• 10 Mag 2022
  • Categories:

Di seguito tutte le risposte alle domande pervenute durante e dopo il webinar

Ai fini del test di prevalenza di cui all’art. 162-bis del TUIR è necessario prendere in considerazione non solo le partecipazioni ma anche gli “altri elementi patrimoniali”, di natura finanziaria, intercorrenti con le partecipate come, ad esempio, le obbligazioni emesse dalle partecipate e sottoscritte dalla partecipante.
Al fine di verificare l’inclusione della Società nella definizione di “ente di investimento/impresa di partecipazione finanziaria” ex art. 2435-ter, co. 5, c.c., riteniamo non debba essere presa in esame la disposizione di cui all’art. 162-bis del TUIR, in quanto riguardante l’ambito tributario. Pertanto, al fine di poter redigere il bilancio delle micro-imprese è necessario analizzare l’attività effettivamente svolta dalla società e non la definizione di società di partecipazione finanziaria/non finanziaria del TUIR. Con riferimento al secondo quesito, ossia quello riguardante le comunicazioni, dalle informazioni fornite risulta che, prescindendo da qualsiasi esame riguardante lo Statuto, la Società superi il test di prevalenza di cui all’art. 162-bis del TUIR, con conseguente assoggettamento ai relativi obblighi di comunicazione.
Rimanendo nell’ambito del test di prevalenza di cui all’art. 162-bis del TUIR, l’eventuale credito da “notional” cash pooling, vantato nei confronti della controllata, sarebbe stato comunque rilevante. Pertanto, sia nell’ipotesi di credito per erogazione di un finanziamento che di credito da notional cash pooling, si tratterebbe di un elemento rilevante ai fini del test di prevalenza, in quanto elemento patrimoniale, di natura finanziaria, intercorrente con la società partecipata Con riferimento all’IRAP, l’art. 6 del DLgs. 15.12.1997, n. 446 (“Decreto IRAP”) prevede una diversa disciplina per gli intermediari finanziari da un lato (commi 1 e 2) e per le holding industriali e gli enti assimilati dall’altro (comma 9), senza fare alcun riferimento alle società di partecipazione finanziaria, pur essendo chiaro che le stesse debbano essere incluse, ai fini fiscali, nel novero degli intermediari finanziari. Alla luce di ciò, si ritiene che tale holding possano liberamente scegliere la tipologia di bilancio da adottare, fermo restando che dovranno calcolare l’IRAP con le regole degli intermediari finanziari.
Dalle informazioni fornite, sembrerebbe che la holding in esame sia soggetta agli obblighi di comunicazione all’Anagrafe Tributaria dal 2019, anno di approvazione del bilancio d’esercizio 2018 in cui sembrerebbe superata la prevalenza. Al riguardo, evidenziamo come l’attività dell’Anagrafe Tributaria non si stanzi in controlli automatici riguardanti le mancate comunicazioni di società non censite al REI. Tali attività, tuttavia, potrebbero riguardarecontrolli incrociati effettuati dall’Agenzia delle Entrate. Sul tema, comunque, evidenziamo come sia possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso. Per qualsiasi informazione riguardante le comunicazioni delle holding all’Anagrafe Tributaria, può contattare direttamente i nostri esperti al numero 06.89171508.
Sulla base delle informazioni fornite, la società risulterebbe attratta nella definizione di impresa di partecipazione finanziaria di cui all’art. 162-bis del TUIR, senza la necessità di verificare la prevalenza.
L’art. 2435-ter, co.5, c.c. prevede che le imprese di partecipazione finanziaria e gli enti di investimento (così come da definizione riportata all’interno della direttiva UE 24 del 2013) possono redigere il bilancio in forma abbreviata e, diversamente da quanto disposto dall’art. 2435-bis, dovranno redigere anche la nota integrativa, la relazione sulla gestione, dovranno valutare gli strumenti finanziari derivati al fair value, anche se incorporati in altri strumenti finanziari e non potranno includere la voce “D. Ratei e risconti” dell’attivo nella voce “C.II Crediti” e la voce “E. Ratei e risconti” del passivo nella voce “D. Debiti”. Pertanto, sono esonerate dalla redazione del rendiconto finanziario ma non della relazione sulla gestione.
La disposizione prevista dall’art. 2435-ter, co. 5, c.c., non fa riferimento alla definizione di imprese di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR (norma che riguarda esclusivamente l’ordinamento tributario) ma alla definizione riportata all’interno della direttiva 34/UE/2013. Pertanto, l’eventuale iscrizione della partecipazione all’interno dell’attivo circolante non risulterebbe rilevante circa la disposizione civilistica di cui all’art. 2435-ter, co. 5, c.c..
Sulla base di ciò che è previsto dall’art. 2435-ter co.5 c.c., le imprese di partecipazione finanziaria, ossia quelle “imprese il cui unico oggetto è l’acquisizione di partecipazioni in altre imprese, nonché la gestione e la valorizzazione di tali partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione di tali imprese, senza pregiudizio per i diritti che l'impresa di partecipazione finanziaria possiede in qualità di azionista”, non possono redigere il bilancio delle micro imprese ma possono redigere il bilancio in forma abbreviata e, diversamente da quanto disposto dall’art. 2435-bis, dovranno redigere anche la nota integrativa, la relazione sulla gestione, dovranno valutare gli strumenti finanziari derivati al fair value, anche se incorporati in altri strumenti finanziari e non potranno includere la voce “D. Ratei e risconti” dell’attivo nella voce “C.II Crediti” e la voce “E. Ratei e risconti” del passivo nella voce “D. Debiti”. Pertanto, sono esonerate dalla redazione del rendiconto finanziario ma non della relazione sulla gestione.
L’investimento dei propri fondi in valori mobiliari diversi può far riferimento anche ad investimenti effettuati in partecipazioni, posto che le azioni e le partecipazioni sono valori mobiliari anche se oggi in seguito a diverse modifiche apportate all’interno del TUF, tali termini sono stati aggiornati e collocati più specificatamente tra gli strumenti finanziari. All’interno della definizione, inoltre, si parla di valori mobiliari diversi, valori immobiliari, e dunque gestione di immobili, e altre attività, con l’unico scopo di ripartire i rischi di investimento e di far beneficiare i loro investitori dei risultati della gestione delle loro attività. Inoltre, per la definizione di valori mobiliari diversi si veda anche la la definizione di strumento finanziario ai sensi dell’art. 1, co. 2 del TUF e la Risposta n. 96 dell’Agenzia delle Entrate circa i Piani individuali a lungo termine e gli investimenti in strumenti finanziari partecipativi.
Ai sensi dell’art. 2435-bis c.c., qualora la società fornisca in nota integrativa le informazioni richieste dai nn. 3) e 4) dell'articolo 2428, essa è esonerate dalla redazione della relazione sulla gestione. Tuttavia, evidenziamo come, qualora la società rientri nella definizione di ente di investimento/impresa di partecipazione finanziaria, la redazione della relazione sulla gestione è obbligatoria, in quanto l’art. 2435-ter, co.5, c.c. prevede che nei confronti degli enti di investimento e delle imprese di partecipazione finanziaria non trovino applicazione le disposizioni di cui all’art. 2435-bis, co. 6, c.c.
La disposizione prevista dall’art. 2435-ter co.5 c.c., con riferimento all’esclusione per le imprese di partecipazione finanziarie di redigere il bilancio sotto forma di micro impresa, non fa riferimento alla definizione di imprese di partecipazione finanziaria e non finanziaria prevista dall’art. 162-bis del TUIR, valevole solo ed esclusivamente a livello fiscale, ma alla definizione riportata all’interno della direttiva 34/UE/2013. Nello specifico le imprese di partecipazione finanziaria sono quelle “imprese il cui unico oggetto è l’acquisizione di partecipazioni in altre imprese, nonché la gestione e la valorizzazione di tali partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione di tali imprese, senza pregiudizio per i diritti che l'impresa di partecipazione finanziaria possiede in qualità di azionista”. Pertanto, qualora la holding si limiti esclusivamente all’acquisizione, alla gestione e alla valorizzazione di partecipazioni in altre imprese, non potrà redigere il bilancio sotto forma di micro impresa.
Ai fini del test di prevalenza ex. art. 162-bis del TUIR, si deve tenere conto di tutto l’attivo di stato patrimoniale. Pertanto, anche il conto corrente rientrante nelle “disponibilità liquide” rileva, al denominatore, ai fini del test di prevalenza.
La disposizione prevista dall’art. 2435-ter co.5 c.c., con riferimento all’esclusione per le imprese di partecipazione finanziarie di redigere il bilancio sotto forma di micro impresa, non fa riferimento alla definizione di imprese di partecipazione finanziaria e non finanziaria prevista dall’art. 162-bis del TUIR, valevole solo ed esclusivamente a livello fiscale, ma alla definizione riportata all’interno della direttiva 34/UE/2013. Nello specifico le imprese di partecipazione finanziaria sono quelle “imprese il cui unico oggetto è l’acquisizione di partecipazioni in altre imprese, nonché la gestione e la valorizzazione di tali partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione di tali imprese, senza pregiudizio per i diritti che l'impresa di partecipazione finanziaria possiede in qualità di azionista”. Pertanto, qualora la holding si limiti esclusivamente all’acquisizione, alla gestione e alla valorizzazione di partecipazioni in altre imprese, non potrà redigere il bilancio sotto forma di micro impresa.
L’art. 2435-ter prevede che le imprese di partecipazione finanziaria e gli enti di investimento non possono redigere il bilancio delle micro imprese ma possono applicare le disposizioni previste dall’art. 2435-bis c.c., circa il bilancio in forma abbreviata, con esclusione del sesto comma e del secondo comma dell'articolo 2435-bis con riferimento alla facoltà di comprendere la voce D dell'attivo nella voce CII e la voce E del passivo nella voce D. Pertanto, tali soggetti saranno esonerati dalla redazione del rendiconto finanziario ma non della relazione sulla gestione.
L’art. 2435¬ter prevede che le imprese di partecipazione finanziaria e gli enti di investimento non possono redigere il bilancio delle micro imprese ma possono applicare le disposizioni previste dall’art. 2435-bis c.c., circa il bilancio in forma abbreviata, con esclusione del sesto comma e del secondo comma dell'articolo 2435-bis con riferimento alla facoltà di comprendere la voce D dell'attivo nella voce CII e la voce E del passivo nella voce D. Pertanto, tali soggetti non possono essere esonerati in nessun caso dalla redazione della relazione sulla gestione, in quanto il comma cui lei fa riferimento è escluso dalla suddetta fattispecie.
La disposizione prevista dall’art. 2435-ter co.5 c.c., con riferimento all’esclusione per le imprese di partecipazione finanziarie di redigere il bilancio sotto forma di micro impresa, non fa riferimento alla definizione di imprese di partecipazione finanziaria e non finanziaria prevista dall’art. 162-bis del TUIR, valevole solo ed esclusivamente a livello fiscale, ma alla definizione riportata all’interno della direttiva 34/UE/2013. Nello specifico le imprese di partecipazione finanziaria sono quelle “imprese il cui unico oggetto è l’acquisizione di partecipazioni in altre imprese, nonché la gestione e la valorizzazione di tali partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione di tali imprese, senza pregiudizio per i diritti che l'impresa di partecipazione finanziaria possiede in qualità di azionista”. Pertanto, qualora la holding si limiti esclusivamente all’acquisizione, alla gestione e alla valorizzazione di partecipazioni in altre imprese, non potrà redigere il bilancio sotto forma di micro impresa. Tali soggetti possono comunque redigere il bilancio in forma abbreviata e, diversamente da quanto disposto dall’art. 2435-bis, dovranno redigere anche la nota integrativa, la relazione sulla gestione, dovranno valutare gli strumenti finanziari derivati al fair value, anche se incorporati in altri strumenti finanziari e non potranno includere la voce “D. Ratei e risconti” dell’attivo nella voce “C.II Crediti” e la voce “E. Ratei e risconti” del passivo nella voce “D. Debiti”.
Sulla base delle informazioni fornite, la società in questione non si qualifica quale ente di investimento. Rientrerebbe in tale definizione solo qualora l’attività di gestione immobiliare fosse connessa e strumentale all’attività finanziaria.
In linea teoria, tenuto conto delle informazioni fornite, le specifiche della società sono tali da non qualificarla quale società di partecipazione finanziaria. Tuttavia, evidenziamo la presenza di diverse interpretazioni, secondo le quali la liquidità investita deriverebbe comunque dalla gestione delle partecipazioni, con conseguente assoggettamento alla disciplina delle holding.
Ai sensi dell’art. 83, co. 1, del TUIR il c.d. “principio di derivazione rafforzata” trova applicazione con riferimento ai soggetti «Ias Adopter» e «Ita Gaap», diversi dalle micro-imprese di cui all’art. 2435-ter c.c.. Al riguardo, si evidenzia che, come precisato anche dall’Agenzia delle Entrate, per le micro-imprese rileva esclusivamente l’aspetto dimensionale, prescindendo, quindi, dalla redazione del bilancio secondo lo schema abbreviato oppure ordinario. Pertanto, tralasciando qualsiasi valutazione circa il co. 5 dell’art. 2435-ter c.c., riteniamo corretta l’impostazione adottata. Infine, riteniamo opportuno evidenziare come, ai sensi del co. 5 dell’art. 2435-ter, co. 5, c.c., agli enti di investimento/imprese di partecipazione finanziaria, sembrerebbe non trovare applicazione l’intera disposizione normativa di cui all’art. 2435-ter, c.c.. Per tali soggetti, pertanto, anche se si resta in attesa di chiarimenti ufficiali, troverebbe applicazione il principio di derivazione rafforzata, in quanto non risulterebbero inquadrabili, per espressa disposizione normativa, quali micro-imprese.
La disposizione prevista dall’art. 2435-ter co.5 circa l’esclusione per le imprese di partecipazione finanziaria e gli enti di investimento dalla redazione del bilancio sotto forma di micro impresa ha efficacia a partire dai bilanci riferiti all’esercizio 2021.
Sulla base delle informazioni fornite, la società, al momento della sua costituzione, si qualificava quale holding “pura”, avendo come oggetto sociale esclusivo la detenzione di partecipazioni. Per tale motivo, la società avrebbe dovuto effettuare le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria entro i 30 giorni dalla sua costituzione.
L’art. 2435-ter co.5 c.c. prevede che alle imprese di partecipazione finanziaria (così come da definizione riportata all’interno della direttiva UE 24 del 2013) non si applicano le disposizioni di cui all’art. 2435-ter c.c.. Pertanto, qualora la holding si limiti esclusivamente all’acquisizione, alla gestione e alla valorizzazione di partecipazioni in altre imprese, non potrà redigere il bilancio sotto forma di micro impresa. Tali soggetti possono comunque redigere il bilancio in forma abbreviata e, diversamente da quanto disposto dall’art. 2435-bis, dovranno redigere anche la nota integrativa, la relazione sulla gestione, dovranno valutare gli strumenti finanziari derivati al fair value, anche se incorporati in altri strumenti finanziari e non potranno includere la voce “D. Ratei e risconti” dell’attivo nella voce “C.II Crediti” e la voce “E. Ratei e risconti” del passivo nella voce “D. Debiti”.
Tenuto conto delle materie trattate nel webinar, il quesito sembra far riferimento alla valutazione dei finanziamenti erogati alla controllata sia con riferimento alla prevalenza di cui all’art. 162-bis del TUIR che della definizione europea di micro-imprese. Premesso ciò, si rileva come, nonostante il finanziamento erogato alla controllata sia rilevante ai fini del test di prevalenza, a prescindere dalla finalità e relativa iscrizione in bilancio, questo non risulta essere una discriminante ai fini della definizione di micro-impresa. Infatti, tenuto conto della disposizione comunitaria, per analizzare la definizione di micro-impresa è necessario porre attenzione sull’attività effettivamente svolta dalla società, la quale non sembra potersi ricondurre all’erogazione di un solo finanziamento. Rimaniamo comunque disponibili per qualsiasi ulteriori chiarimenti.
L’art. 2435-ter co.5 c.c. prevede che alle imprese di partecipazione finanziaria (così come da definite della direttiva UE 24 del 2013) non si applicano le disposizioni di cui all’art. 2435-ter c.c., a prescindere dalla qualità e quantità delle partecipazioni detenute.
La disposizione prevista dall’art. 2435-ter, co. 5, c.c., non fa riferimento alla definizione di imprese di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR (norma che riguarda esclusivamente l’ordinamento tributario) ma alla definizione riportata all’interno della direttiva 34/UE/2013. Pertanto, non è possibile definire in modo netto se i soggetti di cui all’art. 162-bis, co. 1, lett. c), TUIR siano esclusi o meno dall’ambito applicativo dell’art. 2435-ter c.c.
Si, corretto. Si ricorda che le imprese di partecipazione finanziaria, escluse dalla disciplina prevista per le micro imprese, devono redigere almeno il bilancio in forma abbreviata e, a differenza di quanto previsto dall’art. 2435-bis c.c., dovranno redigere la nota integrativa, la relazione sulla gestione, valutare gli strumenti finanziari derivati al fair value, anche se incorporati in altri strumenti finanziari e non si potranno includere la voce “D. Ratei e risconti” dell’attivo nella voce “C.II Crediti” e la voce “E. Ratei e risconti” del passivo nella voce “D. Debiti”.
La holding in questione sembrerebbe rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria, così come da definizione riportata all’interno della direttiva UE/34/2013, e ciò in quanto sembrerebbe trattarsi di una holding che si occupa solo di gestione delle partecipazioni e che detiene nell’attivo un immobile merce. L’elemento determinante affinché una holding venga imputata definitivamente all’interno di tale categoria è che l’attività effettivamente esercitata si limiti esclusivamente all’acquisto, alla gestione e alla valorizzazione delle partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione delle società partecipate.
Per le holding finanziarie e industriali non vi sono particolarità specifiche, i dividendi sono esclusi dalla base imponibile al 95% così come previsto dall’art. 89 del TUIR.
La società in questione, ad oggi, rientra tra i soggetti di cui all’art. 162-bis del TUIR e, dunque, è obbligata alla presentazione dei relativi adempimenti comunicativi previsti per le holding (tra cui le comunicazioni previste dalla direttiva ATAD). Il bilancio al 31.12.2021 dovrà essere redatto secondo le disposizioni previste dall’art. 2435-ter co.5 c.c. trattandosi di un’impresa di partecipazione finanziaria, così come da definizione riportata all’interno della direttiva UE 34/2013. Pertanto, non potrà essere applicato il principio di redazione delle micro imprese, bensì quello in forma abbreviata o in forma ordinaria. Qualora si scegliesse di redigere il bilancio in forma abbreviata, diversamente da quanto disposto dall’art. 2435-bis, bisognerà redigere anche la nota integrativa, la relazione sulla gestione, valutare gli strumenti finanziari derivati al fair value, anche se incorporati in altri strumenti finanziari e non si potranno includere la voce “D. Ratei e risconti” dell’attivo nella voce “C.II Crediti” e la voce “E. Ratei e risconti” del passivo nella voce “D. Debiti”.
Le società di partecipazione finanziaria e gli enti di investimento, così come da definizione riportata all’interno della direttiva UE 34/2013, sono escluse dalla fattispecie prevista dall’art. 2435-ter co.5 c.c. circa la redazione del bilancio sotto forma di micro impresa. Tali soggetti potranno comunque redigere il bilancio in forma abbreviata e, diversamente da quanto disposto dall’art. 2435-bis, dovranno redigere anche la nota integrativa, la relazione sulla gestione, valutare gli strumenti finanziari derivati al fair value, anche se incorporati in altri strumenti finanziari e non potranno includere la voce “D. Ratei e risconti” dell’attivo nella voce “C.II Crediti” e la voce “E. Ratei e risconti” del passivo nella voce “D. Debiti”.
La società, così come rappresentata all’interno del quesito, sembrerebbe rientrare tra gli enti di investimento, come da definizione riportata all’interno della direttiva UE 34/2013 e, pertanto, pur possedendo i requisiti di micro impresa, dovrà redigere almeno il bilancio in forma abbreviate (con le specifiche modifiche introdotte dall’art. 2435-ter co.5 c.c.) o in forma ordinaria. La società, così come rappresentata all’interno del quesito, potrebbe rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria, come da definizione riportata all’interno della direttiva UE 34/2013 e, pertanto, pur possedendo i requisiti di micro impresa, dovrà redigere almeno il bilancio in forma abbreviata (con le specifiche modifiche introdotte dall’art. 2435-ter co.5 c.c.) o in forma ordinaria. L’elemento determinante per poter assegnare tale società all’interno di tale categoria è che l’attività effettivamente esercitata (e non tutte le attività contenute all’interno dell’oggetto sociale) si limiti al solo acquisto, gestione e valorizzazione delle partecipazioni, senza coinvolgimento nella gestione delle imprese partecipate. La società, così come rappresentata all’interno del quesito, sembrerebbe non rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria previste all’interno dell’art. 2435-ter co.5 c.c., in quanto non si limita alla sola gestione e valorizzazione delle partecipazioni. Pertanto, alla luce di ciò, può continuare a redigere il tradizionale bilancio in forma abbreviata, così come disposto dall’art. 2435-bis c.c.
La società in questione, così come descritta, potrebbe rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria previste dall’art. 2435-ter co.5 c.c. L’elemento determinante per poter assegnare o meno tali società in modo definitivo all’interno di tale categoria è che l’attività effettivamente esercitata coincida esclusivamente con la sola acquisizione, gestione e valorizzazione delle partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione delle partecipate.
La società in questione, così come descritta, potrebbe rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria previste dall’art. 2435-ter co.5 c.c. L’elemento determinante per poter assegnare o meno tali società in modo definitivo all’interno di tale categoria è che l’attività effettivamente esercitata coincida esclusivamente con la sola acquisizione, gestione e valorizzazione delle partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione delle partecipate.
CASO 1) La società descritta potrebbe non rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria di cui alla definizione contenuta all’interno della direttiva UE 34/2013. L’elemento determinante per poter assegnare o meno tali società in modo definitivo all’interno di tale categoria è che l’attività effettivamente esercitata coincida esclusivamente con la sola acquisizione, gestione e valorizzazione delle partecipazioni, senza coinvolgimenti diretti o indiretti nella gestione delle partecipate. CASO 2) La società in questione non dovrebbe rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria, così come da definizione riportata all’interno della direttiva UE 34/2013. Qualora la società si limiti alla sola acquisizione, gestione e valorizzazione delle partecipazioni impartendo un’attività di direzione e coordinamento “light”, ovvero definendo linee strategiche a livello di gruppo che non incidono significativamente sulla gestione operative delle società, allora in tal caso rientrerebbe nella suddetta definizione. Pertanto, si potrebbe affermare che l’attività di direzione e coordinamento se svolta con finalità di gestione operativa delle società partecipate potrebbe rappresentare un elemento valido per far fuoriuscire tali società dall’ambito dell’art. 2435-ter co. 5 c.c. CASO 3) Tale società sembrerebbe rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria e pertanto verrebbe applicata la disposizione prevista dall’art. 2435-ter co.5 c.c., escludendola dalla redazione del bilancio sotto forma di micro impresa. CASO 4) Tale società sembrerebbe rientrare tra le imprese di partecipazione finanziaria e pertanto verrebbe applicata la disposizione prevista dall’art. 2435-ter co.5 c.c., escludendola dalla redazione del bilancio sotto forma di micro impresa.
L’assoggettamento agli obblighi comunicativi è regolato dall’art. 10 co. 10 del DLgs. 141/2010, così come modificato dall’art. 12 del DLgs. 142/20181. In particolar modo, per le società di partecipazione non finanziaria (holding industriali) l’esercizio in via prevalente dell’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari sussiste quando, in base ai dati del bilancio approvato relativo all’ultimo esercizio chiuso, l’ammontare complessivo delle partecipazioni in questi soggetti e degli altri elementi patrimoniali intercorrenti con i medesimi, unitariamente considerati, è superiore al 50% dell’attivo patrimoniale. Pertanto, il codice Ateco non è sufficiente per rilevare esclusivamente di essere in presenza di una holding.