• 07 Ott 2021
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Di seguito tutte le risposte alle domande pervenute durante e dopo il webinar

Sulla base delle informazioni fornite, l’operazione non sembrerebbe presentare caratteri elusivi in quanto giustificata da una rilevante ragione extra-fiscale quale il riassetto societario (cfr. risposta ad interpello n. 138 del 13 maggio 2019). Chiarito ciò, risulta applicabile l’art. 177, co. 2, TUIR in quanto, a seguito del conferimento di partecipazioni in piena proprietà, la conferitaria deterrà il controllo di diritto della società oggetto di scambio ex art. 2359, co. 1, n. 1, del Codice civile. In questa circostanza, l’operazione potrà godere di un regime di neutralità fiscale nell’ipotesi in cui, per effetto del conferimento, l’aumento del patrimonio netto della Holding H (aumento di capitale e sovrapprezzo) equivalga al valore fiscalmente riconosciuto della partecipazione scambiata da X. Attenzione alla determinazione del costo fiscalmente riconosciuto: per i conferimenti minusvalenti l’Agenzia ha negato l’applicazione del realizzo controllato qualora questi non siano giustificati da un effettivo minor valore di mercato (cfr. principio di diritto n.10/2020). L’operazione alternativa non è consigliata.
Sulla base delle informazioni ricevute l’Associazione conferma quanto da Lei riscontrato. Infatti, secondo l’art. 167 TUIR, in caso di soggetti controllati non residenti che, in modo congiunto, siano: a) assoggettati a tassazione effettiva inferiore alla metà di quella a cui sarebbero stati soggetti qualora residenti in Italia e b) i cui proventi rientrino per oltre un terzo nelle categorie di cui ai punti da 1 a 7 del comma 4 (i.e. interessi, canoni o qualsiasi altro reddito generato da attivi finanziari), per tali soggetti, controllati e non residenti, gli utili distribuiti non concorrono alla formazione del reddito dei soggetti di cui al comma 1 (persone fisiche) fino a concorrenza dei redditi assoggettati a tassazione ai sensi del comma 8, ovvero in proporzione alla quota di partecipazione agli utili del soggetto controllato non residente da essi detenuta, direttamente o indirettamente.
Sulla base delle informazioni fornite, la società si qualifica come holding non finanziaria ex art. 162-bis, co. 3, TUIR, in quanto non rilevano i crediti commerciali e i meri impieghi di liquidità iscritti nel circolante. Con riferimento all’oggetto sociale, nel caso in cui l’attività indicata sia continuativa, è opportuno ampliare l’oggetto sociale. In ultimo, sulla base della qualifica di holding non finanziaria, la Società sarà tenuta all’iscrizione all’Anagrafe tributaria. CRS e FATCA
L’esercizio in via prevalente di attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari sussiste, quando, in base ai dati del bilancio approvato relativo all’ultimo esercizio chiuso, l’ammontare complessivo delle partecipazioni in detti soggetti e altri elementi patrimoniali intercorrenti con i medesimi, unitariamente considerati, sia superiore al 50% del totale dell’attivo patrimoniale. Ai fini del test di prevalenza sulla società A bisogna considerare che, in via generale, rilevano oltre alle partecipazioni, anche i cash poolig di tipo notional, mentre non rilevano i crediti per attività commerciali verso il gruppo. Dunque, nel caso di specie, bisogna verificare il tipo di cash pooling in essere e, in caso questo non fosse di tipo notional, se tale credito possa essere considerato di tipo commerciale, ancorché sulle giacenze del c/c accentrato in capo a B non maturano interessi, ovvero se iscritto tra le immobilizzazioni e nell’attivo circolante.
Le quote/azioni di partecipazioni in fondi comuni di investimento risultano assimilabili ai titoli in serie o di massa indicati dall’art. 85, co. 1, lett. e), del TUIR, in quanto esse non hanno natura partecipativa e pertanto sono distinte dalle partecipazioni (cfr. C.M. n. 165/98 e n. 207/99). Tali asset dovranno essere indicati nel rigo RS117, colonna 1, anche se non rientrano fra i beni al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa. Con riferimento alla seconda domanda, il valore da indicare è quello fiscale, pari al costo storico, come indicato dall’art. 110 del TUIR e dovrà essere ragguagliato in base al periodo di possesso. Ad esempio, se il valore fiscale è 100 ed il titolo è stato venduto in data 01/07/2020 (183° giorno dell’anno 2020), il valore fiscale sarà calcolato come 100 * (183/366). Questo sarà il valore da considerare per il periodo d’imposta 2020 che concorrerà alla media aritmetica del triennio su cui applicare la percentuale di redditività.
In tema di realizzo controllato, evidenziamo come la posizione dell’Agenzia delle Entrate sia quella di disapplicare il regime ex art. 177, co. 2, TUIR nell’ipotesi in cui la conferitaria sia una società di persone, in quanto, con riferimento all’ambito soggettivo del co. 2, ritiene valgano le stesse condizioni individuate dal comma 1 del medesimo articolo, riguardante la permuta di partecipazioni. Tale interpretazione è comunque oggetto di discussione in quanto, dalla lettura del comma 2 dell’art. 177, non sembrerebbero esserci limitazioni circa il tipo societario della conferitaria. Chiarito ciò, a parere della Scrivente, l’operazione di trasformazione non può comunque presentare caratteri elusivi in quanto legata a ragioni extra-tributarie e civilistiche non marginali. In linea generale, comunque, l’art. 177, co. 2, TUIR è applicabile se, a seguito del conferimento di partecipazioni in piena proprietà, la conferitaria deterrà il controllo di diritto delle società scambiate ex art. 2359, co. 1, n. 1, del Codice civile. In questa circostanza, l’operazione presentata potrà godere di un regime di neutralità fiscale nell’ipotesi in cui, per effetto del conferimento congiunto (uno-actu) da parte delle persone fisiche, l’aumento del patrimonio netto della Holding A (aumento di capitale e sovrapprezzo) equivalga al valore fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni scambiate dai soci persone fisiche. Attenzione alla determinazione del costo fiscalmente riconosciuto: per i conferimenti minusvalenti l’Agenzia ha negato l’applicazione del realizzo controllato qualora questi non siano giustificati da un effettivo minor valore di mercato (cfr. principio di diritto n.10/2020).
Ai fini del test di prevalenza, per stabilire a maggio 2022 se la Società nell’esercizio 2021 sia da qualificare come holding di partecipazioni ex art. 162-bis del TUIR, si dovranno prendere in considerazione i valori contabili risultanti dal bilancio 2021, a prescindere dalla formale approvazione dello stesso.
Ai fini del test di prevalenza sono da prendere in considerazione i valori di bilancio.
Con le dovute differenze, quali ad esempio le partecipazioni inizialmente iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie ovvero i crediti per attività finanziarie intercorrenti con le partecipate, in linea di massima gli elementi iscritti nell’attivo circolante non rilevano al “numeratore”.
No, sulla base delle indicazioni fornite, la Società non si qualifica quale holding ex art. 162-bis del TUIR.
Il valore da indicare nel rigo RS117, colonna 1, del Modello Redditi è quello fiscale come indicato dall’art. 110 del TUIR e dovrà essere ragguagliato in base al periodo di possesso. Ad esempio, se il valore fiscale è 100 ed il titolo è stato venduto in data 01/07/2020 (183° giorno dell’anno 2020), il valore fiscale sarà calcolato come 100 * (183/366). Questo sarà il valore da considerare per il periodo d’imposta 2020 che concorrerà alla media aritmetica del triennio su cui applicare la percentuale di redditività.
Si, il codice 5 deve essere indicato in colonna 2 del rigo RS116 in quanto, solo in questo modo, è possibile “giustificare” l’esclusione dalla verifica dell’operatività del valore delle partecipazioni e dei finanziamenti, fruttiferi o infruttiferi, in società non di comodo ai sensi dell’art. 30 della legge n. 724/1994 e/o in società escluse dalla disciplina anche a seguito di accoglimento di interpello.
Affinché un soggetto o ente estero possano essere qualificati come “controllati” e pertanto attratti nella CFC rules è sufficiente che: - si verifichi il controllo diretto o indiretto da parte della società residente, anche tramite società fiduciaria o interposta persona, ai sensi dell'art. 2359 C.c. (controllo di "diritto"; controllo di "fatto", controllo "contrattuale"), oppure - oltre il 50% della partecipazione agli utili sia detenuto della società residente, direttamente o indirettamente, mediante una o più società controllate ai sensi dell'art. 2359 C.c., o tramite società fiduciaria o interposta persona. Con riferimento al controllo indiretto, come precisato dalla Relazione al D.Lgs. n. 142/2018, la percentuale di partecipazione agli utili è determinata tenendo conto dell'eventuale demoltiplicazione prodotta dalla catena societaria partecipativa. E’ opportuno inoltre precisare come 1) il requisito del controllo vada verificato al termine del periodo d’imposta del soggetto controllato non residente; 2) non è necessario svolgere un’attività d’impresa affinché il soggetto controllato non residente sia attratto dalla disciplina CFC; 3) l’esimente prevista dal comma 5 non è applicabile alle holding che non svolgono un’effettiva attività economica e pertanto non si qualificano come “dinamiche”. In conclusione, la fattispecie sopra esposta rientra nell’ambito di applicazione della disciplina CFC. Diverso sarebbe stato il caso in cui la partecipazione nell’operatività (ovvero che svolge un’effettività attività economica mediante l’impiego di personale, attrezzature, attivi e locali) fosse stata detenuta in modo diretto poiché poteva trovare applicazione l’esimente prevista al comma 5.
Il diritto di credito vantato verso una società partecipata per la distribuzione dei dividendi, registrato in conseguenza della delibera assembleare di distribuzione dell’utile e/o delle eventuali riserve da parte della partecipata, rileva ai fini del test di prevalenza in quanto considerato di natura finanziaria.
Le holding di partecipazione non finanziarie determinano la base imponibile IRAP secondo quanto disciplinato dall’art. 6, co. 9, del D. Lgs. 446/97, ovvero aggiungendo al risultato derivante dall'applicazione dell'articolo 5 (determinazione “ordinaria”) la differenza tra gli interessi attivi e proventi assimilati e gli interessi passivi e oneri assimilati. Gli interessi passivi concorrono alla formazione del valore della produzione nella misura del 96 per cento del loro ammontare. Pertanto, con riferimento ai proventi da partecipazioni (dividendi) delle holding di partecipazione non finanziarie, rilevati nella voce c15) del Conto Economico, questi non concorrono alla formazione della base imponibile IRAP in quanto tale voce è irrilevante per il calcolo dell’IRAP. Per la determinazione della base imponibile IRAP delle società di partecipazione finanziaria, invece, si rimanda al comma 1 dell’art. 6, co. 9, del D. Lgs. 446/97
Per le società di partecipazione non finanziaria ("vecchie" holding industriali), la base imponibile ai fini IRAP è determinata aggiungendo al valore della produzione, deter¬minato secondo le disposizioni proprie delle società di capitali (ex art. 5 del D.Lgs. 446/97), la differenza tra a) gli interessi attivi e i proventi assimilati e b) gli interessi passivi e gli oneri assimilati (art. 6 co. 9 del D.Lgs. 446/97). Viceversa, non concorrono alla formazione della base imponibile i profitti e le perdite derivanti dal realizzo di attività finanziarie non immobilizzate, nonché, come nel caso di specie, i proventi da partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio come, ad esempio, i fondi comuni di investimento.
Le quote/azioni di partecipazioni in fondi comuni di investimento risultano assimilabili ai titoli in serie o di massa indicati dall’art. 85, co. 1, lett. e), del TUIR, in quanto esse non hanno natura partecipativa e pertanto sono distinte dalle partecipazioni (cfr. C.M. n. 165/98 e n. 207/99). Infatti, con la risposta ad interpello n. 956-347/2018, la stessa Agenzia li definisce come strumenti finanziari non partecipativi. Per tali motivi, ad avviso della scrivente, è corretto non considerare le suddette quote nel test di prevalenza, nonostante esse siano iscritte nella voce BIII3) dello Stato patrimoniale, ovvero immobilizzazioni finanziarie “altri titoli” (cfr. OIC 20).
Sono tenuti all’obbligo di comunicazione del meccanismo transfrontaliero all’Agenzia delle Entrate, come previsto dall’Art. 2 del D.Lgs. n. 100/2020, solo i soggetti che partecipano a un meccanismo che presenti, in modo congiunto, i seguenti elementi: 1) Il carattere transnazionale del meccanismo posto in essere; 2) La presenza di un “hallmark”, ovvero di almeno uno degli elementi distintivi individuati dall’allegato 1 del D.Lgs. n. 100/2020; 3) La riduzione d’imposta riconducibile al meccanismo; 4) Il superamento del main benefit test, ovvero del criterio del vantaggio principale. In mancanza di tali elementi la comunicazione non è obbligatoria. In caso di dubbi circa la natura del meccanismo posto in essere, l’Associazione ha sviluppato un apposito tool gratuito volto a verificare se si è soggetti all’obbligo di comunicazione. https://www.assoholding.it/pagina-tool-dac6/
Entrambe le holding sono obbligate alle comunicazioni all’anagrafe tributaria e CRS/FATCA. Iscrizione REI gestione ARF invii mensili e/o annuali.
Va premesso che le risposte a interpello hanno efficacia soltanto nei confronti del contribuente interpellante. Pertanto, la risposta dell'Agenzia va considerata in relazione alla specifica posizione del contribuente. L'associazione, comunque, sta valutando di adottare le iniziative più opportune nei tavoli istituzionali in cui è presente, al fine di chiarire la portata degli interpelli in parola, tenuto conto che non risultano alla scrivente modifiche normative in merito agli adempimenti connessi alle comunicazioni all'Archivio dei rapporti e CRS-FATCA. Nello stesso tempo non risulterebbe essere stata approfondita la circostanza secondo cui le holding alimentino l’anagrafe tributaria sulla base dei raggiunti requisiti patrimoniali laddove, invece, gli adempimenti CRS/FATCA sono agganciati agli aspetti qualitativi del reddito conseguito che entra nei loro radar qualora sia in prevalenza di origine finanziaria. Infine, a titolo cautelativo è stato ritenuto che il rapporto con i terzi vada inteso anche il riferimento al soggetto terzo (tra cui anche la società partecipata) da cui siano ritraibili i redditi finanziari.
La società presenta le caratteristiche tipiche per considerarsi holding tenuta alle comunicazioni internazionali. Va precisato comunque che: - per il FATCA, la società deve avere le caratteristiche correlate all’expanded affiliated group previste dall’art. 6 del d.m. FATCA 7 agosto 2015. In particolare, “Una società di persone o altra entità trasparente è considerata holding company se la sua attività principale consiste nella detenzione di oltre il 50 per cento dei diritti di voto e del valore delle quote o azioni di una o più società controllanti uno o più Expanded Affiliated Group.” e “Expanded Affiliated Group” – designa un gruppo di entità in cui un’entità controlla le altre entità, ovvero le entità sono soggette a controllo comune. A tal fine, il controllo comprende il possesso, diretto o indiretto, di più del 50 per cento dei diritti di voto e del valore di un’entità.” - per il CRS è necessario che la prevalenza finanziaria sia verificata secondo la media degli utlimi tre bilanci consecutivi. Verificata la prevalenza secondo le norme delle entità di investimento, oltre a CRS sarà obbligata anche per le comunicazioni DAC6 ove presenti.
Si conferma l’invio dei rapporti finanziari senza importi ad esclusione del cash pooling che prevede appunto l’invio del flusso annuale.
Il regime impositivo dei trust varia a seconda se siano o meno identificati i beneficiari del trust. Nella fattispecie esposta, si tratta di un trust italiano c.d. “opaco” – ovvero senza beneficiari individuati – e pertanto i redditi prodotti sono tassati direttamente in capo al trust a seconda dell’attività svolta. Con riferimento alla tassazione in caso di attribuzione/devoluzione dei redditi del trust, la stessa Agenzia ha affermato come “nel caso di trust opachi residenti nel territorio dello Stato, l’imposizione dei redditi da questi prodotti avviene una sola volta (sottolineatura nostra) ed esclusivamente nei confronti dei trust”. Pertanto, eventuali successive attribuzioni di reddito a soggetti fiscalmente residenti in Italia dovranno essere considerate come già tassate, non determinando dunque un ulteriore prelievo impositivo. L’imposta sulle successioni e donazioni è dovuta solo in caso di trasferimento ai beneficiari del patrimonio vincolato (c.d. “tassazione in uscita”), ovvero la dotazione patrimoniale iniziale del trust, nonché tutti gli eventuali successivi conferimenti effettuati dal disponente o da terzi. Sul tema, si osservi anche l’articolo del Sole24Ore del 08/10/2021 a firma di Andrea Vasapolli.
Il test di prevalenza finanziaria, ai fini dell’obbligo di comunicazione all’Anagrafe Tributaria va effettuato sul bilancio a partire dal 2018. Una volta che la holding risulta obbligata invia le informazioni finanziarie mensilmente.
È necessario effettuare l’aggiornamento del rapporto: inserire la data di fine rapporto per il titolare uscente e inserire il nuovo titolare effettivo con la relativa data. Si specifica che tale condizione vale per tutti i rapporti finanziari
È obbligatorio censire il titolare effettivo anche se estero inserendo i data anagrafici richiesti e spuntando nel software la casella “assenza codice fiscale”
- per l’adempimento FATCA, la società deve avere le caratteristiche correlate all’expanded affiliated group previste dall’art. 6 del d.m. FATCA 7 agosto 2015. In particolare, “Una società di persone o altra entità trasparente è considerata holding company se la sua attività principale consiste nella detenzione di oltre il 50 per cento dei diritti di voto e del valore delle quote o azioni di una o più società controllanti uno o più Expanded Affiliated Group.” e “Expanded Affiliated Group” – designa un gruppo di entità in cui un’entità controlla le altre entità, ovvero le entità sono soggette a controllo comune. A tal fine, il controllo comprende il possesso, diretto o indiretto, di più del 50 per cento dei diritti di voto e del valore di un’entità.” - per l’adempimento CRS è necessario che la prevalenza finanziaria sia verificata secondo la media di tre bilanci consecutivi. Si consiglia comunque di effettuare una due diligence cosi come previsto dalla norma.
L’attività svolta dalle società captive di gruppo è sostanzialmente analoga a quella svolta dalla holding all’interno del gruppo industriale e pertanto può essere indicato il relativo codice Ateco. Con riferimento alla seconda domanda, riteniamo corretta la sua impostazione.
Sulla base delle informazioni fornite, l’operazione non sembrerebbe presentare caratteri elusivi in quanto giustificata da una rilevante ragione extra-fiscale quale il riassetto societario (cfr. risposta ad interpello n. 138 del 13 maggio 2019). A ciò si aggiunge come – senza entrare nel merito del calcolo del superamento o meno dell’eventuale franchigia nell’ipotesi di donazione al fratello – il regime disciplinato dall’art. 177, co. 2, del TUIR si pone su un piano di pari dignità con la disciplina di cui all’art. 9 del TUIR (“valore normale”), rispetto alla quale trova applicazione alternativa, in presenza dei presupposti di legge (cfr. risposta ad interpello n. 450 del 30 ottobre 2019). Diverso, invece, sarebbe stato il caso di conferimento di partecipazioni di minoranza qualificata ex art. 177, co. 2-bis, del TUIR, rispetto al quale è necessaria la costituzione di una holding interamente partecipata dal conferente, prevedendo dunque requisiti soggettivi anche per i soci della conferitaria (non previsti invece al co. 2). Chiarito ciò, risulta applicabile l’art. 177, co. 2, TUIR in quanto, a seguito del conferimento di partecipazioni in piena proprietà, la conferitaria deterrà il controllo di diritto della società oggetto di scambio ex art. 2359, co. 1, n. 1, del Codice civile. L’operazione potrà godere di un regime di neutralità fiscale nell’ipotesi in cui, per effetto del conferimento, l’aumento del patrimonio netto della Holding S.r.l. equivalga al valore fiscalmente riconosciuto in capo al socio della partecipazione scambiata nella S.r.l. operativa, indipendentemente dal suo valore di mercato.
È corretto comunicando al REI la perdita dei requisiti e inviando tramite PEC il modello di autocertificazione sottoscritto dal legale rappresentante con allegato il bilancio dove si evince la perdita dei requisiti.
No, rilevano solo i crediti di natura finanziaria intercorrenti con le società partecipate. Infatti, ai sensi dell’art. 162-bis, co. 3, del TUIR, “l’esercizio in via prevalente di attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari sussiste, quando, in base ai dati del bilancio approvato relativo all'ultimo esercizio chiuso, l'ammontare complessivo delle partecipazioni in detti soggetti e altri elementi patrimoniali intercorrenti con i medesimi […]”.
La società che successivamente al test di prevalenza risulti essere una holding non finanziaria sarà tenuta all’iscrizione all’Anagrafe tributaria, CRS e FATCA e ad effettuare le relative comunicazioni. Qualora la holding non abbia mai fatto alcuna comunicazione, come nel caso di specie, potrà comunque effettuare una comunicazione tardiva, pagando i dovuti ravvedimenti.
L’elemento da considerare ai fini del c.d. “test di prevalenza” ex art. 162-bis del TUIR è dato dal valore in bilancio della partecipazione rispetto al totale attivo di Stato patrimoniale e non alla percentuale di partecipazione posseduta. Pertanto, ipotizzando che il valore contabile della partecipazione nella società operativa nel settore turistico sia 70 ed il totale attivo di Stato Patrimoniale sia 100, la società srls unipersonale si qualifica quale holding ex art. 162-bis, co. 3, del TUIR, in quanto il valore della partecipazione è superiore al 50% del totale attivo di Stato patrimoniale. Superando il “test di prevalenza”, inoltre, la srls sarà tenuta all’iscrizione all’Anagrafe tributaria, la quale, essendo la società costituita nel 2021, dovrà essere effettuata entro la fine del mese successivo al termine per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2021.