• 29 Dic 2020
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A breve saranno disponibili tutte le risposte alle domande pervenute durante la trasmissione del webinar.

La base imponibile Irap è calcolata sommando la componente commerciale (determinata sulla base delle regole ordinarie riguardanti le società di capitali) e la componente finanziaria (determinata dalla differenza tra interessi attivi e proventi assimilati e gli interessi passivi e oneri assimilati). I dividendi percepiti dalle holding non rientrano nelle due componenti sopra citate e, pertanto, non sono inclusi nel calcolo dell’Irap.
No.
Per il calcolo della prevalenza si devono considerare:

- Le partecipazioni;
- I finanziamenti alle partecipate;
- Obbligazioni del gruppo;
- Cash pooling.

il test della prevalenza è superato se la somma delle voci sopra indicate è più del 50% dell’attivo patrimoniale.
Nel quesito posto, i semplici impieghi di disponibilità liquide, si devono considerare nell’attivo, ma non rientrano nel calcolo del test di prevalenza.
Ciò che conta sono solo i ricavi. Né le plusvalenze, né i dividendi, né i proventi finanziari sono ricavi. Pertanto non si compila il campo multiattività.
Sì, in quanto il presupposto del concordato preventivo in continuità - sia essa diretta o indiretta - è la presenza di uno stato di crisi e non di insolvenza. In quest’ottica, l’operazione Vanilla Notes potrebbe rappresentare un’opportunità per avere maggiore liquidità ai fini del concordato stesso.
La fattispecie sembrerebbe configurare un’operazione occasionale e non un rapporto continuativo. Ciò posto, non appare configurarsi un rapporto rilevante per la normativa CRS, mentre rileva per la segnalazione come operazione extra-conto all’Archivio dei rapporti finanziari.
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta alla consulenza giuridica n.956-22/2020, le società semplici rientrano tra i soggetti obbligati alle comunicazioni all’Archivio dei rapporti finanziari in base alla normativa ATAD. Pertanto, si applicano le stesse regole di prevalenza ad esempio previste per le società holding costituite nella forma di società di capitali.
La messa in liquidazione della società non rileva, vale a dire nel senso di escludere l’adempimento, per la normativa CRS, essendo sufficiente, perché vi sia l’obbligo, la sussistenza delle condizioni di prevalenza finanziaria previste dal DM 25.12.2015.
I riferimenti normativi sono: per l’archivio dei rapporti: art. 10, comma 10 del decreto legislativo n. 141/2010 come modificato dal decreto ATAD; per FATCA si applica l’art. 1, n. 5 lettera e) del DM 6 agosto 2015; per CRS/DAC2 l’art. 1, comma 1, lettera h) del DM 28 dicembre 2015.
Se la società possiede i requisiti di prevalenza previsti dall’art. 1, lettera h) del DM 28 dicembre 2018 è una entità di investimento rientrante tra i soggetti obbligati alla normativa CRS. La prevalenza deve essere posseduta per un triennio, secondo la media calcolata nell’intero periodo. Per FATCA la normativa è leggermente diversa, richiedendo l’ulteriore requisito dell’expanded affiliated group come previsto dal combinato disposto dell’art. 1, n. 5 lettera e) e dall’art. 6 del DM 6 agosto 2015.

I D.M. FATCA e CRS non tipizzano i rapporti oggetto di comunicazione. Tuttavia, dalle istruzioni emanate dall’Agenzia e tenendo conto che sono rilevanti per la normativa in parola, i pagamenti di interessi, dividendi e capital gain i rapporti tipici che le holding comunicano sono :
- PARTECIPAZIONI (valore e importo dei dividendi pagati o ricavo lordo in caso di vendita)
- FINANZIAMENTI RICEVUTI DAI SOCI O DA TERZI CON INTERESSI PAGATI
- OBBLIGAZIONI/TITOLI EMESSI DALLA HOLDING E SOTTOSCRITTI DA NON RESIDENTI O PARTECIPATE ESTERE
- CASH POOLING SE DIVERSO DALLA TIPOLOGIA “ZERO BALANCE” e preveda il pagamento di interessi alle partecipate.

In generale, sia per gli interessi che per i dividenti vanno comunicati i pagamenti effettuati, quindi quelli effettuati dalla holding. Non rileva il possesso di conti esteri, bensì la circostanza di avere soci o altri soggetti a cui la holding effettua pagamenti che siano residenti all’estero, ovvero siano società passive con titolari effettivi esteri.
Se i soci italiani non sono qualificabili come società passive (Passive NFE) e non abbiano titolari effettivi residenti all’estero, la comunicazione sarà negativa. Lo stesso nel caso in cui non siano stati effettuati pagamenti di redditi finanziari in favore della partecipata francese.
La domanda non è chiara, in quanto normalmente la comunicazione dei saldi avviene con il flusso annuale di tipo 3. In ogni caso, per le tipologie di rapporti che prevedono la comunicazione dei saldi essa è dovuta entro la scadenza prevista dai provvedimenti dell’Agenzia (15 febbraio dell’anno successivo, ovvero entro il 30 giugno per l’anno corrente riferito ai dati del 2019). Se i saldi non sono stati ancora inviati dopo la scadenza, si riceverà un esito di omessa comunicazione al quale si risponderà con un flusso straordinario di tipo 2-2 aggiornamento.
La norma da applicare in caso di omessa comunicazione dei dati all’Archivio dei rapporti, FATCA e CRS-DAC2 è l’art. 10 del decreto legislativo n. 471/1997. Tale norma è, infatti, richiamata dalla legge n. 95/2015 in materia di scambio internazionale di informazioni finanziarie.
Non è specificato a quale normativa fa riferimento, se Archivio dei rapporti o CRS. Nel primo caso, presumendo che si tratti di una dilazione, non va effettuata alcuna comunicazione, basterà comunicare la chiusura del rapporto entro il mese successivo.

Nel caso del CRS vale la regola di comunicazione al 31/12 delle informazioni relative ai pagamenti effettuati nell’anno, sommando i valori a prescindere dalla data di cessazione del rapporto.
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta del 10 luglio 2020, il pooler comunica i dati del cash pooling soltanto se sia a sua volta un soggetto tenuto alla comunicazione all’Archivio, avendo la prevalenza finanziaria richiesta dall’art. 10, comma 10 del decreto legislativo n. 141/2020. Pertanto, se trattasi di società commerciali l’obbligo non dovrebbe sussistere.
Il suo ragionamento è corretto.
La normativa in materia di monitoraggio fiscale sia art. 1 che art. 2 del d.l. 167/1990 riguarda gli intermediari tenuti agli obblighi di registrazione delle operazioni ai fini antiriciclaggio e del titolare effettivo. Essi sono espressamente richiamati dall’art. 2 del d.l. n. 167/1990, pertanto, le captive non pare che siano comprese.
Nessun soggetto deve effettuare la comunicazione se non ha i requisiti di prevalenza previsti per essere obbligati alla comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari.
Soltanto se la società pooler abbia i requisiti di prevalenza previsti per essere obbligati alla comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari.
Si presume che trattasi di holding prevalente ai sensi dell’art. 10, comma 10, del decreto legislativo n. 141/2010. In questo caso dovrà iscriversi al REI indagini finanziarie con il codice operatore 05. Qualora abbia anche la prevalenza ai fini CRS e/o FATCA dovrà barrare anche la casella REI FATCA-CRS. Qualora abbia soltanto la prevalenza ai fini FATCA e CRS si iscriverà indicando il codice operatore 29.
L’Agenzia delle Entrate, nella risposta alla consulenza giuridica ha precisato che la comunicazione dei rapporti per le società semplici che ancora non lo avessero fatto andava svolta entro un mese dalla pubblicazione del chiarimento, vale a dire entro il 31 luglio 2020. Per le comunicazioni successive (ad es. acquisto di nuove partecipazioni e cessione) vale la regola della comunicazione entro il mese successivo.

Con riferimento alle società semplici preesistenti, che a seguito della verifica diventino prevalenti, in assenza di indicazioni specifiche e non essendo prevista l’approvazione di un bilancio ma di un rendiconto, si può ritenere per analogia di trattamento rispetto alle società commerciali, che la comunicazione dei dati debba essere effettuata al più tardi entro il 31 maggio, vale a dire entro 30 giorni dal termine di approvazione ordinaria del bilancio di esercizio, secondo il codice civile.
Deve compilare il modello ISA (cod 68.20.01). Nei modelli ISA ciò che conta sono solo i ricavi: né le plusvalenze, né i dividendi, né i proventi finanziari sono ricavi. Pertanto non si compila il campo multiattività.
Per verificare se il soggetto è da considerarsi una holding bisogna usare il metodo della prevalenza secondo il nuovo art. 162-bis, commi 2 e 3 del TUIR. Questa prevede che bisogna andare ad analizzare il valore delle partecipazioni e degli altri proventi immobiliari sul totale dell’attivo, i quali devono essere superiori al 50%per configurarsi una holding. Nel caso specifico, la SAS non è da considerarsi una holding in quanto la somma delle attività derivanti da partecipazioni e dividendi da incassare risulta essere inferiore rispetto al 50% dell’attivo patrimoniale.
Presumendo trattasi di una società con attività finanziaria prevalente sarà tenuta:
a) alla comunicazione all’Archivio dei rapporti
b) se la società possiede i requisiti di prevalenza previsti dall’art. 1, lettera h) del DM 28 dicembre 2018 è una entità di investimento rientrante tra i soggetti obbligati alla normativa CRS. La prevalenza deve essere posseduta per un triennio, secondo la media calcolata nell’intero periodo.
c) per FATCA la normativa è leggermente diversa, richiedendo l’ulteriore requisito dell’expanded affiliated group come previsto dal combinato disposto dell’art. 1, n. 5 lettera e) e dall’art. 6 del DM 6 agosto 2015.
Gli adempimenti sono i seguenti:
a) comunicazione della PEC al registro elettronico degli indirizzi per le indagini finanziarie
b) comunicazioni mensili all’Archivio dei rapporti delle partecipazioni. Se la società non ha altre tipologie di rapporti, non è dovrà effettuare la comunicazione dei saldi annuali in quanto non è prevista dalla normativa l’invio dei dati contabili delle partecipazioni.
Per il CRS si prescinde dalla normativa ATAD, essendo sufficiente che la società possieda i requisiti di prevalenza previsti dall’art. 1, lettera h) del DM 28 dicembre 2018 e sia qualificabile come entità di investimento rientrante tra i soggetti obbligati alla normativa. La prevalenza deve essere posseduta per un triennio, secondo la media calcolata nell’intero periodo.
A nostro avviso la società è holding pura e in quanto tale nasce obbligata già al momento della costituzione. Finché non avrà partecipazioni o altri rapporti delle tipologie specificate nella Circolare 18/E2007 e nelle FAQ dell’Agenzia, l’unico adempimento è quello di iscrizione al REI. Il finanziamento soci, tuttavia, rientra tra i rapporti oggetto di comunicazione.
L’Agenzia delle Entrate, nelle FAQ e nella Circolare 18E/2007, ha specificato quali sono i finanziamenti rilevanti oggetto di comunicazione. Quindi, fatta eccezione per le obbligazioni, per i finanziamenti rilevano le sole tipologie ivi specificate.
La base imponibile IRAP per gli intermediari finanziari è’ determinata in stretta derivazione dai bilanci redatti con gli schemi di Banca d’Italia in GU 10 agosto 2018 (co. da 1 a 8). Gli interessi passivi sono deducibili nella misura del 96% del loro ammontare, mentre per Società di partecipazione non finanziaria e assimilati è determinata con le stesse regole delle imprese industriali e commerciali (art. 5, D. Lgs. n. 446/1997), ma aggiungendo la differenza tra gli interessi attivi e proventi assimilati e gli interessi passivi e oneri assimilati
Si compila ISA (cod 68.20.01). il campo multiattività non deve essere redatto.
Qualora l’importo dell’eccedenza del rendimento nozionale ai fini ACE e delle perdite fiscali dovesse essere superiore rispetto al 20% del valore nominale dei crediti ceduti, il valore massimo delle perdite e/o ACE su cui calcolare le DTA trasformabili in credito d’imposta sarà pari proprio al 20% del valore nominale dei crediti.

Ad esempio, se il valore nominale dei crediti ceduti è di 1 milione € e l’ammontare delle perdite fiscali pregresse è di 300 mila €, allora il limite delle perdite fiscali su cui calcolare le DTA sarà di 200 mila €, a cui corrispondono delle DTA pari a 48 mila € per le società commerciali (interamente trasformabili in credito d’imposta).

La invitiamo comunque a scaricare il tool di calcolo di Vanilla Notes al fine di verificare concretamente i vantaggi ottenibili dall’operazione
La risposta sarà disponibile a breve.
Per il CRS si prescinde dalla normativa ATAD, essendo sufficiente che la società possieda i requisiti di prevalenza previsti dall’art. 1, lettera h) del DM 28 dicembre 2018 e sia qualificabile come entità di investimento rientrante tra i soggetti obbligati alla normativa. La prevalenza deve essere posseduta per un triennio, secondo la media calcolata nell’intero periodo.

Per FATCA la normativa è leggermente diversa, richiedendo l’ulteriore requisito dell’expanded affiliated group come previsto dal combinato disposto dell’art. 1, n. 5 lettera e) e dall’art. 6 del DM 6 agosto 2015.
Se la società possiede i requisiti previsti (tra cui quello dell’expanded affiliated group) dal combinato disposto dell’art. 1, n. 5 lettera e) e dall’art. 6 del DM 6 agosto 2015 è un soggetto tenuto agli obblighi. Primo tra tutti quello di iscrizione al portale IRS e all’assegnazione conseguente del GIN, ovvero di comunicazione al REI FATCA/CRS della casella PEC. Nel caso in cui non vi siano dati da comunicare non deve comunicare nulla, non è infatti prevista per FATCA la comunicazione negativa.
Con la richiesta di consulenza giuridica 956-22/2020 l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che anche le società semplici sono tenute agli obblighi comunicativi all’Anagrafe Rapporti. Ciò posto, la verifica di prevalenza sarà svolta sulla base delle informazioni a disposizione degli organi sociali ad esempio un rendiconto, non essendovi un bilancio da redigere secondo le formalità previste dal codice civile.
Non è chiara la domanda. Se la holding possiede i requisiti di prevalenza previsti dall’art. 1, lettera h) del DM 28 dicembre 2018 e sia qualificabile come entità di investimento rientra tra i soggetti obbligati alla normativa. Qualora non vi siano rapporti o pagamenti verso soggetti residenti all’estero resta comunque l’obbligo della comunicazione di assenza dati da comunicare.
E’ possibile. Dovrebbe essere sufficiente effettuare un invio indicando i soli obblighi cui l’ente è tenuto. Per le modalità tecniche può chiedere ad Assoholding.
La risposta sarà disponibile a breve.
Se il valore della partecipazione iscritta in bilancio è maggiore del 50% del totale dell’attivo patrimoniale, la srl è da ritenere holding e dovrà effettuare tutti i consequenziali adempimenti.
La verifica della prevalenza prescinde dall’approvazione del bilancio, qualora i relativi termini siano scaduti. Si farà riferimento, in questo caso, al progetto di bilancio. Le sanzioni sono da 2000 a 21.000 euro secondo quanto previsto dall’art. 10 del decreto legislativo n. 471/1997. E’ possibile effettuare il ravvedimento operoso.
Sì, la cessione può avvenire nei confronti di qualsiasi soggetto. Tuttavia, al fine di sfruttare al meglio sia i benefici dell’art. 55 che la potenzialità dei crediti ceduti, risulta molto conveniente cedere i crediti ad una società veicolo di cartolarizzazione.
No.
Se la holding è pura ovvero fa esclusivamente acquisizioni di partecipazioni deve iscrivere la pec al REI entro 30 giorni dalla costituzione mentre se risulta mista deve attendere il primo bilancio. La sanzione è 1/8 del minimo di euro 2.000,00 quindi euro 250,00 entro un anno dall’omissione oppure 1/7 entro due anni dall’omissione. Codice tributo 8911.
Sì.
Il ravvedimento è oltre un anno dall'omissione, pertanto è 1/7 del minimo (2000) ovvero entro i due anni. Il codice tributo è 8911.
Le garanzie e gli impieghi vanno conteggiati ai sensi dell'art 162 bis tuir. Nel 50% del totale dell'attivo patrimoniale sono quindi inclusi gli impegni ad erogare fondi e le garanzie rilasciate.
L'esclusione dell'obbligo di comunicazione ai fini CRS, anche se si tratta di una Holding industriale, deve, come dispone la norma di riferimento, essere verificato in concreto mediante una verifica sugli ultimi tre bilanci. Sarebbe, altresì opportuno poter disporre di un partecipogramma.
Con riferimento alla Holding, l'obbligo di comunicazione ai fini CRS deve essere verificato mediante un'analisi dei bilanci. A tal fine la norma prescrive che venga effettuata una due diligence per la quale è necessario poter disporre degli ultimi 3 bilanci e di un partecipogramma.

Per quanto riguarda la Subholding, in base alle caratteristiche descritte, non sembra soggetta agli adempimenti, ma in ogni caso al fine di poter escludere con certezza l'obbligo di comunicazione all'Agenzia delle Entrate, anche in questo caso, sarebbe opportuno, condurre una verifica più approfondita sui bilanci della società.

Per quanto riguarda il regime sanzionatorio si applica la sanzione amministrativa prevista per la violazione degli obblighi degli operatori finanziari di cui all’art. 10, comma 1-bis del DLGS n. 471/1997: si tratta di una sanzione compresa tra i 2.000 ed i 21.000 euro che è la medesima prevista per le segnalazioni alla Anagrafe Tributaria. La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione avviene entro i quindici giorni successivi al termine previsto per la scadenza.
Il cash pooling è un rapporto comunicato autonomamente dalla holding anche se appoggiato su altro intermediario finanziario.

Se il pool leader non è obbligato l'adempimento lo farà la pooler secondo quanto indicato dall'agenzia delle entrate in base ai dati in suo possesso. Si tenga presente che la comunicazione dei flussi non è retroattiva pertanto parte dell’anno in corso.
Il requisito patrimoniale va verificato sul bilancio 2019 ma necessitiamo di chiarimenti per una risposta completa.

Base imponibile IRAP è determinata con le stesse regole delle imprese industriali e commerciali (art. 5, D. Lgs. n. 446/1997), ma aggiungendo la differenza tra gli interessi attivi e proventi assimilati e gli interessi passivi e oneri assimilati (co.9). Se viene superato il test di prevalenza, applicherà l’’aliquota IRAP maggiorata (dal 4,65% al 5,57% a seconda delle Regioni) essendo applicabile a tutti i soggetti di cui all’articolo 6 del D. Lgs. 446/97.
Una società di persone o altra entità trasparente è considerata holding company se la sua attività principale consiste nella detenzione di oltre il 50% dei diritti di voto e del valore delle quote o azioni di una o più società controllanti uno o più Expanded Affiliated Group.
Appare determinante quanto da voi riportato circa la non qualificabiltà della società di persone come una holding tenuta agli obblighi FATCA. In questo caso la società non rientra tra i soggetti obbligati, pertanto, non deve effettuare alcun adempimento ai fini FATCA, non essendo prevista neanche la comunicazione negativa.
Eventualmente potrà essere oggetto di comunicazione da altro intermediario se qualificabile come Passive NFE.
Si conferma che la società SNC non ha obblighi se non quelli indicati da Voi in coda. Ciò in quanto l'amministrazione del patrimonio è riconducibile al solo investimento di liquidità che non fa sorgere il presupposto per essere qualificata quale intermediario finanziario o non finanziario.