto domestici.

In questo incontro Assoholding si propone di indicare e analizzare le modalità di reperimento delle risorse finanziarie per la continuità profittevole dell’impresa e la protezione del patrimonio, nonché approfondire il rapporto costi-benefici dell'adozione dei diversi strumenti con particolare attenzione ai "Mini bond".

I  MINI BOND

I mini bond sono oggetto di attenzione da parte del mondo economico e del nostro legislatore. Va tuttavia sottolineato che, nonostante questo, ad oggi la loro emissione è ancora operazione complessa, poiché si frappongono resistenze culturali ed economiche. Inoltre i costi di valutazione del rating sono troppo elevati e, di conseguenza, anche la remunerazione del capitale è ancora alta: dal 7 al 9% per le prime emissioni. La strada dovrebbe essere quella della possibilità di cartolarizzare questi debiti sia da parte dei gruppi bancari che dei gruppi finanziari. Secondo alcuni studi le imprese che potranno sfruttare le agevolazioni fiscali offerte dal decreto “Destinazione Italia” potrebbero essere non più di  10.000; tuttavia una riflessione va fatta, poiché finora le emissioni agevolate non sono state più di una ventina. Va tenuto inoltre presente che sono escluse da questo percorso agevolato tutte le mini imprese con meno di dieci dipendenti e che non superano un fatturato di 5 milioni, nonché le Srl che possono emettere solo titoli di debito. Queste ultime, che rappresentano il 95% del tessuto imprenditoriale del nostro paese, sono quelle che soffrono maggiormente per il credit crunch. Si dovrebbe pertanto iniziare a parlare anche di micro bond. Infine, quanto ai sottoscrittori, anche se la liquidità non manca, l’interesse appare ancora limitato. Uno sbocco potrà sicuramente essere rappresentato dalla possibilità di  far sottoscrivere bond direttamente dal mercato retail, attraverso un sistema di tutela del rischio dei risparmiatori sotto il controllo dei private bankers, che potrebbero inserire nei relativi portafogli investimenti in bond per non più di una determinata percentuale. Da ultimo non dovrebbe essere sottovalutata l’imminente disposizione relativa all’aumento della ritenuta dal 20 al 26% la quale aumenterebbe il gap tra i soggetti cosiddetti “lordisti” non assoggettati a ritenuta e i “nettisti” verso i quali la remunerazione di questo tipo di investimento si riduce.