• 19 Gen 2021
  • Categories:

Di seguito tutte le risposte alle domande pervenute sul tema della Dac6.

Quesito n. 1: Sì, se l’operazione deve essere comunicata; 
Quesito n. 2A: Sì; 
Quesito n. 2B: Sì.
Ove non vi sia nulla da dover comunicare la comunicazione non è dovuta.

L’obbligo sussiste solo ove si riscontri la sussistenza degli elementi distintivi che risultino positivi all’ MBT Test, dunque, tale valutazione dovrà essere effettuata in concreto mediante una valutazione documentale più approfondita.
No.

Se la comunicazione ai fini Dac6 è già stata effettuata in altro paese, nell’eventuale nuova comunicazione all’Agenzia delle Entrate bisognerà ripetere lo stesso numero identificativo già attribuito al meccanismo dall’altra amministrazione finanziaria.
Non è la detenzione di partecipazioni in società estere a far scattare l’obbligo di comunicazioni ai fini Dac6 ma la sussistenza degli elementi distintivi specifici o generici e la loro positività all’MBT Test. 
Si consiglia pertanto una valutazione più approfondita.
No.
Da verificare mediante una due diligence.
La comunicazione può essere effettuata da tutti i soggetti obbligati. Nel caso sia già stata resa dalla holding e venga ripetuta dalla società operativa quest’ultima dovrà effettuare la comunicazione inserendo il numero identificativo attribuito al meccanismo durante la prima comunicazione. Si ricorda infatti che il soggetto che effettua per primo la comunicazione e riceve il numero identificativo è tenuto a comunicare agli altri soggetti interessati il medesimo numero senza indugio.
Per quanto concerne gli obblighi Dac6, a seguito di Brexit, UK resta parte esonerata.
Se non sussistono operazioni trasfrontaliere, la comunicazione non è tenuta. 
Ai fini Dac6 non sono previste comunicazioni negative come per il CRS o il FATCA, pertanto ove non sussistano elementi da comunicare, la comunicazione non è dovuta.
Per ciascun meccanismo non comunicato, anche perché, in tal caso, si ritiene che ogni meccanismo vada comunicato separatamente.
Per quanto riguarda il primo quesito, se i calcoli che ci avete rappresentato sono corretti, confermiamo che non sussiste l’obbligo di comunicazione risultando il test del beneficio fiscale di molto inferiore al 50%. 
Per quanto concerne invece il secondo quesito, si ritiene per continuità vada comunicato. 
Per quanto riguarda la prima situazione rappresentata si raccomanda, in ogni caso, di conservare tutta la documentazione.
Affinché un meccanismo possa considerarsi rilevante ai fini della comunicazione lo stesso deve riguardare l’Italia e una o più giurisdizioni estere (da intendersi gli Stati UE e le giurisdizioni extra-UE).